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12 Strategie Per Ridurre Ansia E Stress In Tuo Figlio

12 strategie per ridurre ansia e stress in tuo figlio

Essere genitore di un bambino con ansia o stress

I dati riportano come in età scolare i sintomi dell’ ansia siano una realtà diffusa, tanto che la percentuale di soggetti coinvolti si attesta tra il 10-20%. I numeri salgono considerevolmente se si considerano anche i bambini che interessati da situazioni inerenti problematiche dovute allo stress la cui classificazione clinica non rientra tra i sintomi dell’ ansia e non può essere annoverata tra le disfunzioni ansiogene.

Dunque, se anche tu sei un genitore di un bambino che ha difficoltà a gestire l’ansia o lo stress, questi consigli potranno rivelarsi particolarmente utili.

1) Incoraggia tuo figlio ad affrontare le sue paure senza fuggire. 

La tipica reazione di fronte allo spavento è la fuga. Tuttavia, cercare di evitare le situazioni che possono essere fonte di ansia non fa che accrescere il potenziale lesivo di quest’ultima. Invece che continuare a darsela a gambe, se un bambino impara fin da piccolo ad affrontare le proprie paura, apprenderà che l’ ansia si riduce attraverso delle dinamiche del tutto naturali, in base a tempi propri ed autonomi a prescindere dalle sue azioni. L’organismo, infatti, non potrebbe rimanere in tensione ansiogena per periodi di tempo troppo dilatati: ne deriva che, dopo un lasso di sovraeccitazione, i processi fisiologici di funzionamento del corpo siano preposti all’attivazione di un sistema in grado di riportare i livelli di calma a livello ottimale. Di solito le tempistiche di riduzione dell’ ansia variano dai 20 ai 45 minuti se si considera la permanenza all’interno della situazione da cui lo stati d’ ansia è stato provocato.

2) Fagli capire che essere imperfetti significa essere normali.

Spesso si pensa che per i nostri figli sia essenziale avere successo nello sport, a scuola e nelle situazioni in cui sono coinvolte delle prestazioni. Ma è facile dimenticarsi che i bambini sono bambini ed hanno un bisogno, prima di tutti: essere tali. La scuola, così, può trasformarsi in una rigida istituzione in cui vige il potere del voto e non un luogo in cui si va spinti dal piacere dell’apprendimento se un 7 va bene, ma non bene abbastanza. Ciò non significa che dare il meglio di sé non sia importante. Significa che se da un lato è importante incoraggiare il proprio figlio a lavorare duramente, dall’altro, lo è altrettanto accettare e comprendere le sue imperfezioni ed i suoi errori. (Per approfondire clicca: Gli occhi del tornado – The Eyes of the Tornado).

3) Concentrati sui lati positivi.

Non di rado i bambini ansiosi e stressati possono essere assorbiti da pensieri negativi e dall’autocritica. Dovrebbero concentrarsi sulla parte mezzo piena del bicchiere anziché riporre la loro attenzione su quella mezzo vuota preoccupandosi degli eventi futuri. Come genitore, più sarai in grado di concentrarti sulle qualità positive del tuo bambino e sul bello che le situazioni della vita ti offrono, più il tuo piccolo assorbirà questa attitudine benefica (per qualche consiglio su come esaltare la positività clicca il link: Accogli il peggioEmbracing the Worst).

4) Pianifica delle attività rilassanti.

I bambini hanno bisogno di rilassarsi e di essere bambini. Purtroppo, a volte alcune attività come lo sport, per quanto possano sembrare fonte di svago, arrivano ad assumere dei risvolti che le rendono dei momenti in cui conta più il successo del lato divertente. Al contrario, è fondamentale assicurarsi che il proprio bambino si appassioni a tali attività solo ed esclusivamente per il gusto del divertimento che è in grado di trarne. Un tale proposito potrebbe includere pianificare la giornata del proprio figlio rendendola eterogenea e ritagliando dello spazio per il gioco con i suoi oggetti preferiti, per le attività all’aria aperta, per lo sport (senza competizione), per lo yoga, gli incontri con gli amichetti e i pomeriggi di festa a tema, per i film o anche semplicemente per oziare.

5) Tuo figlio ti imita.

Il tuo bambino farà esattamente quello che tu fai. Data tale premessa, se sfuggi dalle situazioni che potrebbero scatenare reazioni d’ ansia, anche tuo figlio adotterà la stessa linea di condotta. Se, invece, affronti le tue paure, anche tuo figlio sceglierà di intraprendere la stessa strada. Se ti prendi cura di te stesso e sei in grado di gestire le tue giornate ritagliando dei momenti tutti per te dedicati alla soddisfazione delle tue necessità, il piccolo penserà che quello è l’approccio giusto alla vita imparando che ascoltare i propri bisogni è parte inscindibile di una sana esistenza. Se cerchi sempre il lato positivo delle situazioni, anche tuo figlio adotterà la stessa prospettiva. I bambini apprendono i comportamenti assorbendoli in maniera osmotica dai genitori. Perciò, come genitore, quando rifletti sul benessere psicologico di tuo figlio, sii consapevole del fatto che non può prescindere dal tuo.

6) Gratifica i comportamenti corretti di tuo figlio.

Se il tuo bambino affronta le proprie paure, ricompensalo con dei premi e delle gratificazioni: un abbraccio o anche qualcosa di concreto come una figurina o un dolcetto. Non si tratta di ricatto o corruzione, a patto che si stabilisca tale ricompensa come fonte di motivazione verso l’approccio risolutivo ai problemi. Ricompensando i comportamenti positivi, il bambino sarà sicuramente più incentivato e più propenso ad adottarli, impegnandosi più spesso nell’affrontare situazioni potenzialmente ansiogene in maniera consona e corretta.

