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5 Metodi Della Terapia Cognitivo Comportamentale CBT Per Dimagrire

5 metodi della terapia cognitivo comportamentale CBT per dimagrire

Quando si pensa alla perdita di peso, generalmente si è portati a collegarla per associazione causa-conseguenza a ciò che si mangia, alle proprie abitudini alimentari insomma. Ma davvero è sufficiente per dimagrire?

La domanda che poniamo a noi stessi quando cerchiamo di dimagrire tende ad imputare la maggior parte delle colpe ai carboidrati e così si finisce per interrogarsi rispetto all’apporto di grassi, proteine e carboidrati o qualsiasi altra cosa che, essendo rimossa da un regime eccessivo potrebbe portare ad una perdita di peso.

Le fantomatiche diete reclamizzate dai media come miracolose per il dimagrimento e chiave del peso perfetto, tuttavia, sembrano essere inesorabilmente contraddette da una società in cui l’obesità permane come un problema non solo cruciale, ma perfino dilagante.

Ciò che normalmente si è portati ad ignorare quando si pensa al dimagrimento, infatti, consiste il metodo di approccio al problema ed il relativo atteggiamento guida durante il processo di cambiamento delle abitudini alimentari e di vita. Come è importante concentrare le proprie attenzioni su ciò che si mangia per perdere peso e dimagrire, altrettanto cruciale risulta lo svolgere un’attività fisica e riuscire a mantenere uno stile di vita sano nel tempo.

Ma come adottare un nuovo comportamento rivoluzionando le proprie abitudini alimentari e di vita, praticando attività sportiva senza ignorare quanto quest’ultima sia fondamentali ai fini di una seria perdita di peso e non di tempo?

Il problema consiste nel fatto che i cambiamenti di stile di vita sono sempre problematici. Se così non fosse non sarebbe registrato un stima percentuale di individui obesi nei paesi occidentali talmente alta né, tantomeno, le spese volte alla sanità destinate alla cura delle ricadute causate dalla sedentarietà sarebbero ammontate a cifre straordinarie come quelle del 2000 che raggiunsero i 76.6 milioni di dollari (nonostante non si tratti di una statistica recentissima, si può considerare verosimile anche in epoca attuale in quanto i progressi non si possono certo considerare consistenti).

La terapia cognitivo comportamentale (CBT), che si concentra sul percorso terapeutico che accompagna il paziente verso un cambiamento nella modalità di pensiero, azione ed autoriflessione e analisi delle circostanze contestuali, si è rivelata un trattamento efficace per una serie di problematiche di natura diversa inclusa la perdita di peso ed il dimagrimento. La chiave consiste nel focalizzare la propria forza di volontà verso il cambiamento e perseguirlo fino in fondo.

Dunque, cosa può fare la terapia cognitivo comportamentale – CBT tramite le sue strategie per poter aiutare a perdere peso e rivoluzionare stili di vita e comportamenti?

  1. Impostazione degli obiettivi.

Se si desidera realmente raggiungere dei traguardi, occorre prendere in considerazione i tre fattori fondamentali:

  • Più gli obiettivi sono specifici, più risultano facili da raggiungere;
  • Volare alto va bene, ma sopravvalutarsi può portare al facile scoramento;
  • Un report regolare dei risultati raggiunti migliora gli esiti.

Quando si tratta di dimagrimento e perdita di peso, ad esempio, l’obiettivo di sostituire i dolci con la frutta o rinunciare alla torta è specifico e chiaramente impostato. Gli obiettivi specifici rispetto all’esercizio fisico o alla tipologia di cibo che si sceglie di mangiare – associati a comportamenti sui quali si desidera acquisire un controllo appaiono decisamente migliori rispetto alla regolazione dei livelli di colesterolo e glucosio nel sangue che potrebbero fluttuate a causa di fattori che prescindono dal controllo soggettivo.

