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Sai Riconoscere Un Bugiardo?

Sai Riconoscere un Bugiardo?

Sai Riconoscere un Bugiardo? Paul Ekman Group

Peccato, infatti, che non ad ogni bugiardo si allunga il naso e smascherare Pinocchio diventa più complicato. Ma sarà possibile che le espressioni del volto rivelino, con le micro-sfumature facciali, i segnali evincibili per individuare un bugiardo? La risposta è spesso affermativa, nonostante una scienza esatta in grado di dimostrare le dinamiche con precisione risulti particolarmente complessa.

Per molti soggetti, mentire è un atto stressante – sarebbe facile dedurne che proprio questo stress accumulato sia il primo sintomo ad essere rivelato dalla geografia facciale-espressiva e dal linguaggio del corpo. Ma questa apparente ovvietà sarebbe troppo scontata ed, in effetti, cela delle insidie che complicano l’atto dello smascheramento del bugiardo: infatti, stando alle dichiarazioni degli esperti, le “prove evidenti” manifestate dal supposto bugiardo non sempre possono essere considerate come degli infallibili indicatori di disonestà. Il disagio e l’agitazione, in effetti, potrebbero scaturire anche da fattori non correlabili con la menzogna.

BugiardiQuesto, però, non implica che avere dei presentimenti sugli atteggiamenti di qualcuno non sia da tenere in considerazione, non significa che dietro a determinati comportamenti sospetti non si celi un segnale degno di interpretazione. Se il linguaggio del corpo del tuo interlocutore indurrebbe il tuo istinto a gridare: “bugiardo!”, aspetta un secondo e cerca di investigare più. Dopo tutto, pensa che ricerche approfondite suggeriscono che le intuizioni riguardanti l’atto del mentire possono spingersi oltre e trovare delle prove ulteriori rispetto al semplice giudizio consapevole. In uno degli studi condotti, i partecipanti furono sottoposti a delle video-interviste in cui comparivano una serie di personalità nei panni di altrettanti sospettati in un crimine, alcuni dei quali, ovviamente, erano dei bugiardi, mentivano. Nel 43% dei casi i soggetti coinvolti furono in grado di distinguere correttamente un bugiardo da un sincero, meno di quanto previsto. Durante un test ulteriore inerente le associazioni inconsce, tuttavia, manifestarono una più spiccata attitudine alla correlazione tra bugiardo e altri aggettivi attribuibili a colui che mente come “disonesto” e “non veritiero”.

Pensi davvero di saper riconoscere un bugiardo senza indugio? Beh, fossi in te non ne sarei così sicuro…

Ecco di seguito 5 presunti “sintomi” che si riveleranno meno scontati di quanto avresti pensato.

  1. SMANIARE E AGITARSI

È il classico capo d’accusa del bugiardo. Tuttavia, “il bugiardo generalmente non manifesta un’agitazione più incontrollata del consueto”, afferma Bella DePaulo, psicologa sociale all’Università di Santa Barbara, in California e coautrice di una vasta gamma di meta-analisi e studi sul mentire. A comprovare la sua tesi, in effetti, appare un dato inconfutabile su cui invita a riflettere l’esperto riconosciuto a livello internazionale e autore del libro Le emozioni rivelate: ricognizione facciale e sentimenti per migliorare la comunicazione e la vita emotiva (Emotions Revealed: Recognizing Faces and Feelings to Improve Communication and Emotional Life) Paul Ekman: “molte persone sincere, consapevoli di poter essere sospettate, possono agitarsi”.

  1. SBATTERE LE PALPEBRE

Mentire richiede uno sforzo di concentrazione notevole e non usuale al bugiardo. Alcune ricerche suggeriscono come le persone siano inconsciamente portate a sbattere meno le palpebre nei momenti in cui pensano più intensamente, ad esempio, quando tentano di richiamare alla memoria un numero di otto cifre, rispetto a quanto non facciano con uno di quattro. Alcuni esperimenti hanno coinvolto un campione rappresentativo di individui che furono istruiti sulle modalità di menzogna e sulle le tecniche per mentire per poter essere comparati con altri che non ricevettero alcuna istruzione. Si evinse come ogni bugiardo, accanto al sincero, sbattesse meno le palpebre. Ma non è così semplice: molto, infatti, dipende dal perché si mente e dallo stato d’animo che si prova all’atto del mentire. L’ansia, ad esempio, può essere fonte di un battito di ciglia più scandito, stando a quanto sostiene DePaulo, in particolare se “il bugiardo mente rispetto ad una trasgressione”.

  1. PUPILLE DILATATE

Bugiardo Linguaggio del CorpoLe pupille dilatate costituiscono un ulteriore segnale d’allarme che scagionerebbe il sincero a discapito del bugiardo. Essendo sintomo di tensione e concentrazione, distinguendosi come un indicatore del fatto che il bugiardo pensi più intensamente nei momenti di pressione che lo sottopongono a sentimenti ansiogeni. Detto questo, è innegabile che anche un segnale così esiziale come questo può rivelarsi insidioso in quanto le persone potrebbero incorrere in stati d’ansia e pensare più ardentemente ai dettagli anche nelle circostanze in cui si trovano a dover difendere la propria innocenza.

