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Shopping Compulsivo: Un Problema Da Risolvere

Shopping compulsivo: un problema da risolvere

Molte persone cercano qualcosa che li valorizzi, che sia un nuovo capo di abbigliamento o una nuova auto sportiva, per distendere i nervi. Potrebbero semplicemente non sapere in realtà cosa cercano, ma la compulsione nel farlo sembra essere inarrestabile. Lo shopping compulsivo è il sintomo tipico di quest’era in cui vige il materialismo più sfrenato ed i comportamenti d’acquisto incontrollato si rivelano essere più difficili da frenare di qualsiasi altro comportamento compulsivo o dipendenza.

Sintomi comuni e relative condizioni

Tra i sintomi principalmente associati alla spesa compulsiva si riscontra una sorta di sopraffazione inesorabile ed un’urgenza irresistibile nel comprare capace di persistere nonostante la consapevolezza delle conseguenze negative. Al pari dei disturbi alimentari ed altri disordini del comportamento, l’impulso all’acquisto coinvolge le aree emotive, dei bisogni a prescindere dal fatto che siano effettivamente soddisfacibili dall’atto stesso che li ha evocati. Lo shopping concede uno stato temporaneo di benessere, ma la maggioranza degli individui viene sommersa da un senso di rimorso e colpa una volta concluso l’acquisto.

Lo shopping compulsivo è frequentemente associato ad una o più condizioni ed esperienze tra quelle di seguito elencate:

  • Accumulazione seriale
  • Ansia
  • Depressione
  • Chiusura e scarsa stima di sé
  • Impulsività
  • Vergogna
  • Ossessione-compulsione
  • perfezionismo

Un censimento risalente al 2004 condotto su un campione rappresentativo della società americana adulta mostrò una prevalenza del 5.8% di esemplari inclini allo shopping compulsivo ed alcuni studi confermarono u tasso nettamente più elevato tra i compratori on-line con tutta probabilità imputabile alla facilità d’accesso ed all’anonimato associato al mondo virtuale. Gli individui con problemi manifesti di shopping compulsivo potrebbero essere riconoscibili dalla difficoltà con cui prendono le decisioni e dall’assolutamente eccesivo tempo dedicato alle compere, spesso maggiore rispetto a quanto da loro previsto. Tra le ripercussioni negative effetto di tali disturbi si annoverano ovviamente le difficoltà finanziarie in cui si incorre che, non di rado, assumono dei connotati tragici date le difficoltà di controllo della propria compulsione, fino a portare intere famiglie sul lastrico. Relazioni conflittuali e stress potrebbero, poi, aggiungersi, o essere naturale conseguenza di uno stato comportamentale difficilmente gestibile.

Quali sono le cause che spingono allo shopping compulsivo?

In una cultura che non solo giustifica, ma addirittura asseconda il materialismo, in tanti credono, più o meno inconsciamente, che comprare l’auto giusta, l’ultimo giocattolino tecnologico o un capo d’abbigliamento firmato sia la chiave della felicità e del successo. Questa categoria di persone appartiene a coloro che spesso compiono degli acquisti colmi di aspettative, nutrendo una grande speranza nel poter essere – attraverso quegli stessi oggetti – socialmente accettati, di poter accrescere la propria autostima ed essere in qualche maniera elogiati per la loro apparenza. Loro la chiamano “terapia dell’acquisto” e sperperare appare loro semplice come pronunciare una parola magica capace di aprire il magico mondo del credito senza fondo. Nonostante le radici dell’impulso compulsivo all’acquisto possano essere rintracciate nella società contemporanea, questo tipo di comportamento è legato a origini molto più profonde, interiori alla psiche del soggetto.

Lo spendere compulsivamente, infatti, è spesso utilizzato come strategia di regolazione emotiva che consente all’individuo di evadere o lenire dei sentimenti negativi acuendo o prolungando lo stato di euforia derivante da esperienze appaganti, almeno per un lasso temporale. Il circolo vizioso dell’acquisto compulsivo, da un punto di vista psicologico, abbraccia una serie di sensazioni che vanno dall’apprensione all’ansia, fino ad uno stato temporaneo di euforia legata al momento della ricerca dell’”oggetto del desiderio” prima e del possesso poi che culmina nel senso di colpa o nel rimorso.

