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Narcisismo: 6 Segnali

Narcisismo: 6 segnali

Riconoscere il narcisismo

La recente pubblicazione della 5° edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disordini mentali (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, DSM), nonostante sia andato incontro a notevoli revisioni, ha lasciato sostanzialmente immutata ed uguale a quella della versione precedente (risalente a 19 anni prima) la lista di criteri distintivi del disordine della personalità narcisismo (NPD). Si potrebbe affermare, data la longevità di tali criteri, che le caratteristiche del narcisismo siano entrate a far parte della percezione comune, diffondendosi oltre l’ambito circoscritto ai professionisti. Tuttavia, solo le forme più “classiche” o estreme di narcisismo corrispondono a tutti i criteri elencati, perciò il DSM specifica che ne basterebbero 5 (circa la metà) perché un soggetto possa essere definito narcisista.

Per iniziare, mi atterrei ai criteri selezionati prima di aggiungerne sei fondamentali e del tutto personali che completano ed incrementano quelli “ufficiali”. I miei parametri di misurazione per identificare il soggetto affetto da narcisismo patologico non derivano unicamente dal mio studio di questo specifico disturbo comportamentale, ma soprattutto dagli anni di esperienza clinica con individui cosiddetti “narcisisti”. Questi anni di lavoro professionale sono stati dedicati non solo a singoli affetti da tale problematica, ma anche da coppie e famiglie in cerca di un supporto di gruppo e comprendono un lavoro specifico con coloro che, pur non essendo coinvolti in prima persona, si trovano a vivere delle situazioni di stress derivanti dalla condivisione di spazi ed esperienze con dei soggetti narcisisti (figli, partner, genitori, amici o colleghi) e che esprimono un’enorme frustrazione nella lotta quotidiana verso la conquista di un approccio costruttivo.

Narcisista secondo il DSM

È innanzitutto importante fare chiarezza sui requisiti diagnostici indicati dal DSM perché un soggetto possa effettivamente essere definito affetto da narcisismo.

  1. Possiede un enorme e smodato senso di importanza
  2. È tormentato da fantasie di successo inarrestabile, conquista del potere, bellezza, intelligenza ed assoluta libertà in campo sentimentale.
  3. È convinto di essere “speciale” ed unico tanto da poter essere associato o compreso solo da soggetti o istituzioni che rientrano in questa categoria ad alto status.
  4. Richiede un’eccessiva ammirazione (vuole essere costantemente al centro delle attenzioni, delle lodi e delle gratificazioni, mentre si mostra molto permaloso e vulnerabile alle critiche).
  5. Possiede un senso di merito fortissimo.
  6. È un opportunista.
  7. In lui si riscontra una totale assenza di empatia: non vuole (o è incapace di) riconoscere ed interessarsi ai bisogni altrui.
  8. È spesso invidioso degli altri e persuaso dell’invidia provata nei suoi confronti.
  9. Arrogante, rude ed indisponente, a tratti indiscreto.

Altri 6 criteri per riconoscere il narcisismo

Cosa manca? In realtà parecchio e sono convinto che altri psicoterapeuti aggiungerebbero all’elenco almeno altri seri criteri che proverò a suggerire di seguito nonostante non compaiano nel DSM, ma che sono stati appurati durante il mio lavoro costante a contatto con i soggetti affetti da narcisismo. Il narcisista è inoltre:

