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Timidezza E Adolescenti: 7 Consigli Degli Psicologi

Timidezza e adolescenti: 7 consigli degli psicologi

Timidezza e adolescenza

7 consigli per i propri figli adolescenti

Con la crescita gli adolescenti diventano poco a poco sempre più preoccupati rispetto alla propria immagine e finiscono spesso con il chiudersi a riccio rifiutando di costruire nuovi rapporti e relazioni.

Come comportarsi? La cosa più intuitiva potrebbe essere di incoraggiarlo verso l’apertura, ma la risposta coinciderà quasi sicuramente con un rifiuto.

Allora si proverà a chiedergli cosa ne pensa di una festa, ma anche in questo caso, probabilmente, la sua reazione sarà distruttiva, del tipo “Nessuno organizza più delle feste”. A questo punto il sentimento del genitore che tenta di approcciarsi al proprio figlio adolescente sarà di sconforto e porterà a domande riguardo l’effettiva “vecchiaia” dei suoi suggerimenti.

Randy Hyde, psicologo infantile da 30 anni, sostiene che gli stessi principi di gentilezza e generosità possano essere applicati nelle relazioni, anche in quelle tra adolescenti.

Di seguito sono elencate alcune tecniche studiate per aiutare i genitori a fornire un valido supporto ai propri figli nel superamento della timidezza.

1. Anche gli altri condividono la stessa insicurezza

Potrebbe essere costruttivo aiutare i propria figli adolescenti a comprendere che non è il solo a provare la sensazione di insicurezza, spiegandogli che si tratta di un sentimento comune ai propri pari.

“I ragazzi affrontano un periodo in cui si trovano disorientati nel percorso di scoperta del sé e si instaura un meccanismo di strenua competizione tra pari” sostiene Hyde e conclude affermando che gli adolescenti vogliono “sentirsi tenaci, forti, autonomi”.

Sfortunatamente tra gli adolescenti è comune l’idea che gentilezza e debolezza coincidano dunque evitano la prima per confutare la seconda. Non vogliono apparire vulnerabili e optano spesso per la strada della protezione tramite la repulsione comportandosi in maniera distaccata evitando l’approccio amichevole.

È utile aiutare l’adolescente a comprendere che se gli altri non si rapportano con lui in maniera gentile, il problema non risiede affatto nella loro personalità. Altri ragazzi potrebbero perfino mostrarsi impauriti dalla possibilità di subire un rifiuto, così trovano più semplice indossare una corazza sicura. Incentivare l’adolescente a prendere coscienza dell’esistenza di altri ragazzi che provano le stesse sensazioni lo aiuterà a sentirsi meno solo nella sua lotta personale verso l’accettazione.

2. Un modello di forza e gentilezza

Dal momento che gli adolescenti spesso temono di apparire deboli se si dimostrano gentili, secondo Hyde per i genitori diventa fondamentale persuaderli del fatto che “il potere e la forza derivano dall’empatia e si coltivano con la gentilezza e la comprensione”.

I grandi leader come Jimmer Fredette e Thomas S. Monson sono sicuramente degli esempi di forza misurata e, al contempo, di generosità e gentilezza. Sempre stando alle parole di Hyde “quando un adolescente incontra qualcuno che adotta un approccio gentile, caloroso e genuino, questa persona farà breccia in lui”.

I genitori devono insegnare ai propri figli adolescenti che la gentilezza crea forza e che anche loro, mostrandosi gentili, possono apparire anche più forti.

3. Fai pratica di gentilezza e sostegno

Dimostra a tuo figlio adolescente quanto sia bello costruire delle relazioni positive con gli altri ed invitali a fare pratica in famiglia essendo gentili con i vari membri.

Hyde suggerisce di proporre loro delle affermazioni come: “ti stanno proprio bene i capelli così pettinati” che potrebbero significare tanto per un fratello o una sorella, fino a dare una svolta alle reciproche giornate.