Affidati ad uno psicoterapeuta

Rintracciare le fonti originarie delle tendenze deviate all’acquisto può essere davvero difficoltoso. Sotto questo punto di vista, in effetti, è importante ribadire come le tendenze allo spendere non siano considerate appieno delle condizioni prettamente mentali nonostante siano collegate a doppio filo con numerosi altre tipologie di deviazioni psicologiche, dalla scarsa autostima alla dipendenza. Alcuni ricercatori hanno identificato nell’acquisto sregolato una tendenza ossessivo-compulsiva, mentre altri vi riscontrano un impulso alla gestione maniacale dei problemi che passa attraverso la gratificazione a breve termine e l’incoscienza delle nefande conseguenze a lungo termine da esso derivanti. L’accumulazione seriale è anch’essa coniugata alla spesa compulsiva sotto diversi aspetti tra cui il significato e l’importanza attribuita a degli oggetti materiali del tutto ingiustificata e la paura associata al perdere l’opportunità apparentemente unica di del possesso o alla sciagura della sua perdita. Tra le altre concause del disturbo legato allo shopping compulsivo, inoltre, una delle più tragiche è sicuramente individuabile nella depressione, patologia che assume anche i connotati di una conseguenza naturale dello stress provocato da una spesa eccessiva il cui esito, una volta scemato l’effetto d’eccitazione legato all’atto ed alla sua attesa, riduce il soggetto ad uno stato di estremo senso di colpa ed impotenza.

La psicoterapia per lo shopping compulsivo

Attraverso una psicoterapia efficace, è oggi possibile, per color che si sentono schiavi dello shopping compulsivo, liberarsi dalle catene psicologiche acquisendo maggiore autostima, consapevolezza ed apprendendo tecniche alternative di regolazione emotiva. Il bisogno irrefrenabile di colmare un vuoto latente attraverso l’accumulazione di beni materiali che la terapia consente di svelare, aiuterà il soggetto a rintracciare la natura protettiva del proprio comportamento e di prendere coscienza delle conseguenze negative. Ma i benefici del percorso terapeutico non si arrestano qui, in quanto il paziente sarà guidato passo, passo nella ricerca ed individuazione delle alternative sane come cura al proprio disturbo. Secondo Angela R. Wurtzel, MA, MFT, “risulta essenziale mettere in luce sia gli aspetti distruttivi che quelli costruttivi derivanti dallo shopping compulsivo nel percorso psicoterapeutico volto a infondere nel paziente la consapevolezza delle dinamiche che lo spingono ad agire in un determinato modo la quale, giustamente, non può prescindere da una prima comprensione del perché ci si senta così bene acquistando senza freni. Il fine ultimo, in effetti, è quello di fornire al soggetto degli strumenti che lo rendano in grado di adattarsi alle situazioni negative con modalità meno autodistruttive, uno stile di vita più equilibrato e che perdurino nel tempo”.

Esistono svariate forme psicoterapeutiche rivolte agli shopping dipendenti, nonostante non esista alcuna cura specifica. L’utilizzo di tecniche legate all’attenzione consapevole messo a punto da queste psicoterapie ha dimostrato dei risvolti di indubbia efficacia nell’aiutare le persone a conquistare una rinnovata consapevolezza e, di conseguenza, maggiore controllo sui comportamenti impulsivi, sulle reazioni deviate nonché una ritrovata accettazione delle emozioni e degli stati emotivi. Esiti positivi sono stati infine riscontrati nell’adozione della psicoterapia cognitivo-comportamentale, in particolare nelle sue versioni di gruppo.

Come supporto alla psicoterapia, in più, i soggetti affetti da tale disturbo possono usufruire dell’assistenza finanziaria in programmi che prevedono 12 tappe come quella fornita da Debtors Anonymous che prevede delle autoguide e gruppi di supporto. L’assistenza alle relazioni, invece, offre sostegno alle coppie messe alla prova dallo spendere sregolato di uno dei due partner. Nei centri specifici di cura delle dipendenze, infine, è utile ricordare come si possa trovare assistenza ed aiuto anche nella cure dello shopping compulsivo.

Fonte: GoodTherapy.org

Articolo pubblicato da Angela R. Wurtzel, MA, MFT, il 7 marzo 2015, tradotto da Silvia Tramatzu e consultabile cliccando qui.

Antonio Fresco

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