skip to Main Content
6 Strategie Per Le Coppie Alle Prese Con Il Disturbo Bipolare O Depressione

6 strategie per le coppie alle prese con il disturbo bipolare o depressione

Coppia e disturbo bipolare

Alcune statistiche emblematiche dimostrano come la depressione abbia un impatto di gran lunga più significativo all’interno della vita di coppia rispetto a all’influenza che possono esercitare problematiche di tipo fisico come un’artrite reumatoide o disfunzioni cardiache. In effetti il 90% delle unioni coniugali nelle quali uno dei due partner risulta affetto da disturbo bipolare finisce con l’infrangersi in un tragico divorzio. Di più, le persone che soffrono di disturbo bipolare risultano ben tre volte più inclini alla separazione qualora venissero confrontate con la popolazione degli “emotivamente stabili” che costituiscono circa il 50% della società.

Questi semplici dati sono sufficienti perché il messaggio sia lampante: i matrimoni all’interno dei quali uno dei membri della coppia sia affetto da depressione o disturbo bipolare possono essere estremamente fragili.

Per questo propongo di seguito sei tecniche che hanno aiutato il matrimonio di molte coppie a sopravvivere nonostante le tragiche statistiche.

  1. Basta autocompiangersi!

Se sei sposato con una persona che necessita di aiuto, sii consapevole che ti si presenta dinanzi una strada tutta in salita: “Non sono pazzo”, “Non c’è niente che non vada in me”, “Non ho intenzione di assumere nessun medicinale”. Sappi che ripetere come un costante ritornello queste frasi sicuramente non gioverà il tuo matrimonio né lo condurrà lungo la rotta per la felicità. Nel suo libro dal titolo Quando il tuo amore è bipolare (“When Someone You Love Is Bipolar,”), la psicologa Cynthia Last, Ph.D. dedica un capitolo apposito ai partner che si trovano alle prese con un coniuge dalla personalità problematica con l’intento di elargire degli utili consigli su come affrontare al meglio una situazione delicatissima. L’esperta suggerisce, ad esempio, di offrire al partner un libro nel quale possa rispecchiarsi e affidarsi servendosi della vocazione terapeutica relativa alla letteratura. È inoltre possibile tentare di intraprendere un approccio scientifico nel proposito di mettere il soggetto problematico dinanzi all’inconfutabilità dei fatti empirici ed istigarlo così a prendere atto della sua situazione, attraverso i commenti di familiari ed amici, l’analisi di un’elenco di sintomi lapalissiani (le foto che tendono a creare imbarazzo risultano perfette a tal fine), o ripercorrendo a ritroso lo storico clinico della famiglia per trovare dei precedenti ed individuare le radici del problema.

Il primo impatto potrebbe risultare traumatico, il diretto interessato potrebbe chiudersi in se stesso o reagire in maniera imprevedibile con frasi del tipo “chi sei tu per dirmi certe cose? Credi di essere mia madre?”. Ad ogni modo, reazioni simili rientrano nella normalità di una persona emotivamente instabile, ma colui o colei che si trova nella posizione di interlocutore-terapeuta non deve lasciarsi assolutamente scoraggiare da determinate espressioni, perseguendo nella sua strada nella consapevolezza del suo intento educativo nei confronti della persona amata, che è anche l’unico aiuto che possa concretamente fornirle.

  1. Trova un medico esperto in disturbo bipolare

Fare un salto nello studio del medico giusto è un po’ come ponderare una scelta d’acquisto sulla prima casa. Sono diversi i fattori da tenere in considerazione prima di prendere una decisione – non è certo semplice come la scelta di un corredo da bagno o del semplice mobilio – ed alcuni battibecchi saranno inevitabili. Se la decisione sarà affrettata potresti finire per ritrovarti a vivere in una dimora che detesti con degli asciugamani carini per il resto dei tuoi giorni. I buoni terapisti hanno tutte le competenze per salvare un matrimonio. Quelli cattivi possiedono le carte in regola per distruggerlo. Se i buoni ti aiutano a sentirti meglio, quelli cattivi peggiorano le tue condizioni.

Se il tuo compagno è bipolare, il fattore della scelta relativa ad un giusto specialista acquista ancor più preminenza in quanto la corretta diagnosi per problematiche comportamentali di tal genere può richiedere in media fino a dieci anni di studio. Circa il 56% dei responsi medici di coloro che si presentano come affetti da disturbi bipolari finisce col rivelare in realtà un problema di depressione unipolare. Ma dopo alcuni tentativi è possibile trovare un giusto esperto che calzi perfettamente e che sarà in grado di salvare la vita ed il matrimonio di coloro che a lui si rivolgono.

