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Dipendenza Da Internet: Tuo Figlio è Un Digital Addicted?

Dipendenza da Internet: tuo figlio è un digital addicted?

Recenti ricerche dimostrano come le abitudini dannose legate alla dipendenza da internet cominciano ad insinuarsi molto prima di quanto si possa pensare.

 

Non c’è dubbio sul fatto che adolescenti e bambini trascorrano sempre più tempo al cospetto dei media e la che la dipendenza da Internet stia diventando un problema sempre più serio. Insieme a televisione, smartphone, messaggini e video game, molti ragazzi possono anche vantare un personal computer tutto loro con il quale impegnare gran parte della propria routine, degli iPod grazie a cui accompagnare ogni momento con la propria musica e una connessione Internet a riempire ogni singolo istante del giorno. Ed i dati empirici confermano come anche i bambini in età prescolare si siano aggiunti ad incrementare la popolazione massiva digitale.

Inoltre, nonostante i ripetuti allarmi da parte di esperti in materia di salute e ricercatori, gli studi attuali sulla dipendenza da Internet rimangono piuttosto circoscritti. In effetti, fino ad oggi, la maggior parte delle ricerche si sono focalizzate sulla dipendenza da video game.  Basandosi sugli studi disponibili, l’American Psychiatric Association ha comunque suggerito una nuova diagnosi su questa tipologia di dipendenza chiamandola Internet Gaming Disorder (IGD).   Fondando poi il proprio iter di ricerca su altre forme di comportamenti correlati alla dipendenza come il gioco d’azzardo, gli esperti sono stati in grado di trarre dei sintomi correlati alla dipendenza da Internet o IGD  tra cui: trascorrere online un’eccessiva parte delle ore a disposizione nell’arco di una giornata, incapacità di tenere sotto controllo l’utilizzo degli strumenti digitali, perdita di interesse nei confronti delle altre attività ecc…

Ora, la domanda è: possono gli stessi sintomi essere validi anche per altre tipologie di utilizzo mediatico? E, possono questi sintomi apparire differenti nei bambini di età inferiore ai dodici anni rispetto a quanto accade negli adolescenti?

Un’ulteriore ricerca innovativa pubblicata dalla rivista Psychology of Popular Media Culture – Psicologia della cultura dei media popolari, ha cercato di rispondere ad entrambi i quesiti. Nell’articolo, Sarah E. Domoff della Central Michigan University ed il team di ricercatori suoi collaboratori ha presentato i risultato di due studi condotti sul tasso di frequenza degli scontri generazionali tra genitori e figli sul tema dell’utilizzo dei media digitali e sulla loro relazione con i problemi infantili ed adolescenziali.

Gli studiosi hanno incanalato i loro studi nello specifico sui ragazzi in età preadolescenziale (dai 4 agli undici anni) valutando tale fascia anagrafica come più soggetta alle discussioni con i genitori riguardo la possibilità di fruizione degli strumenti digitali. Una seconda motivazione ad avvallare la scelta preferenziale risiede nel fatto che i sintomi comportamentali della dipendenza siano più semplici da rilevare nei preadolescenti in quanto non presentano gli stessi spazi di privacy o riservatezza comuni, generalmente, nei ragazzi di età maggiore.

Per supportare la ricerca, Domoff ed i suoi colleghi hanno messo a punto un’unità di misura per valutare la dipendenza da Internet e da schermi digitali nei ragazzi, ossia la Problematic Media Use Measure (PMUM). Questo parametro è stato sviluppato a partore da un insieme di 60 elementi creati per riflettere i differenti sintomi dei comportamenti legati alla dipendenza, come accade nel cado della diagnosi IGD.  Da questi 60 elementi ne sono stati poi estratti 27 che hanno poi formato la scala di misurazione utilizzata nello studio del campione rappresentativo. Tra questi elementi della PMUM troviamo:

  • Diventa sempre più difficile staccate mio figlio da davanti allo schermo e separarlo dagli strumenti digitali.
  • Mio figlio ha il chiodo fisso dei device digitali e non riesce a farne a meno.
  • Mio figlio diventa triste e scontroso quando non può avere accesso a Internet ad ai dispositivi digitali.
  • Iniziano a crearsi problemi e dispute in famiglia quando mio figlio non può usare i dispositivi digitali.
  • La prima cosa che mio figlio chiede al rientro da scuola è di poter utilizzare un mezzo digitale con accesso a Internet.

I ricercatori hanno inoltre sviluppato une versione di questa scala con nove elementi significativi al fine di testare quanto sia funzionale questa forma breve quando comparata con quella integrale.

Questa versione, anche conosciuta come PMUM-SF, si avvale di elementi come:

  • Per mio figlio risulta particolarmente difficile smettere di utilizzare i dispositivi digitali.
  • Quando mio figlio ha una giornata negativa, l’utilizzo dei device digitali sembra essere l’unica cosa in grado di farlo sentire meglio.
  • L’utilizzo costante degli schermi digitali da parte di mio figlio è fonte e causa di problemi in famiglia.
  • L’ammontare del tempo che mio figlio desidera trascorrere con i media digitali continua ad incrementare.
  • Mio figlio pasticcia e mangia snack poco salutari mentre usa i media digitali.