7) Caldeggia il buon sonno.

Imposta un orario in cui si deve andare a dormire e fai in modo che tuo figlio si attenga alla regola anche nel fine settimana. Anche avere delle consuetudini o dei piccoli rituali di 30-45 minuti prima di andare a letto può aiutare. Le regole inerenti la pianificazione dell’orario quotidiano si rivelano particolarmente funzionali affinché venga predisposta in modo ottimale la fase di transizione dalle attività del giorno al rilassamento necessario per un buon sonno la notte.

8) Incoraggia tuo figlio ad esprimere apertamente i suoi timori, le sue paure.

Se tuo figlio ti confessa di essere spaventato o preoccupato, non reagire stroncandolo con un: “No, non lo sei!” o “Non è vero, stai bene”. Frasi di questo genere non aiutano affatto il piccolo. al contrario, il messaggio che il piccolo recepirà coincide con la totale mancanza del tuo interesse nei suoi confronti e della tua sordità verso i suoi problemi. Non sentendosi preso in considerazione, penserà di non essere capito. Per prevenire tale spiacevole fraintendimento, cerca di manifestare la tua attenzione verso ciò che tuo figlio ti rivela, con frasi del tipo: “Già, in effetti sembri proprio spaventato? Ma dimmi, cosa c’è che non va?”. Si aprirà lo spiraglio per un dialogo e il tuo bambino si sentirà a proprio agio e predisposto a parlare delle proprie emozioni e paure in un ambiente protetto.

9) Sostieni tuo figlio nella risoluzione dei problemi.

Dopo aver preso in considerazione le emozioni di tuo figlio, avergli dato prova del tuo reale interesse confermandogli che capisci la sua esperienza ed aver dato adito alle sue confessioni, assumi la posizione di colui che lo aiuterà a risolvere il problema. Questo non implica affatto che dovrai vestire i panni del suo salvatore risolvendo per lui la questione. Piuttosto significa fornire al piccolo gli strumenti necessari ad identificare delle possibili soluzioni passando al vaglio le alternative. Se il bambino si dimostra creativo nel trovare delle vie di fuga sarà perfetto! Se, invece, apparirà più titubante prova a proporre tu delle opzioni risolutive e coinvolgilo chiedendogli quale, a suo parere, sarebbe la più adeguata per la sua specifica situazione.

10) Mantieni la calma. 

I bambini emulano i genitori ed apprendono da loro come reagire alle circostanze dalla vita. A tutti è capitato di vedere un bambino piccolo scorrazzare qua e là, cadere e poi rivolgere uno sguardo inquisitore verso i propri genitori, come a chiedere loro quale debba essere la reazione giusta al fatto. A prescindere dall’età, tutti i bambini assorbono le emozioni dei genitori e, come in uno specchio, le riflettono con gli esiti dei loro comportamenti. Se in tali circostanze i genitori mostrano preoccupazione o apprensione il bambino piangerà automaticamente. Se sei ansioso, il bambino assorbirà quest’ ansia e la trasporrà a livello della propria esperienza tramutandola in ansia propria. Dunque, se davvero si desidera lenire gli effetti dovuti all’ansia nel proprio piccolo occorre, innanzitutto, imparare a gestire la propria. Ciò potrebbe tradursi nel rallentare tono e ritmo del proprio parlato, fare dei respiri profondi per rilassarsi e lavorare a livello di micromimica cercando di far trapelare una certa calma dalle proprie espressioni facciali.

11) Pratica esercizi di rilassamento insieme al tuo bambino.

Talvolta alcuni esercizi base di rilassamento si potrebbero rivelare estremamente necessari nel fornire il giusto aiuto a tuo figlio nell’affrontare i suoi problemi di ansia o stress. Ciò si traduce in concreto con semplicissime pratiche come la respirazione diaframmatica (unendoti a lui nel farlo in maniera tale che il piccolo emuli il tuo ritmo). O anche chiedendogli di immaginarsi in posto particolarmente rilassante come la spiaggia o su un’amaca in giardino. Invitalo a chiudere gli occhi e sentire i suoni, i profumi, provare le sensazioni associate a quell’immagine paradisiaca. Ad esempio, chiudi gli occhi e pensa di essere su una spiaggia. Ascolta il suono del vento mentre le onde si infrangono a riva. Avanti e in dietro. Senti il suono dei gabbiani che spiegano le ali verso il largo. Ora concentrati sulla sensazione di calore emanato dalla sabbia che scorre tra le dita, sotto il sole che bacia il tuo viso. Il bambino può mettere in pratica tali tecniche anche da solo, una volta imparate, ed in qualsiasi momento in cui l’ ansia sembra sopraffarlo.

12) Non mollare mai!

La causa scatenante dell’ ansia nel bambino cambia in parallelo con la sua crescita tanto che in alcuni momenti di sconforto potrà sembrare tutto un gioco a perdere, con sempre nuove complicazioni inestinguibili. Con la ripetizione ed il consolidamento, però, le tecniche di gestione dello stress diventeranno delle pratiche consolidate nell’approccio ai problemi del tuo bambino così che col tempo sarà sempre più abile nell’applicarle per calmare i suoi stati d’ ansia e considerarle le sue armi indispensabili nell’affrontare le situazioni potenzialmente ansiogene.

Il segreto sta nella ripetizione, perciò: non demordere!

Fonte: PsychologyToday.com

Articolo pubblicato da Amy Przeworski Ph.D,  il 19 febbraio 2013, tradotto da Silvia Tramatzu e consultabile cliccando qui.

Antonio Fresco

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