  1. Entra in una relazione triangolare

Tendenzialmente i triangoli nelle relazioni non sono visti certo di buon occhio tra coloro che hanno giurato fedeltà monogama per la vita. Alcuni possono sentirsi sporchi e colpevoli in tali situazioni, ma nel caso specifico dei matrimoni nei quali uno dei partner presenta dei disturbi comportamentali come depressione o disturbo bipolare, una triade guidata da un dottore o supervisionata da un esperto in salute mentale potrebbe rivelarsi la chiave giusta per uscire dal tunnel. Occorre anzitutto onestà reciproca, o almeno che non venga circoscriva la verità. È necessario che siano espresse le sensazioni provate con frasi del tipo: “Sembra tutto perfetto. Il medico ci ha dato proprio il giusto consiglio. Tutto è meglio di quanto non sia mai stato”. A quel punto, come da copione, arriverà la mogliettina a mettere i puntini sulle “i”con uscire della serie: “In realtà ha passato gran parte del suo tempo a corrucciarsi sul divano per le ultime due settimane, evitando le telefonate degli amici e saltando gli appuntamenti di lavoro”.

Una relazione triangolare consente, col tempo, un apprendimento ed un’educazione al rapporto con essa e con chi ne è coinvolto, fino a fronteggiare la situazione dalla giusta prospettiva. Ad esempio è difficile avere un’idea precisa dei risvolti che un episodio di ipomania possa assumere fino al momento in cui non ci si trova faccia a faccia con esso, anche solo tramite una descrizione fornita da un esperto. In alcune circostanze la comprensione reciproca dei sintomi può essere sufficiente a far sì che la coppia riesca a prevenire un incontrollabile manifestazione maniaco-depressiva in quanto il medico ha fornito loro gli strumenti necessari a fronteggiare e cambiare la rotta dell’episodio deviato.

  1. Attieniti ad alcune regole

Le regole aiutano a stabilire delle pratiche in grado di tracciare dei confini e rassicurare il percorso terapeutico: chiamare il dottore dopo tre notti insonni passate a piangere, confidargli le proprie intenzioni suicide è fondamentale per non perdere la rotta. Lui ti ascolterà e darò supporto nel momento di pericolo per de stessi e gli altri. Ma la regola più importante resta questa: promettergli di assumere tutti i farmaci indicati. È come nel film Qualcosa è cambiato”, quando Jack Nicholson dice ad Helen Hunt che vorrebbe prendere le medicine al posto suo per diventare un uomo migliore. La verità è che molti matrimoni non sono in grado di andare oltre la metafora ed agire concretamente secondo i propri ruoli, chi con le medicine, chi con il comportamento di sostegno.

Senza ombra di dubbio la sfida maggiore quando si ha a che fare con il disturbo bipolare è attenersi ai trattamenti prescritti dal medico; al Johns Hopkins 21st Annual Mood Disorders Symposium la psicologa Kay Redfield Jamison chiarisce che “è fondamentale prendere atto di un fatto ovvio: l’esistenza di farmaci in grado di curare le malattie è del tutto inutile se il paziente non si sottopone alla cura”. Circa il 40-45% dei soggetti affetti da disturbo bipolare non prende i farmaci prescritti. Avere delle regole ed autoimporsele implica anzitutto il principio di “aderenza alla cura”.

  1. Impara il linguaggio del disturbo bipolare

A volte si dimentica del potere delle parole, specie quando si tratta del loro potenziale di distruzione nel momento in cui si esprimono stati d’ansia e depressione: “vorrei essere morto”, “non mi importa di niente”, “se solo mi diagnosticassero il cancro e potessi andarmene dignitosamente da questa vita”. Le persone che stanno accanto a partner affetti da disturbi bipolari e depressivi sono consapevoli del fatto che a parlare non è la persona amata, ma quella che sentono è la voce della sua ansia. È imprescindibile che il membro sano della coppia acquisti la capacità di scindere il proprio partner dalla malattia senza esitare a rivolgersi ad uno psicologo qualora lo ritenga opportuno.

