Se non si è “Nati” Ottimisti è Comunque Possibile Imparare ad Esserlo Fino a poco…
I 5 Falsi Miti della Rabbia
I Talk Show Televisivi, la Radio e le Riviste Offrono Spesso Soluzioni per Aiutare le Persone a Liberarsi dalla Rabbia ma Spesso Tali Soluzioni Sono Contraddittorie
Se ci si rivolgesse a 5 diversi psicologi o professionisti del settore per chiedere come imparare a gestire la rabbia probabilmente si otterrebbero 5 risposte diverse.
Qualche psicologo consiglia di scaricarla esprimendola verso chi fa arrabbiare oppure direzionandola su oggetti morbidi o in intensi sforzi sportivi; altri psicologi trovano più efficace consigliare di allontanarsi dalla situazione che crea la rabbia per poi tornare una volta ristabilita la calma.
Molti sono i luoghi comuni che riguardano la rabbia, a causa anche della scarsità di ricerca scientifica sulle cause e le soluzioni per questo problema, ma quali sono i più diffusi e perché sono falsi?
1) Scaricare la rabbia aiuta a ridurla
Tale ipotesi si fonda sull’idea che esprimere la rabbia è più salutare fisicamente e psicologicamente rispetto al tenersela dentro: esprimerla oggi per provare meno in seguito. Diverse ricerche dimostrano invece che la tendenza a sfogare la rabbia è un fattore di rischio per le cardiopatie (Siegman, 1994, psicologo e ricercatore) e altre ricerche provano che esprimerela direttamente su persone (verbalmente o fisicamente) o su oggetti aumenta la probabilità di consolidarla e rinforzarla a causa del condizionamento operante generato dal sollievo immediato che solitamente segue l’espressione della rabbia.
2) Per provare meno rabbia è meglio evitare le situazioni che la alimentano
A qualche psicologo capita di consigliare: “Se ti stai per arrabbiare con il collega
di lavoro è meglio allontanarsi e farsi un giro” oppure “Se tuo figlio ti sta facendo infuriare è opportuno prendersi una pausa”. Questi consigli possono rivelarsi utili se si stanno compiendo i primi passi per imparare a gestire la rabbia o se si rischia, nell’impeto dell’ira, di far del male a qualcuno. Prendersi una pausa per tranquillizzarsi può funzionare nel breve periodo ma, alla lunga, si corre il rischio di abituarsi a evitare i problemi (e magari farli peggiorare) piuttosto che risolverli. In più, evitare i propri sentimenti fuggendo insegna ben poco su sé stessi e su come imparare a gestirsi.
3) La rabbia è positiva perché ti spinge ad ottenere ciò che vuoi
E’ vero! Forse la rabbia può aiutare ad affrontare le avversità, può permettere di ottenere ascolto e rispetto oppure può spingere qualcuno a piegarsi alle nostre richieste, ma è probabile che con il tempo le persone che ci stanno attorno cominceranno a provare risentimento o paura nei nostri confronti, allontanandosi progressivamente. Ne vale la pena?
4) Ricordare e rivivere le esperienze del passato diminuisce la rabbia
E’ possibile che in epoche passate, chi ha sviluppato una tendenza ad agire sotto la spinta della rabbia, abbia subito abusi, maltrattamenti o trascuratezze e che tornare sulle cause remote possa promuovere una maggior consapevolezza ma, questo lavoro, è sufficiente ridurre la rabbia oggi? No! Oltre a ricontestualizzare le esperienze passate è necessario agire sulle convinzioni del presente per ridurre la rabbia.
5) Non sono io, sono gli altri che mi fanno arrabbiare
Dirsi “Lui mi ha provocato” o “E’ questa cosa che mi ha fatto imbestialire” giustifica la convinzione di non avere il controllo sulla propria rabbia e pone nella posizione della vittima impotente. Se fosse così tutti reagiremmo allo stesso modo di fronte alla stessa cosa, basti pensare alle reazioni di tanti automobilisti in coda in tangenziale e tutti in ritardo per uno motivo importante: reagiscono
tuttinello stesso modo? C’è chi uscirà dall’auto urlando, chi se la prenderà con sé stesso per non aver scelto un’altra strada e chi
rimarrà calmo e accenderà la radio. Le situazioni ingiuste, le persone antipatiche e le pesanti frustrazioni contribuiscono a generare rabbia ma sono le nostre diverse convinzioni personali che determinano diverse risposte emotive.
I 5 falsi miti sulla rabbia qui descritti (e molti altri meno diffusi) sono stati individuati all’interno della decennale attività clinica di Albert Ellis, fondatore della psicoterapia REBT (Terapia razionale emotiva e comportamentale) e pioniere della psicoterapia cognitivo comportamentale.
Albert Ellis ci ha lasciato in eredità un grande patrimonio di modelli psicologici e di tecniche psicoterapeutiche cognitive, emotive e comportamentali che, grazie all’evidenza clinica e alla ricerca scientifica, si sono rivelati molto efficaci nell’aiutare le persone che gestiscono la rabbia con difficoltà.

[…] poco efficaci e spesso in contraddizione tra loro: per un approfondimento, leggi l’articolo I 5 Falsi miti della rabbia su psicologo […]