Avvalendosi della piattaforma Amazon’s Mechanical Turk , i ricercatori hanno reclutato 291 madri di figli preadolescenti (con un’età media di 7 anni).  Le madri sono state preferite rispetto ai papà per condurre lo studio in quanto ricerche precedenti hanno dimostrato come fossero più inclini ad al controllo ed all’imposizione del divieto all’utilizzo dei media ai figli rispetto ai loro compagni. Alle madri partecipanti venne poi chiesto di fare una stima delle ore passate quotidianamente dai propri figli in presenza di uno schermo digitale e di dichiarare anche la natura del mezzo stesso in base al tempo trascorso (quanto tempo davanti alla tv, giocando con i video games, utilizzando il computer, ecc…).

Alle partecipanti vennero poste, inoltre, domande come: “a che età tuo figlio ha avuto il suo primo device digitale come uno smartphone o un tablet (ad esempio un iPad o Kindle Fire)?”, “quanto spesso ti preoccupi riguardo all’utilizzo dei media digitali da parte di tuo figlio (TV, computer, video games, tablet o smartphone)?” e “Che tipo di strumento digitale tuo figlio utilizza maggiormente (senza includere l’utilizzo per la scuola o per i compiti a casa)?”. Alla fine venne richiesta la compilazione di un questionario sugli aspetti psicosociali del comportamento dei propri figli, compresa la frequenza di palesi problemi di condotta, sintomi emotivi o difficoltà alla socializzazione con loro.

Dai risultati emerse come quelli più alti su entrambe le scale di misurazione fossero fortemente correlati tra l’ammontare totale delle ore trascorse in presenza di uno schermo digitale secondo quanto riportato dalle madri coinvolte nello studio e la relazione previsionale rispetto alle problematiche sociali e psicologiche presentate dai ragazzi. Ciò include comportamenti iperattivi, problemi sociali con gli altri bambini, così come i problemi di condotta (exploit di aggressività ecc…).

Come ulteriore test sul nuovo strumento, Domoff ed i suoi colleghi hanno inoltre reclutato un campione più ampio di partecipanti che comprendesse sia le mamme che i papà, ma anche i nonni, i fratelli, le zie ecc… che fungessero da tutori di un ragazzo di età compresa tra i 4 ed i 14 anni. Oltre a completare la forma breve del PMUM, i 632 tutori fecero delle dichiarazioni rispetto alla frequenza dei conflitti avuti con i propri ragazzi sul tema dell’utilizzo regolare dei dispositivi digitali. Mentre la maggior parte dei conflitti avevano come tema principale l’utilizzo della televisione, una larga percentuale dei ragazzi esaminati nel secondo studio utilizzavano anche tablets, smartphone, video game, e computer.  

Dai risultati apparve chiaro come la scala PMUM-SF funzionasse egregiamente sia per i ragazzi che per le ragazze nel rilevare i problemi legati all’utilizzo dei media e la dipendenza da Internet nei soggetti sotto i 12 anni. Inoltre, punteggi piuttosto alti sulla scala PMUM-SF apparvero correlati con le dichiarazioni dei genitori riguardo i conflitti con i propri figli ed i problemi comportamentali.

Nel complesso, questi risultati suggeriscono come i problemi legati alla dipendenza da Internet e dai media possano iniziare molto prima di quanto molti genitori possano immaginare.

Per quanto riguarda il PMUM-SF, possiamo dire che sia stato un test pioniere, il primo nel suo genere a concentrarsi in particolare sull’uso dei media problematici nei bambini preadolescenti. Poiché può essere completato dai genitori o da altri operatori sanitari, questo test può aiutare a rilevare il comportamento problematico scaturente dall’uso dei media nei bambini che potrebbero altrimenti essere troppo giovani per parlare e comprendere proprio questi sintomi.

Nonostante Domoff ed i suoi colleghe ammettano i limiti della ricerca – limiti legati in particolare al fatto che si trattasse di uno studio non volto ad analizzare il modo in cui l’uso dei media potrebbe cambiare nel tempo – i risultati evidenziano quanto sia importante per i genitori tenere d’occhio la maniera con la quale i propri figli utilizzano i media.  Come spesso accade, siamo ancora agli albori della rivoluzione digitale e le esperienze dei nuovi media come la realtà virtuale e aumentata sono appena dietro l’angolo. Forse ora, più che mai, dovremmo considerare cosa ciò potrebbe comportare per i bambini che saranno in prima linea in questa nuova era digitale.

 

 

Antonio Fresco – Psicologo a Milano

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Fonte: Psychology Today

Articolo pubblicato da Romeo Vitelli Ph.D, il 23 Novembre 2017, tradotto e adattato da Silvia Tramatzu e consultabile qui.

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