  1. Autocontrollo .

L’autocontrollo o l’automonitoraggio implica l’assunzione di un atteggiamento di ascolto verso quanto si compie piuttosto che di rimprovero per quanto non è stato possibile raggiungere. Quando ci si autocontrolla si comincia a riflettere sulle proprie barriere prestando attenzione ai segnali del corpo fino ad identificare ostacoli e sfide al cambiamento di un dato comportamento. Troppo spesso si investono troppe energie nel giudicarsi negativamente o rimproverarsi fino alla frustrazione e tali prassi non fanno che offuscare il distacco critico utile ai fini di un’analisi razionale rispetto ai propri limiti impedendo una pianificazione di comportamento a lungo termine.

Quando ci si autocontrolla è come se si dovesse agire come degli scienziati. Si potrebbe, ad esempio, scegliere di tenere un report di ciò che si mangia o degli esercizi quotidianamente svolti. Abitudini simili appaiono fondamentali nei momenti in cui le difficoltà della vita si fanno pressanti e le circostanze richiedono lucidità e capacità risolutive. Acquisendo una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie esperienze sarà possibile rintracciare con più facilità la strada giusta per mantenere i nuovi stili di vita anche quando le motivazioni iniziali sembreranno sfumare.

  1. Rafforzamento degli esiti.

Un utile fattore ai fini del raggiungimento degli obiettivi consiste nell’ottenere dei riscontri. Una diagnosi regolare può essere un’unità di misura, come un sismografo delle proprie evoluzioni psicofisiche. Riscontri rispetto alla propria alimentazione o al proprio livello di attività fisica possono fungere da risorsa motivazionale o fornire un valido aiuto nel plasmare i propri comportamenti. Dei riscontri esterni, inoltre, possono bilanciare le grandi ambizioni insite in alcuni obiettivi senza, però, fare di essi delle chimere irraggiungibili.

  1. Accrescimento dellautostima e della percezione di poter raggiungere gli obiettivi.

Qualunque sia la situazione, affrontarla con un’attitudine di disfatta aprioristica, certamente riduce le possibilità di successo notevolmente. È essenziale concentrare le proprie energie non soltanto nel comportamento, ma anche sulla percezione ed autoconsapevolezza rispetto alla capacità di riuscire ad apportare alla propria esistenza i cambiamenti perseguiti.

La maniera più efficace per aumentare l’autostima e la fiducia in se stessi non può essere altro se non il riscontrare qualche successo. Impostare degli obiettivi concreti come introdurre più pozioni di frutta all’interno della propria dieta o sostituire un programma tv dopo cena con una sana passeggiata all’aria aperta aiuta a migliorare la propria stime preparando il terreno per delle mete più ambiziose.

Quando si cerca di migliorare la convinzione di poter raggiungere i propri scopi, potrebbe rivelarsi utile anche trovare alcune persone che vivono una situazione analoga alla propria, che stiano andando incontro a cambiamenti difficili o che lo abbiano già fatto, o circondarsi di soggetti positivi che in grado di fornire validi incoraggiamenti agli sforzi.

  1. Incentivazione.

Il ricorso agli incentivi che supportino il cambiamento a livello comportamentale è stato oggetto di studi approfonditi e ad oggi il concetto legato al sostegno automotivazionale ha iniziato ad inerirsi all’interno di un piano di mantenimento di un buono stato di salute psicofisica. Tra gli esempi utili di contesti all’interno dei quali l’incentivazione diviene parte integrante delle dinamiche di sistema troviamo quelle realtà aziendali che offrono alcuni pacchetti di allenamento scontati come imput verso una maggiore attività, premiando coloro che pagano in contanti o fornendo delle gift cart che danno diritto a consulenze gratuite d’allenamento, riduzioni sulle tasse sanitarie o sull’assicurazione a coloro che rientrano all’interno di una determinata categoria.

Adottare uno stile di vita più sano non significa solo cambiare il cibo all’interno dello stesso piatto. Le mutazioni nello stile di vita richiedono uno sforzo di mantenimento costante ed il raggiungimento di determinati obiettivi dipende molto dalla maniera in cui vengono perseguiti, dalla prospettiva psicologica assunta e da ciò che si investe nel mantenimento di quanto ottenuto e della motivazione.

Fonte: Psychcentral

Articolo pubblicato da Christy Matta, MA, tradotto e adattato da Silvia Tramatzu e consultabile cliccando qui.

Antonio Fresco – Psicologo Milano

 

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