La nostra abitudinaria routine ai tempi del coronavirus si interrompe. Ci troviamo a lavorare da casa in Smart Working (oppure no) e a condividere gli spazi 24 ore su 24 con partner e figli a casa da scuola. I troppi giorni a casa, la situazioni di emergenza per l'epidemia, gli spazi e i tempi da condividere e da gestire con la famiglia, il lavoro da casa, ecc., possono aumentare lo stress. E' importante imparare a scegliere le giuste fonti di informazione, ritagliarsi i tempi da condividere in coppia e i tempi con i figli, stabilire orari e attività da svolgere in casa. L'articolo suggerisce inoltre di tenersi in contatto con amici e familiari tramite videochiamate.
Lo Zucchero Cura lo Stress?
L’assunzione di Zuccheri Come Analgesico da Stress
È un dato di fatto che molte persone siano portate a consumare alimenti ricchi di zuccheri in risposta ad una situazione di stress. Ciò che invece rimaneva ignoto fino ad oggi era il perché, la motivazione soggiacente a tale istinto e a cui i ricercatori sembrano aver finalmente trovato risposta.
Stando alla scienza, lo zucchero sarebbe l’elemento responsabile della riduzione dei livelli di cortisolo – l’ormone di stress – presente nel sangue. Per portare avanti la loro tesi di ricerca e svelare il legame esistente tra compulsione al consumo di cibi zuccherini e stress, gli scienziati si sono avvalsi di un campione composto da 19 volontarie, tutte donne. Ad otto di loro è stato chiesto di consumare per 12 giorni bibite addolcite Per 12 giorni, ad otto di loro venne richiesto di consumare bibite dolcificate con elementi chimici o artificiali quali l’aspartame mentre alle altre vennero sottoposti analoghi delle bevande, ma contenenti almeno un 25% di saccarosio o zucchero da tavola.
Prima di procedere con l’esperimento, i ricercatori hanno misurato accuratamente i livelli di cortisolo presenti nel campione di saliva prelevato alle 12 volontarie ed hanno prodotto delle scansioni M.R.I tramite risonanza magnetica durante le prove di aritmetica somministrate alle donne e create ad hoc per essere leggermente al di sopra delle loro capacità risolutive secondo una procedura che notoriamente avrebbe aumentato i livelli di cortisolo presenti nel sangue.
Quali sono i risultati dello studio sullo stress?
I risultati dello studio – pubblicati nella Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism – ad una prima analisi parvero smentire l’ipotesi di differenze sostanziali esistenti tra i livelli di cortisolo presenti nel sangue dei due gruppi di donne prima e dopo i 12 giorni di dieta specifica. Tuttavia, i test successivi, mostrarono una differenza consistente tra i livelli che si rivelarono notevolmente più bassi tra
le consumatrici di zucchero e più alti nel gruppo campione a cui fu chiesto di ingerire bevande dolcificate con l’aspartame.
Le risonanze magnetiche successive alla dieta mostrarono infatti un consistente aumento dell’attività cerebrale nelle aree responsabili del controllo di sensazioni quali paura e stress nelle donne che assunsero bevande zuccherine contrariamente a quanto accadeva nel campione che aveva assunto dolcificanti artificiali nel quale le stesse aree del cervello rallentavano i loro ritmi.
Al seguito dello studio condotto, l’autore principale Kevin D. Laugero, esperto nutrizionista e ricercatore del Reparto federale dell’Agricoltura, nonostante l’efficacia analgesica dello zucchero in relazione allo stress, invita a non ricorrervi in maniera leggera sottovalutandone gli effetti. L’esperto si mostra fiducioso e conclude che la scoperta sta destando l’attenzione delle masse perché sembra suggerire che esista un sentiero metabolico presente al di fuori del cervello sensibile alle sostanze zuccherine e capace di prospettare nuovi orizzonti per la ricerca neuro comportamentale relazionata alle situazioni di stress.

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Lo zucchero raffinato è una droga leggera a tutti gli effetti e come tale crea assuefazione. E’ quindi evidente il perchè dell’abbassamento dei livelli di cortisolo. Lo studio dovrebbe essere effettuato anche su donne disintossicate dal consumo di saccarosio per una decina di giorni e verificare così i risultati.