skip to Main Content
5 Principi Per Risolvere I Problemi In Famiglia Con Figli

5 principi per risolvere i problemi in famiglia con figli

“Nessuna famiglia con figli è perfetta.”

Nessuna immune ai problemi. Non importa quanto empatici e positivi si possa essere, i figli troveranno sempre una ragione valida per lamentarsi e fare i capricci. È nella loro natura chiedere più di quanto possano avere. Le richieste pressanti da loro avanzate costituiscono un’inesorabile fonte di conflitto e fraintendimento.

Spesso si presenta i problemi legati alla crescita dei figli sono di natura ricorrente, come ritornelli che connotano il quotidiano inerenti la preparazione per la scuola al mattino o quella per la nanna la sera, lo svolgimento dei compiti o i litigi tra pari. L’approccio dei piccoli nel domandare ciò che desiderano può essere irrispettoso e non è raro un rifiuto di collaborare da parte loro. Con il tempo, simili problematiche quotidiane possono iniziare a infierire sul benessere delle relazioni parentali e corrodere il piacere di essere genitori.

Talvolta capita che le famiglie siano esauste e ne abbiano abbastanza di dimenarsi tra i problemi ogni giorno. nonostante le migliori intenzioni, i bambini hanno la straordinaria capacità di mettere alla prova i nervi del genitore più calmo diventando testardi e mettendosi sulla difensiva – e, di riflesso, anche i genitori si chiuderanno nei loro confronti. Fortunatamente, però, esistono delle metodologie volte ad accrescere le possibilità risolutive di tali problemi.

Perché siano efficienti occorre, anzitutto, tenere a mente i seguenti 5 principi fondamentali:

1) Fai un passo in dietro

il primo passo che un genitore deve affrontare nella risoluzione di un problema ricorrente col proprio figlio consiste nel prendere le distanze. I problemi familiari acquistano maggiori possibilità di essere appianati attraverso l’assunzione di un atteggiamento proattivo. Nel momento in cui ci si trova a reagire dinanzi ad un comportamento scorretto di un bambino, frequentemente il prorpio atteggiamento si rivela colmo di negatività. Gli psicoterapeuti familiari o i tutor appartenenti alle differenti scuole concordano nell’importanza della positività.

I bambini desiderano risolvere i conflitti, e vogliono farlo nel miglior modo possibile. Come i genitori, tuttavia, potrebbero risentire la frustrazione o perfino scoraggiarsi quando insorgono delle difficoltà. E, al pari dei grandi, potrebbero semplicemente non sapere come comportarsi.

Risalire alla radice del problema e non limitarsi a constatene i sintomi costituisce il segreto del successo: essere in grado di identificare le esperienze quotidiane fonte dei sentimenti negativi come difficoltà nell’apprendimento, critiche frequenti, esclusione e bullismo risulta fondamentale nella strada verso la soluzione.

Dunque, ascolta le lamentele di tuo figlio. Mettilo nelle condizioni di potersi sfogare con te riguardo ciò che ritiene ingiusto nella sua vita. Digli ciò che condividi con lui prima di confessargli ciò che, invece, non va bene nella sua prospettiva.

Usa termini come: “So e comprendo come ti senti quando continuiamo a discutere sempre delle stesse cose come i compiti. Ma siamo entrambi preoccupati e tutti e due vogliamo risolvere il problema”.

2) Prima di tutto il problema rispetto a tuo figlio

Una volta identificata la problematica ricorrente ed aver compiuto uno sforzo per comprenderne le cause, il gradino successivo sarà quello di dare preminenza al problema rispetto a tuo figlio. Digli, ad esempio: “Abbiamo un problema al mattino, quando bisogna prepararsi ad uscire e spesso finisco col gridarti contro”, oppure: “Abbiamo un problema quando si tratta di fare la doccia” o, ancora: “Spesso dobbiamo discutere quando ti chiedo di spegnere la tv”.

3) Induci tuo figlio ad esprimere le sue idee

Sembra un passaggio piuttosto riflessivo per molti genitori e, di certo, non semplice quando si tratta di rapportarsi con bambini diffidenti o che non accennano a cooperare. Non di rado ci si trova a dover estorcere le idee del proprio figlio ponendolo di fronte alle conseguenze dei suoi comportamenti scorretti, ma nonostante alcuni atteggiamenti e situazioni richiedano un approccio simile, sarebbe opportuno tentare prima di coinvolgere il proprio bambino in uno sforzo risolutivo comune sollecitandolo a esporre i propri sentimenti. In questo modo potrà sentirsi chiamato ad essere corresponsabile in una battaglia comune e lo sforzo da essa richiesto mitigherà la sua sensazione di rabbia e assorbirà parte dei suoi pensieri diffidenti, mentre l’investimento nel trovare una soluzione distoglierà il piccolo dal costante domandare qualcosa. Inizierà, infatti, anche solo per un momento ristretto, a pensare meno a se stesso ed ai suoi bisogni comprendendo che è possibile giungere ad un compromesso e contribuire a qualcosa che si vuole i tanti: di certo un’ottima lezione di vita.

Posto il problema come questione preponderante rispetto a tuo figlio e ad avergli avanzato la richiesta di esprimere le proprie opinioni, occorre dargli tempo.

Esprimersi in questi termini potrebbe essere una giusta strategia: “Perché non ci pensi su un attimo? Riprenderemo l’argomento dopo che ti sarai preso il tuo tempo per riflettere e ponderare le tue idee”. Comportandoti in maniera risoluta, riuscirai a trasmettere un’altra lezione di vita essenziale perché il tuo è l’atteggiamento attraverso il quale la maggior perte dei problemi della vita possono essere risolti ed affrontati.

4) “Io ho un piano”

La maggior parte dei bambini rispondono in maniera positiva ed entusiastica quando interagiscono con qualcuno che afferma di “avere un piano”. Questo è per loro fonte di sicurezza, dunque, elaborarne uno è spesso necessario. La risposta dei figli potrà rivelare inizialmente delle fasi di scetticismo, ma è certo che le loro antenne si drizzeranno e presteranno attenzione. Nel loro cuore sanno che hanno bisogno di un piano almeno quanto ne hanno i genitori.

5) Esprimi apprezzamento ed orgoglio di fronte ai piccoli passi avanti

Assicurati che lungo la strada verso la risoluzione non manchino mai orgoglio ed apprezzamento nei confronti di ogni piccolo traguardo raggiunto dal tuo bambino affinché possa sentirsi incentivato nel suo sforzo e maggiormente motivato all’autocontrollo. Metterlo al corrente del tuo interesse verso i suoi sacrifici e progressi è il principio alla base di ogni strategia risolutiva dei problemi familiari.

Fonte: Mom Psich. com

Articolo pubblicato da KENNETH BARISH, Ph.D.,  il 25 febbraio 2013, tradotto da Silvia Tramatzu e consultabile cliccando qui.

Antonio Fresco

Seguimi su facebook cliccando “Mi piace” alla pagina “Psicologia per la vita quotidiana“.

 

This Post Has One Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top