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La CBT E La Dissociazione D’Identità

La CBT e la Dissociazione d’Identità

5 fattori, 10 sintomi e 6 problematiche della dissociazione d’identità e come affrontarla con la CBT

La dissociazione può convertirsi da una reazione istantanea ad uno schema di difesa persistente fino all’età adulta che può degenerare fino ad un disturbo clinico di dissociazione dell’identità.

La dissociazione identitaria è una difesa comune e fisiologica che la psiche sviluppa nei confronti di un trauma infantile. Quando si trovano ad affrontare una forma di abuso piuttosto violenta, i bambini possono andare incontro ad una dissociazione dallo stato di totale coscienza e consapevolezza nei confronti dell’esperienza traumatica stessa.

Formalmente noto come Disturbo della personalità multipla, il disturbo da dissociazione identitaria (DID) è riconducibile ad una condizione nella quale il soggetto presenta due o più identità distinte o stati di personalità altalenanti che possono alternarsi senza che l’individuo abbia pieno possesso di quanto sta accadendo né coscienza di queste variazioni. I cambiamenti di personalità solitamente vengono classificati con differenti denominazioni, identità, temperamento e immagine di sé. Almeno due tra queste personalità emergono recidivamente ed arrivano ad influenzare i comportamenti del soggetto ed a manipolarne lo stato di coscienza causando lunghi lapsus nella memoria che eccedono di gran lunga i classici standard della dimenticanza. Inoltre, le condizioni psicologiche quali gli effetti diretti dati dall’assunzione di sostanze o condizioni cliniche generali come raptus o crisi sono escluse dalle cause possibili.

L’impatto del disturbo

Convivere con un partner affetto da disturbo da dissociazione dell’identità – DID può essere un’esperienza davvero dolorosa, difficile da affrontare e potenzialmenteDissociazioni capace di evocare qualsiasi tipo di reazione. Se si inizia a nutrire una qualche forma coscienza nei confronti di specifiche forme di abuso, il cervello mette in moto dei meccanismi che potrebbero far provare al soggetto dei sentimenti di rabbia, ansia, tristezza o disgusto in parallelo a sensazioni di empatia totale e preoccupazione. Non sarebbe anomalo, inoltre, riscontrare una notevole difficoltà nel riuscire a tenere consapevolezza e coscienza delle varie personalità assunte (o “alter”) nonostante le si esperisca. Spesso le persone affette da disordine della personalità DID non riescono ad affermare con certezza quale dei loro alter emerga in un dato momento e, tantomeno, si aspettano da parte del proprio partner una simile consapevolezza. Il passo principale che i parenti o i compagni di vita di un soggetto affetto da dissociazione dell’identità –DID – consiste nell’accettare e comprendere questi repentini cambi di personalità. Il fattore integrazione può comportare dei cambiamenti significativi a livello di personalità in quanto gli alter si moltiplicano e possono mutare in maniera determinante. Anche se talvolta ci si potrebbe trovare nella situazione in cui ci si sente abbandonati dalla persona che si pensava di conoscere e ritenere scomparso colui o colei che si sosteneva di amare, la parte di colui o colei della quale ci si era innamorati o che si apprezzava particolarmente non è andata perduta, ma permane nel nostro interlocutore, con la sola differenza che ora si conosce molto di più di lui o di lei.

Dissociazione identitaria: le cause

Le cause principale della dissociazione d’identità o DID si crede possano essere rintracciate in traumi prolungati e devastanti esperiti durante il periodo infantile tra cui shock emotivi, abusi fisici o violenze sessuali.

È stato appurato come lo sviluppo del disturbo da dissociazione d’identità sia il risultato di una combinazione di fattori differenti:

  1. Episodi ricorrenti di abusi fisici, sessuali o emotivi durante il periodo dell’infanzia;
  2. Assenza di risorse di sicurezza o protezione come mezzo per affrontare un trauma capace di sopraffare l’esistenza del soggetto;
  3. Capacità di dissociarsi dall’evento in maniera automatica;
  4. Sviluppo di uno stile di reazione che, risultando funzionale nel momento di stress, assume un ruolo imprescindibile nel quotidiano tramutandosi in capacità di dissociazione come strumento di sopravvivenza;
  5. Mentre il fattore abuso è spesso presente, sarebbe un errore presupporre che siano sempre coinvolti i membri della famiglia in tale forma di violenza.