  1. Molto suscettibile alle critiche, al limite permalosoAddirittura vulnerabile rispetto a qualsivoglia affermazione possa essere interpretata o letta come negativa nei confronti del proprio ego o della propria prestazione. In questa caratteristica risiede la spiegazione principale del perché, nel momento in cui venga avanzata una richiesta di ammissione di vulnerabilità, incapacità o scarsa competenza, sia portato naturalmente a negare l’evidenza (mentendo senza avere la consapevolezza del versante provocatorio della richiesta stessa), cambiare argomento o rispondere con argomentazioni del tutto poco coerenti con la domanda. Questo aspetto del disturbo è un chiaro sintomo del suo ego – ingigantito o gonfiato artificialmente – reso incapace di affrontare in maniera resiliente o forte gli “attentati” esterni, dimostrandosi, paradossalmente, molto debole un lato di debolezza del soggetto davvero sconcertante. Tali caratteristiche suggeriscono che, al contrario di quanto possa apparire, nel profondo ed oltre la superficie di grandiosità ed egoismo, il narcisista…
  2. Possiede un’autostima davvero scarsa. Questa sfumatura della sua psiche risulta piuttosto complicata da affrontare in quanto la grande stima di sé potrebbe apparire maggiore e più consolidata rispetto a quella di qualsiasi altro. Inoltre, data la “determinazione” ed assertività in dotazione con l’egocentrismo, non è raro che tenda ad ergersi come unica persona capace di detenere posizioni di potere ed influenze, dunque, unica meritevole di avere rispetto e fortuna derivanti dal suo essere insostituibile. Nonostante ciò, ad un esame capace di addentrarsi oltre una facciata che sembra così solida dal punto di vista sociale, economico o politico, si scopre un grado di insicurezza profondissimo che emerge più di quanto essi stessi non vorrebbero lasciare intendere.

Con questo sintomo di insicurezza, si intende dire che il narcisista è costantemente assorbito da una tensione agonistica volta a fornire le prove non solo agli altri, ma anche a se stessi, del proprio valore, cercano cioè di auto convincere il fanciullino che giace latente ed insicuro nel loro animo. È come se all’interno della psiche del Narciso convivessero due distinte personalità tra cui quella recessiva e titubante, insicura dell’essere che, nonostante risulti completamente occultata allo sguardo altrui, è costantemente afflitta da sensazioni di paura ed inferiorità. Dal momento che con il tempo il narcisista affina il proprio sistema di difese verso attentati esterni nei confronti del suo Ego ed impara a maneggiare con sempre maggiore destrezza una maschera da indossare di fronte a sé ed agli altri, è anche un individuo molto abile nell’autoesibizione e nella recitazione della parte del grandioso estimatore di se stesso. Tuttavia, le sue insicurezze latenti emergono in maniera lampante e le proprie costruzioni vengono minate dalla loro costante ricerca di approvazione altrui, dal loro spasmodico bisogno di complimenti e dal desiderio verso l’esagerazione delle gratificazioni riguardo i propri risultati. In poche parole, ciò significa che la tecnica più sviluppata è quella di auto complimentarsi, gonfiando il proprio Ego, ma questo rivela la propria insicurezza nel momento in cui l’enfasi attribuitasi dal narcisista spesso non coincide con la stima altrui, probabilmente più realistica. Per questo

  1. Può essere eccessivamente chiuso e difensivoAvendo la necessità di proteggere il proprio ego artificialmente ingigantito eppure così fragile, il sistema immunitario verso l’opinione altrui tende a vacillare con una semplicità sconcertante. L’eccessiva reattività nei confronti delle critiche, l’offesa percepita quando viene mosso qualsiasi dubbio o la messa in discussione delle sue facoltà effettive, sono tutti dei lampanti indicatori dell’iperattività del suo robusto e sempre vigile meccanismo di autodifesa. Qui risiede la spiegazione al perché i non narcisisti che si trovano ad avere a che fare con i narcisisti spesso esprimono un grande senso di impotenza nei momenti di discussione, che spesso sfociano nel conflitto. Per il narcisista è inconcepibile affrontare in maniera razionale le situazioni di criticità in cui il proprio Ego inizia a scricchiolare, dunque, pur di non intaccarne la facciata, sarebbe disposto davvero a qualsiasi cosa, cominciando dal trovare delle auto giustificazioni, alibi e scuse improbabili piuttosto che ammettere un fallimento, un errore o, men che meno pronunciare la fatidica parola “Scusa” che coincide con una trasgressione al limite insopportabile ai loro occhi.