  1. CONTATTO OCULARE

DePaulo ha constatato la tendenza tipica del bugiardo ad evitare un contato visivo nell’istante in cui cerca di appigliarsi a possibili argomentazioni che lo scagionerebbero. Immaginiamo che siate degli investigatori e stiate interrogando il vostro sospettato riguardo un delitto. Poniamo ora caso che l’interlocutore chiuda gli occhi al momento di fornire la propria confessione. Un semplice gesto come quello di abbassare le palpebre potrebbe da un lato che stia ancora mentendo, ma dall’altro anche che l’ansia rispetto alla dichiarazione si sia dissipata – magari perché è consapevole della vostra totale mancanza di prove schiaccianti che potrebbero farlo risultare inconfutabilmente colpevole.

  1. DIFFERENZE E INCONGRUENZE NEI COMPORTAMENTI

Sembra così strana. Conosco la mia ragazza/sorella/moglie/madre come le mie tasche e sono certo che il suo comportamento è strano, non è da lei”. Spesso si è portati a ritenere che basti conoscere una persona intimamente, nei suoi gesti e nei suoi comportamenti quotidiani, per rendere evidente e lapalissiana un’eventuale menzogna da parte sua e smascherarne un comportamento non sincero. Ma, ahimè, non è così, anzi, esattamente l’opposto!quando si diventa amici, amanti o genitori, è come se si cadesse in uno statoRiconoscere Un Bugiardo di cecità e obnubilamento del pensiero”, afferma Ekman. Nel suo Oltre la soglia dell’inganno (Behind the Door of Deceit), DePaulo descrive quanto risultato dalla sua ricerca, dimostrando come, in certi casi, un perfetto estraneo possa accorgersi con maggior lucidità di un bugiardo rispetto al partner di colui che mente.

Se queste prove evidenti non sono così evidenti, come è possibile smascherare un bugiardo?

Ekman argomenta che la chiave risieda nel rintracciare delle sottili, rapidissime o minuscole micro-expressioni espressioni che vanno e vengono così rapidamente nella mimica del volto umano che, in circostanze normali, non verrebbero notate, a meno che non si manifesti un’intenzionale attenzione. Ekman procedette concentrandosi verso il grado zero di queste microscopiche espressioni nell’istante relativo al concepimento di un sistema di codifica per i movimenti dei muscoli facciali (una parte integrante della sua ricerca, infatti, prevedeva la stesura di una lista completa di espressioni facciali). Dall’esame delle registrazioni emerse come esistano dei movimenti talmente rapidi da occupar un ventesimo di secondo. Queste velocissime, solitamente non visibili espressioni, sostiene l’esperto, tendono a rivelare le emozioni che il soggetto desidera nascondere.

Ekman fornisce un esempio, invitando ad immaginarsi nei panni della moglie della vittima di un assassino. Al momento dell’interrogatorio avanzato dalla polizia, la signora potrebbe manifestare una sincera collaborazione, ma alcuni rapidissimi cenni di rabbia sulle micro-espressioni del suo volto potrebbero lasciar trapelare un sentimento di rabbia in concomitanza con determinate domande. Sarà arrabbiata perché la domanda la costringe a mentire? Proviamo ora ad immaginare che la donna si lasci scappare un velocissimo sorriso. Sarà un ghigno di trionfo per averla fatta bere agli agenti?

D’altro canto, la lotta per celare le sue emozioni rientra appieno tra i comportamenti imposti dalla consuetudine e dalla norma sociale. Potrebbe nutrire del risentimento e della rabbia nei confronti della polizia che irrompe in un momento così delicato della sua esistenza violando la sua privacy. Potrebbe sorridere al nostalgico pensiero del marito, al riemergere dei ricordi felici che la sua mente passa in rassegna, immaginandosi ancora mano nella mano con il suo defunto marito.

È possibile imparare a riconoscere ed interpretare questi segnali in tempo reale – secondo Ekman si acquista dimestichezza con l’abilità interpretativa dei segnali manifestati dal bugiardo al seguito di circa cinque giorni di allenamento ed offre dei video educativi per coloro che volessero cimentarsi nel farlo. Le sue cautele rispetto all’attitudine verso un’interpretazione che si affida eccessivamente sull’intuizione per riconoscere un bugiardo si basano sull’inquinamento del giudizio che, inevitabilmente, preconcetti e luoghi comuni imposti dalla società possono implicare. Per questo, lo studioso invita ad aprire gli occhi, piuttosto: anche se non riuscirete mai a diventare come Sherlock Holmes, l’allenamento può aiutare ad “aguzzare la vista”, specialmente per quanto riguarda le micro-espressioni facciali, rapide ma non invisibili. Le sopracciglia sollevate, ad esempio, costituiscono delle manifestazioni di sorpresa. Se solo l’angolo interno di un sopracciglio sale verso l’alto, preparati ad una confessione di tristezza che il tuo interlocutore si prepara a palesare.

Fonte: Paul Ekman Group

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