Sintomi della dissociazione identitaria

Molti dei sintomi tipici della dissociazione dell’identità o DID risultano essere similari rispetto a quelli riscontrabili in altri disturbi fisici o mentali, inclusi gli effetti derivanti dall’abuso di sostanze e dall’entità dello stress da disordine post-raumatico.

I sintomi comuni della dissociazione d’identità o DID includono:

  1. Incapacità di ricordare ampie porzioni della propria infanzia;
  2. Ricorrenza di eventi inspiegabili razionalmente e di acquisirne coscienza (come ritrovarsi in un luogo senza ricordare come ci si è arrivati o incappare in alcuni capi di abbigliamento senza riuscire a ricondurli ad un momento d’acquisto);
  3. Frequenti vuoti di memoria o “tempi sospesi”;
  4. Improvviso riaffiorare di determinati ricordi come durante dei flashback e o rievocazione dell’evento traumatico;
  5. Episodi di completa disconnessione o distacco dal proprio corpo e dai propri pensieri;
  6. Allucinazioni (esperienze sensoriali irreali, come udire voci o sussurri nella propria testa);
  7. Esperienze extra-corporee;
  8. Tentativi di suicidio o atti auto-lesionistici;
  9. Differenze di scrittura e calligrafia;
  10. Cambiamenti nei livelli di funzionalità, dalla totale perizia nello svolgere i propri compiti alla quasi disabilità.

I soggetti affetti da dissociazione dell’identità o DID potrebbero anche riscontrare problemi come:

  1. Depressione e sbalzi d’umore;
  2. Ansia, nervosismo, attacchi di panico e fobie (flashback, reazioni spropositate agli stimoli e perdita di controllo);
  3. Disordini alimentari;
  4. Ingiustificabili disturbi del sonno (quali insonnia, incubi e sonnambulismo);
  5. Forti emicranie o dolori in aree svariate del corpo;
  6. Disfunzioni sessuali, compresa la dipendenza da sesso e l’assoluta astinenza.

Sdoppiamento Personalità

Dissociazione identitaria: come chiedere aiuto

La diagnosi dei dissociazione dell’identità o DID richiede una valutazione medica e psichiatrica che implica delle analisi specifiche rispetto alla dissociazione, delle interviste a sessioni continue e prolungate e report tra una visita e l’altra. In particolare sono stati messi a punto dei questionari ad hoc ai fini di una corretta diagnosi riferita alla dissociazione dell’identità o DID.

Ricercare un medico professionista se si è affetti in prima persona o ci si trova a convivere con un partner affetto da inesplicabili perdite di memoria, senso cronico di perdita d’identità o sensazione di interfacciarsi con un universo irreale ed evanescente amplificato sotto stress può rivelarsi salvifico. Una cura d’emergenza immediata dovrebbe essere  la prima mossa da intraprendere qualora vi siano delle serie e manifeste intenzioni di autolesionismo, suicidio o omicidio.

Un intervento tempestivo, congiuntamente alla psicoterapia per esperienze di abuso o trauma – siano esse relative al periodo dell’infanzia o manifeste nell’età adulta – potrebbero rivelarsi fondamentali ai fini della prevenzione dello sviluppo dei sintomi tipici della dissociazione dell’identità e dei conseguenti disturbi.

Intervento a trattamento della dissociazione d’identità

Se trascurata, la dissociazione d’identità o DID può perdurare per l’intera esistenza. Nonostante il trattamento rivolto alla dissociazione d’identità possa durare diversi anni, la sua efficacia rimane indubbia. Le persone affette da disordine d’identità o DID potrebbero riscontrare una maturata capacità di affrontare determinati sintomi nella fase di mezza età. Lo stress, l’abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti e, talvolta, rabbia e ostilità, possono causare delle ricadute nei sintomi in qualsiasi momento.