In più, l’attitudine del Narciso verso il “Fai come dico io, altrimenti addio” nelle situazioni decisionali – aggravata dall’insistenza testarda nella competizione e nella tendenza a voler far sì che la propria prospettiva prevalga su tutte – tradisce (nonostante la strenua impresa di celarla) una radicata paura di non essere all’altezza, di non sentirsi abbastanza intelligenti o forti. E all’aumentare della supponenza, del privilegio e delle dimensioni del proprio Ego artificialmente cresciuto, aumenta il timore di subire delle ferite da parte degli altri, perciò il narcisista tende a…

  1. Reagire alle opinioni avverse con rabbia o astio. In effetti questa caratteristica è talmente diffusa e connotativa dei narcisisti che appare quantomeno singolare che il DSM non ne faccia menzione specifica tra i 9 criteri esposti. A più riprese gli studiosi hanno notato come la rabbia esplosiva sia un tratto intrinseco che accomuna sia il disturbo della personalità narcisistica che di quella borderline. E nonostante (a differenza di quanto accade negli individui borderline) non vi sia un’esplicita paura verso l’abbandono alla base delle esplosioni della così detta “rabbia narcisistica”, sia il narcisista che il soggetto borderline patiscono un disordine della personalità che li spinge a reagire con un’enfasi emotiva eccessiva nel momento in cui dalle parole altrui vengono troppo a galla le proprie insicurezze.

La ragione per cui i sentimenti di rabbia e astio così connotativi e comuni ad entrambi i soggetti risiede nel fatto che nell’istante che vede un’eccessiva “esposizione” delle loro paure più recondite, le sensazioni di panico e rabbia latenti nel loro animo è come se li sopraffacessero divenendo difficilmente gestibili. Quando si sentono sul punto di provare (o stanno provando) una sorta di urto o sfregio che interpretano come umiliazione inerente il passato che li ha resi così “forti” (ai propri occhi ma non a quelli altrui), la rabbia che era rimasta latente attua una sorta di transfert emotivo traducendo questi sentimenti in un altro.

L’inevitabile messaggio che trapela da queste emozioni antagoniste è del tipo “Non sono io ad essere cattivo (in errore, stupido o debole…) ma tu!” oppure “Io non sono affatto narcisista o borderline, tu lo sei!” (ed anche, in una versione temperata: “se io sono narcisista o borderline, anche tu lo sei”). E se un individuo mentalmente stabile non ha idea di cosa possa provocare un impeto di rabbia da parte del narcisista, l’improvvisa e repentina esplosione di tale sentimento comporta in un senso si offesa e sconcerto, perfino paura. Tuttavia non è il caso di enfatizzare oltre questa offesa, in quanto rientra nei comportamenti standard del narcisista, sempre pronto a…

  1. Attribuire agli altri difetti, tratti e comportamenti che non riesce o non vuole accettare in se stessoPoiché i narcisisti vivono nel costante sforzo di eliminare le proprie debolezze perché l’immagine di sé risulti il più integerrima possibile, solitamente tendono a reindirizzare verso l’esterno (gli altri) qualsiasi caratteristica che possa in qualche modo intaccarla nella convinzione che agendo in tal modo possano allontanare qualsiasi sospetto degli altri e di sé verso i propri deficit. Trovarsi in situazioni che spingono al confronto con la parte più oscura del proprio animo potrebbe incutere timore nel narcisista in quanto, in realtà, le sue difese interiori ed emotive si rivelano molto deboli.

Generalmente riconosciuto come narcisisti a partire dall’incapacità appurata di compiere un’autoanalisi lucida, pochissimi (a seconda del livello di narcisismo raggiunto) possono comunque essere capaci di apprendere come ci si approccia la proprio sé interiore. Pur essendo rigidi nei confronti di se stessi, poco indulgenti e sempre sulla difensiva pur di tutelare la propria immagine, queste connotazioni potrebbero celare la chiave della loro completa personalità. È per questo, in effetti, che la strada più affidabile da percorrere per provare una sensazione di benessere e pace con se stesso, per il narcisista, consiste nell’entrare in un mondo in cui si sente al sicuro in un universo nel quale si sente alienato, sempre spaventato dall’idea di poter essere denigrato, sottovalutato o offeso dagli altri. Dunque è per questo che si focalizza sui difetti altrui (che esistano o meno) piuttosto che scendere a patti e confrontarsi con i propri. E sotto diversi aspetti, questa attitudine lo porta ad…