  1. Preserva la tua salute

I mariti e le mogli di persone depresse o affette da disturbo bipolare si trovano involontariamente ad assolvere il ruolo di guardiani per la maggior parte del loro tempo. Ed i guardiani sono sempre in pericolo di “contagio”da parte degli influssi ansiosi e depressivi con i quali lottano. I ricercatori della Yale University School of Medicine stimano, infatti, che circa un terzo dei partner che prestano le loro cure ad una persona emotivamente disturbata o che convivono con un amore malato finiscono col deprimersi esse stesse. Da uno studio effettuato in gran Bretagna, di più, emerge che un partner su quattro tra coloro che prestano cure ad un amore malato si rivolge ad un terapista per problemi di ansia.

Occorre non trascurare mai i sintomi: stanchezza cronica, esaurimento psico-fisico, segnali di stress come mal di testa ed emicrania, nausea, irritabilità, malumore, spossatezza, cambiamenti repentini nei ritmi sonno-veglia, inappetenza, risentimento nei confronti del partner e calo del desiderio. Ricorda: se non si assicura il proprio giubbotto di salvataggio, nessuno potrà mettersi al sicuro: se il partner non riesce a rialzarsi dallo stato depressivo, le ripercussioni negative si estenderanno anche su chi se ne prende cura.

Antonio Fresco

 

Fonte:  Psychcentral.com. Foto tratta da huffingtonpost.ca.

Articolo di Therese J. Borchard , pubblicato  il 28 gennaio 2015, tradotto da Silvia Tramatzu e visionabile al link Being Married to a Person with Depression or Bipolar: 6 Survival Tips .

 

This Post Has 6 Comments
  1. Mio marito è bipolare. Stiamo insiemeda 17 anni ed abbiamo due figli piccoli. La diagnosi è arrivata a gennaio dopo un episodio psicotico a novembre. A marzo è tornato al lavoro. È cambiato molto sia in bene che in male ed io faccio molta fatica a stargli dietro. Mi manca la sicurezza che mi dava, adesso non c’è più nulla di sicuro e con due figli piccoli e’ dura. Abitiamo in 60 mt quadri perché lui non voleva mai cambiare casa asserendo che non fosse necessario ed affermando che non vi fossero i soldi ( cosa non vera). I nostri bambini dormono in una camera di 5 mt quadri ricavata dal salotto! Adesso lui è fragile ed ovviamente non vuole cambiare nulla così siamo imprigionati in 2 stanze. Lui è via sempre per lavoro e dunque non vive questa condizione. L’unico che possa vendere la casa è lui ( è sua) l’unico che possa fare un mutuo è lui ( ha lo stipendio più alto) ed io piango ogni giorno perché sono nelle mani di una persona a cui devo dire persino di lavarsi. Mi sento in colpa nei confronti dei bambini che oltre a non vedere il padre 5 giorni a settimana non possono invitare amici e sono costretti in casa.
    Non mi ha mai sposata e non penso che lo farà mai. Lo amo ancora ma sto perdendo la forza, non posso fare progetti, non vedo futuro. A volte sogno di andarmene da sola. Mi sento vecchia.

  2. Mio marito forse è bipolare ha forti cambiamenti di umore è un uomo malvagio presuntuoso è capace li prendersi a botte solo per una partita a calcio è incapace di amare ,e di donare ,pensa che tutti siano bugiardi e che tutti lo vogliono imbrogliare è proprio pessimo non ha amici Usa le persone le deruba e le getta via…..qualcuno ha una cura per questo?

    1. Ho bisogno davvero di aiuto questo mi ha annientata ah dimenticavo…dopo le sfuriate che fa dopo si eccita pure e vuole” fare l’amore”e io lo devo pure subire per quieto vivere

  3. Sono capitato qui perché anche io sono in una relazione con una ragazza bipolare, abbiamo appena superato l’adolescenza. Negli argomenti trattati mi citrovo completamente, grazie

  4. Salve sono nello stesso caso da due anni. e siamo arrivati che si vuole provocare del male da solo, frustate, per ogni errore fatto nella nostra relazione. io non so piu cosa fare e il mio salvagente non riesco ad aprirlo, se non lasciarlo. So che non sto parlando con la persona che amo! ho provato a dirgli di parlare con qualcuno, mi ha distrutta con le parole. ” con le merde non ci parlo” . non so piu cosa fare per aiutarlo. Viviamo una relazione a distanza e questo ha provato alla sua sofferenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top