Come prassi terapeutica ottimale, il soggetto affetto da disturbo da dissociazione dell’identità o DID dovrebbe ricevere delle cure analoghe a quelle indirizzate a pazienti con disfunzioni psichiche effettuate da specialisti del settore che hanno maturato un’esperienza con il disturbo da dissociazione. Dal momento in cui la malattia fisica può, talvolta, aggravare o incidere sulla disfunzione psicologica, un esame fisico completo da parte di un medico non solo è una garanzia, ma dovrebbe essere implicito qualora vi siano, nel paziente, dei sintomi manifesti sul piano fisiologico. In caso di particolari sbalzi d’umore e gravi condizioni psichiche, la consultazione di uno psichiatra specializzato diventa necessaria.Identità Discontinua

  1. La psicoterapia. Il trattamento per il disordine della personalità o DID si struttura principalmente in sessioni di psicoterapia individuale e può protrarsi dai cinque ai sette anni se effettuato in fase adulta. La psicoterapia è la modalità più comune e diffusa di trattamento e si contrappone alla terapia familiare, a quella di gruppo o a quella di coppia. L’obiettivo primario del trattamento risiede nell’integrazione delle diverse personalità in uno stato unico, coeso, almeno fintanto che la persona affetta da dissociazione d’identità non si dichiarerà pronta o motivata a scavare e lavorare sul trauma scatenante. La psicoterapia indirizzata al trattamento della dissociazione d’identità spesso implica alcune tecniche che consentono di lavorare sul trauma latente che ha evocato i sintomi di dissociazione tramite i seguenti passaggi: scoperta e mappatura degli alter o delle parti del sé, trattamento delle memorie traumatiche e fusione delle personalità, consolidamento della nuova ed integrata personalità;
  2. La terapia familiare è raccomandata qualora si desideri intraprendere un percorso di educazione alla dissociazione dell’identità destinato ad una famiglia con un membro affetto da DID in quanto rende tutti più consapevoli delle cause ed aiuta a comprendere i cambiamenti che si possono verificare quando la personalità verrà reintegrata e i sintomi ricorrenti. La terapia familiare rivolta ad un soggetto affetto da dissociazione dell’identità o DID potrebbe produrre delle memorie fortemente negative o traumatiche negli altri componenti della famiglia che potrebbero ostacolare il decorso ottimale del trattamento;
  3. La terapia di gruppo può risultare benefica se effettuata congiuntamente alla terapia individuale e, anche se si effettua insieme, i soggetti coinvolti manifestano tutti l’analogo problema legato alla dissociazione dell’identità. Le persone affette da dissociazione dell’identità o DID potrebbero subire delle battute d’arresto o delle influenze derivanti dal gruppo in quanto i continui mutamenti di personalità potrebbero essere fonte di disturbo o preoccupazione reciproca;
  4. I medicinali. Non esistono dei medicinali in grado di trattare la dissociazione d’identità o DID dal momento in cui no si tratta di un disturbo organico o una disfunzione chimica. Tuttavia, gli antidepressivi e gli ansiolitici possono essere considerati dei farmaci capaci di alleviare gli sbalzi d’umore;
  5. L’ipnosi clinica. Nonostante le controversie esistenti in merito in ambito terapeutico dovute ala possibilità di evocare o instillare nel paziente delle memorie fallate, l’ipnosi clinica può essere utilizzata congiuntamente alla psicoterapia qualora venga condotta in ambiente protetto da un buon psicoterapeuta. L’ipnosi può aiutare il paziente a far emergere le memorie più censurate dall’inconscio, a controllare i comportamenti problematici come l’autolesionismo o i disordini alimentari ed ad iniziare un percorso di integrazione degli alter.

 

Fonte: American Association for Marriage and Family Therapy

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