Depressione: curarla con l’aiuto dello psicologo

La depressione

Esistono diverse linee guida sulle quali si basa il trattamento della depressione che occorre tenere in considerazione quando si opta per rimedio clinico. Attualmente è possibile disporre di una vasta gamma di trattamenti utili nella terapia contro la depressione ed è altamente consigliato optare per quelli che si ritiene possano essere i migliori per il caso specifico del soggetto.

Il fatto che un trattamento funzioni per un soggetto (o anche per la maggior parte) non implica che sia quello ideale per un altro. È fondamentale tenere a mente questo concetto prima di sottoporsi ad un trattamento per la depressione perché i primi tentativi potrebbero fallire o non essere del tutto efficaci come ci si aspetta o quanto si sono rivelati esserlo per altri individui.

La maggior parte dei medici sostiene che quest’ultima sia causata da una combinazione paritetica tra fattori biologici (compresi quelli che riguardano la genetica), sociali e psicologici. Nei casi più gravi, un approccio al trattamento che si focalizza su uno solo di questi aspetti non risulterebbe efficace quanto un approccio trattamento che si concentri contemporaneamente sia sui fattori psicologici che su quelli biologici (attraverso, ad esempio, la psicoterapia e la farmaco terapia).

 

Il trattamento per la depressione richiede tempo e pazienza.

La maggioranza dei trattamenti psicoterapeutici moderni rivolti alla cura della depressione richiedono dai 6 ai 12 mesi con una seduta da 50 minuti a settimana.

 

Psicoterapia

Esiste un gran numero di approcci terapeutici validi utilizzati oggi nel trattamento della depressione e spaziano dalla terapia cognitivo comportamentale a quella comportamentale (e.g., Lewinsohn), per passare alla terapia interpersonale a quella emotivo razionale fino alla terapia familiare e all’approccio psicodinamico. Sia le modalità individuali che quelle di gruppo vengono comunemente messe in pratica e variano in base alla gravità degli episodi depressivi e secondo le risorse disponibili all’interno della propria area di residenza.

La terapia cognitivo comportamentale rappresenta l’approccio maggiormente utilizzato nel trattamento efficace della depressione. Centinaia di studi di ricerca sono stati condotti ad oggi e tutti provano la sicurezza e l’assoluta funzionalità dei tale approccio nel trattamento della depressione manifestata dai soggetti che si sono prestati come campioni rappresentativi durante la conduzione degli studi empirici. Aaron T. Beck può essere considerato il padre di questo orientamento psicoterapeutico ed è stato autore di numerosi libri e studi sul tema. Sintesi superiore di un considerevole numero di tecniche base, la psicoterapia cognitivo comportamentale per il trattamento della depressione poggia le sue fondamenta sul dialogo interno che avviene nella psiche del soggetto. Questo tipo di approccio non si intreccia in maniera imprescindibile con le dirette cause della depressione così che il paziente possa metterla immediatamente in pratica come strumento per riuscire a cambiare ciò che prova.

 

Nella terapia cognitivo comportamentale l’enfasi viene posta sulla discussione relativa ai pensieri e sul comportamento associato ad essi ed, in seconda istanza, alla depressione. Nonostante le emozioni siano di certo uno dei punti di interesse primari in alcuni momenti della terapia, all’interno di questo paradigma si ritiene generalmente che i pensieri ed i comportamenti siano decisamente più capaci di gestire e modificare le emozioni. Proprio in virtù di questa tipologia di approccio, la terapia cognitivo comportamentale non può che essere a breve termine  e funziona meglio per coloro che vivono un’esperienza che implica un minimo di stress come base correlata alla depressione. Gli individui che riescono ad approcciare un problema da una sola prospettiva e coloro che si dimostrano essere più cognitivamente predisposti costituiscono il target preferenziale per il successo di questa tipologia terapeutica.

La terapia interpersonale è un’altra tipologia di terapia a breve termine utilizzata nel trattamento depressione. In questa categoria terapeutica il focus viene posto sulle relazioni sociali del soggetto e, in maniera specifica, su come migliorarle. Il trattamento, infatti, si basa sulla teoria che un valido supporto sociale e stabile sia imprescindibile per il benessere olistico dell’individuo. Nel momento in cui esistono delle mancanze relazionali, infatti, il soggetto ne soffre e risente in maniera diretta a causa della negatività e delle tare interne al rapporto. Attraverso la terapia si cerca di migliorare le capacità relazionali del soggetto lavorando sull’efficacia della comunicazione, sull’abilità nell’esprimere le proprie emozioni, sull’assertività nelle situazioni lavorative e nei contesti sociali a partire da basi individuali, ma può anche essere utilizzata all’interno di una terapia di gruppo.

La maggioranza degli approcci psicoterpeutici individuali, che si tratti di terapia cognitivo comportamentale, comportamentale, emotivo-relazionale e così via, pongono l’accento sull’importanza del ruolo proattivo del paziente durante la terapia. Tradotto, questo significa che il soggetto viene costantemente incoraggiato ad eseguire degli esercizi a casa negli intervalli tra una sessione terapeutica e la successiva, compiti non trascurabili ai fini della buona riuscita del trattamento.

 

La terapia è una collaborazione attiva tra il terapeuta e il paziente. Se il paziente non si dimostra pronto alla collaborazione attiva occorre che gli venga messo a disposizione un contesto favorevole finché i medicinali non ne rafforzeranno lo slancio interattivo.

 

Gli approcci psicoanalitico e psicodinamico nel trattamento della depressione presentano pochi dati disponibili ai fini dell’effettivo incentivo al loro utilizzo. Se molti terapeuti possono ricorrere ai costrutti teoretici sui quali si basa l’approccio psicodinamico come supporto alla concettualizzazione della personalità o dello specifico caso di un paziente, rimane pur vero che applicare tali costrutti in queste aree specifiche potrebbe non essere consigliabile in quanto esistono pochi casi di successo.

 

La terapia familiare o di coppia dovrebbe essere un percorso terapeutico da prendere in altrettanta considerazione nel trattamento della depressione, in particolare nei casi in cui quest’ultima arriva ad inficiare le dinamiche parentali o l’equilibrio di rapporti importanti. Questa tipologia di approccio si concentra sulle relazioni interpersonali condivise tra i membri della famiglia nel tentativo di assicurarsi che le comunicazioni siano dirette e senza significati duplici o nascosti. Il ruolo giocato dalle varie componenti della famiglia nel rafforzare la depressione del paziente vengono considerati oggetto di studio imprescindibile nell’economia del trattamento. L’informazione rispetto al tema della depressione, in generale, può anch’essa risultare di sostanziale importanza.

 

I pazienti che soffrono di disturbi stagionali affettivi – una forma di depressione legata ai cambiamenti delle stagioni rispetto all’area di residenza, possono tratte giovamento dalla psicoterapia della luce.

 

Antonio Fresco – Psicologo a Milano

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Fonte: Psychcentral

Articolo pubblicato su Psychcentral daBy John M. Grohol, Psy.D., tradotto e adattato da Silvia Tramatzu e consultabile qui.

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