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Tecniche Di Allenamento Cognitivo Dalla Psicologia Dello Sport

Tecniche di allenamento cognitivo dalla psicologia dello sport

Psicologia dello sport e allenamento cognitivo

Vorresti saperne di più riguardo le possibili applicazioni della psicologia dello sport ed approfondire l’ allenamento mentale ai fini del raggiungimento di un’ottimale stato di benessere psicofisico? Vorresti comprendere come l’applicazione di determinate tecniche possa facilitare e rendere più rapido il raggiungimento dei tuoi obiettivi in ambito sportivo? Ecco di seguito 10 strategie cognitive utili per conquistare nuova linfa motivazionale, maggiore fiducia in te stesso e compiere sempre più progressi nell’allenamento, nello sport e nella vita.

10 tecniche cognitive

  1. Le immagini positive: mentre fai esercizio fai in modo che la tua mente richiami delle immagini in sintonia con le sensazioni di velocità e potere derivanti dalla prestazione. Ad esempio, se sei nel mezzo di una corsa veloce o di una corsa all’aria aperta ed improvvisamente ti si para davanti un ostacolo da superare o una altura, prova a visualizzare un magnete che, come una calamita, ti alzi dal terreno trasportandoti senza sforzo dall’altro lato dell’ostacolo o in cima alla vetta). Ricorri alla tecnica della visualizzazione prima, durante e dopo l’ allenamento e, naturalmente, non solo trarrà benefici la fiducia in te stesso, ma ne deriverà nuova vitalità anche sul piano motivazionale
  2. Il potere delle parole: ripeti a te stesso delle affermazioni positive in maniera costante. Il problema del pensiero negativo è davvero comune: la parte ipercritica di noi stessi, purtroppo, pare sempre in prima linea quando si tratta di demoralizzarci in dinanzi a situazioni difficili o in cui è implicito uno sforzo da effettuare. Acquista consapevolezza della spietatezza e della presenza di questo lato critico interiore. Non combatterlo, ma limitati a comprendere e convivere con una parte di te per sostituirne la presenza negativa grazie al potere delle affermazioni positive (operazione di slittamento che diverrà progressivamente più semplice con l’acquisizione di una coscienza e conoscenza dei “capricci” tuo Ego critico. Col tempo imparerai a metterlo a tacere, quando inopportuno). Ad esempio, in quei momenti in cui ti pare che sia troppo doloroso e vorresti solo gettare la spugna e abbandonare, ripeti a te stesso: “Il mio sforzo, questa sensazione di dolore, sono il prezzo per la mia salute ed il sintomo che sto facendo davvero il mio meglio. E sta funzionando!”.
  3. L’attenzione al presente: sii presente nel presente. Con mente e fisico ricorda a te stesso di concentrarti sul qui ed ora. Anziché preoccuparti degli obiettivi futuri o lasciare che gli errori passati gravino sulle tue spalle e sui tuoi scopi, lascia che il prima e il dopo passino in secondo piano. Lasciali sullo sfondo e focalizzati sul qui, adesso, proprio in questo momento.
  4. Il vantaggio: cerca appiglio in ogni esercizio previsto dal tuo allenamento per trarne vantaggio. Ad esempio, se qualcuno ti supera, stalle dietro e trai nuova energia dalla sua forza, cercando di non demordere e stare al passo il più a lungo possibile. Potrai pure arrivare secondo, ma allo stesso tempo conquisterai il podio dei tuoi record personali mai raggiunti e chissà, poco a poco, anche di quelli agonistici.
  5. Gli obiettivi immediati: concentrati sugli obiettivi a breve termine, su ciò che vuoi ottenere nel presente ed in questo momento. Suddividi le mete che ti sei prefissato di raggiungere in piccoli e più gestibili scopi focalizzandoti su ciascuno in maniera progressiva ed individuale, dedicando a ogni singolo step del tuo percorso complessivo l’attenzione che merita. La meta finale, in questo modo, risulterà non solo più facile da raggiungere, ma anche più soddisfacente grazie alle piccole, grandi vittorie progressive da cui potrei trarre, volta per volta, nuova motivazione. Per dare un esempio concreto, ripeti a te stesso: “La prima sessione di allenamento mi sarà utile per prendermi il mio tempo, organizzare le idee e predispormi mentalmente”.
  6. La ricezione del proprio corpo: presta sempre molta attenzione, senza mai trascurarne le implicazioni derivanti, ai livelli di tensione ed ai segnali inviati dal tuo corpo. Interroga il tuo organismo con costanza rispetto alle sue esigenze e provvedi al rilassamento frequente dei muscoli sottoposti a stress. Chiedi a te stesso: “le mie spalle ed il mio collo sono rilassati? Sto assumendo un’andature corretta? Il mio ritmo è idoneo? Quanta energia mi resta nelle gambe?”.
  7. Il dolore come sforzo: se provi una sensazione di “dolore benevolo” derivante dallo sforzo, non occorre affatto allarmarsi: è solo il sintomo che tutto sta procedendo per il meglio ed il tuo corpo sta ottenendo dei piccoli successi. È bene, tuttavia, prestare sempre moltissima attenzione ai ritmi respiratori, ai livelli di ossigenazione ed alla scansione dei movimenti, lasciando che il dolore retroceda in secondo piano rispetto agli obiettivi che ti sei prefissato. Puoi addirittura utilizzare il dolore come segnale del livello di efficacia dello sforzo. Se l’investimento è produttivo, il dolore ti darà segno del progresso che il tuo organismo sta compiendo. Ripetiti: “ora sono consapevole dell’impegno che ci sti mettendo. So come reagisce il mio corpo a questo ritmo. E, grazie ai sintomi del dolore, so che il mio corpo si sta comportando esattamente come dovrebbe. È ligio al suo dovere!”.
  8. La trascurabilità degli obiettivi: preoccupati solo di ciò di cui hai bisogno in questo esatto momento (a livello di respirazione, ritmo, concentrazione). Il tuo record di tempo, il tuo traguardo, il tuo punteggio finale verranno di conseguenza, procedendo in autonomia. Non hanno bisogno di te e preoccuparti per l’obiettivo finale disperderà le tue energie rispetto alle piccole, immediate vittorie che faciliteranno il percorso di raggiungimento catalizzando forze e muscoli grazie a sempre nuova spinta motivazionale.
  9. L’attenzione è concentrazione: elimina ogni fonte di distrazione. Esala ogni pensiero indesiderato e riassesta immediatamente la tua attenzione sull’asse dei bisogni del momento.
  10. I festeggiamenti: sii fiero e felice della tua forma fisica e della tua forza. Quando pratichi esercizio, rilassati e lascia che il tuo corpo faccia esattamente ciò per cui tu stesso l’hai allenato. Ricorda che i tuoi obiettivi non sono chimere, ma dei possibili traguardi. Sono realistici e puoi ottenerli. Non dimenticare mai che ciò di cui non puoi proprio fare a meno per ottenere il successo è solo metterci tutto te stesso.

Antonio Fresco – Psicologo Milano

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Fonte: HuffingtonPost.com

Articolo pubblicato dal Dr. JoAnn Dahlkoetter, l’11 giugno 2012, tradotto da Silvia Tramatzu e consultabile cliccando qui.

 


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