  1. Avere dei legami interpersonali molto fragili. Spesso una delle caratteristiche attribuite ai narcisisti consiste nell’incapacità di tracciare dei confini tra il proprio spazio e quello altrui. Inconsciamente, in effetti, il narcisista riscontra nell’altro una sorta di appendice di se stesso, come uno strumento a suo uso e consumo ed il cui scopo principale è quello di servirlo in quanto le sue esigenze sono sempre preminenti (addirittura più importanti rispetto a quelle dei suoi stessi figli). Dal momento in cui gli altri vengono considerati (se vengono considerati) in un’ ottica che la letteratura scientifica definisce “servitù del narcisismo” – ossia come strumenti utili alla soddisfazione del desiderio del narcisista – quest’ultimo non pensa a loro come individui indipendenti, ma sempre e comunque come a mezzi che possono servirgli nel perseguimento dei propri obiettivi e dei quali approfittare. Qualsiasi sia lo scopo del narcisista, tendenzialmente si aspetta che coincida con quello altrui (attitudine che si sposa ad un’altra dimensione del loro rinomato – o infamante – senso di superiorità).

Al di là di questo, i vacillanti legami interpersonali e le scarse capacità relazionali implicite al narcisismo  inducono il soggetto a voler dominare in una conversazione condividendo anche aspetti della propria vita molto intimi (alcuni, infatti, mostrano una straordinaria saggezza machiavellica e la tendenza ad elargire aneddoti). Tali informazioni private, tuttavia, coincidono spesso con una strategia che lo renda in grado di ottenere delle confessioni che l’interlocutore preferirebbe occultare. Ma avere (almeno consciamente) uno scarso senso del pudore consente al narcisista di condividere alcune esperienze dell’esistenza che la maggior parte delle persone comuni eviterebbe di sbandierare ai quattro venti dal momento che potrebbero essere causa di vergogna o imbarazzo. Perciò una grande insensibilità nei confronti di ciò che gli altri potrebbero provare o verso come potrebbero reagire spinge il narcisista a diventare una sorta di sparatutto che non guarda in faccia nessuno urtando e ferendo i sentimenti di chiunque i quali, dal canto loro, non possono che attribuirgli caratteristiche negative come mancanza di tatto, piacere nell’insulto, maleducazione.

Potrebbe capitare, ad esempio, che il Narciso condivida – e con grande orgoglio – un episodio in cui sono stati protagonisti di un’epica strigliata nei confronti di un dipendente e che si aspetti di riceverne delle lusinghe rispetto al suo essere stato intransigente e determinato quando, al contrario, chi ascolta non può che risultare sconcertato dalla sua spietatezza e mancanza di sensibilità. In aggiunta non è raro che si spinga a porgere delle domande indiscrete agli altri, personali o intime, urtando la sensibilità e mettendo in difficoltà l’interlocutore fino a creare una situazione spiacevole e disequilibrata specie se il narcisista ricopre un ruolo di autorità che induce l’altro a dover rispondere pur di non mettere a repentaglio il posto di lavoro.

Per concludere, queste caratteristiche aggiuntive nella categorizzazione del narcisismo patologico (distinto da quello di chi possiede solo alcuni tratti narcisistici) potrebbero costituire degli strumenti utili nell’identificazione preventiva di tale soggetto, ancor prima che si verifichi una situazione di abuso da parte sua. E se si è già stati oggetto di manipolazione o macchinazioni maligne da parte del Narcisista, grazie a questi strumenti sarà forse più semplice prevenirli in futuro o affrontarli sotto una diversa ottica e con reazioni differenti.

Fonte: PsychologyToday

Articolo pubblicato da Leon F Seltzer Ph.D., il 7 novembre 2013, tradotto da Silvia Tramatzu e consultabile cliccando qui.

Antonio Fresco

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