Gli adolescenti tendenzialmente non ricevono molti complimenti, dunque le parole d’affetto acquistano maggiore pregnanza in virtù della loro rarità. A parere di Hyde, gli studenti delle medie ricevono 12 commenti negativi in media per ogni songolo commento positivo – una proporzione che peggiora a scuola, luogo in cui gli adolescenti subiscono 18 commenti negativi per ogni complimento.

“Gli adolescenti sono come dei vasi da riempire” dice Hyde. “Basta un pizzico di gentilezza, un po’ di calore ed il gioco è fatto. I risultati saranno semplici e miracolosi gli effetti”.

Quando Hyde era adolescente non provava grande affinità nei confronti di suo fratello. Una sera stava tranquillo nella parte inferiore del loro letto a castello domandandosi perché a lui fosse spettato il piano superiore. Ma proprio mentre se ne stava ad arrovellarsi sentendosi scoraggiato sentì una voce dire: “Stiamo per perdere tuo fratellino. Sei l’unico che può salvarlo”.

Il giorno dopo Hyde saltò le sue lezioni per andare a fare il tifo per suo fratello alla partita di baseball della scuola. Quando suo fratello lo vide gli disse chiese cosa ci facesse e lo invitò ad andarsene brutalmente.

Hyde, però, non aveva intenzione di demordere e quando suo fratello cominciò con la prima battuta si trasformò nel “più accanito sostenitore del mondo”. Iniziò a gridare a squarciagola fino ad infastidire gli spettatori accanto a lui. Ma a partita conclusa vide suo fratello avvicinarsi e, senza dire una parola, lo abbracciò.

“Da quel momento niente era come prima. Tutto cambiò a diventammo migliori amici” racconta Hyde.

Sostenere gli altri è un’ottima maniera per costruire delle relazioni di solida amicizia.

4. Trova la tua sicurezza nel dimostrare affetto

Se tuo figlio adolescente trova difficoltà nell’acquisire sicurezza in se stesso, la strategia più rapida ed efficace consiste nell’invitarlo a sostenere ed offrire il suo affetto agli altri. Il noto psicologo Carl Rogers afferma che mentre l’amore è critico per la salute emotiva, donare affetto al prossimo consente di acquisire una sicurezza in se stessi tre volte superiore rispetto a quanto non accada ricevendolo.

Allo stesso modo Hyde invita gli adolescenti a riflettere sul proprio stato d’animo dopo aver mostrato affetto verso il prossimo. Si sentiranno di certo meglio con se stessi e più forti.

5. Sorridi e tieni il contatto visivo

Ricorda a tuo figlio adolescente l’importanza del sorriso. Stando a Hyde, infatti “la ricerca conferma che la migliore arma di attrazione dell’essere umano è il sorriso”.

Anche se uno sconosciuto ti passa accanto per i corridoi della scuola, continua a sorridere. Potrebbe ricambiare e questo farebbe sentire meglio e più forti entrambi.

Ma in cosa consiste il potere alchemico del sorriso? Hyde spiega che “si tratta di un gesto istintivo ed universale che tratto verbalmente coincide con una dichiarazione di benessere nei confronti del prossimo”.

“Dal momento in cui le persone necessitano di sentirsi importanti e manifestano un innato bisogno di accettazione da parte degli altri, il contatto visivo può rivelarsi una delle forme di comunicazione più espressiva verso il prossimo” sostiene Hyde. “Sorridendo è come se si esprimesse il concetto della reale sintonia con il proprio interlocutore”.

6. Sii curioso e coinvolgi tutti

Hyde suggerisce agli adolescenti di rivolgere delle domande ai propri pari del tipo “Cosa ti piacerebbe fare da grande?” o “Hai visto Mazerunner?”. Simili quesiti aiutano a creare un senso di comunità ed una volta trovati interessi affini diventa più facile creare dei legami.

Mentre gli adolescenti spesso tendono a chiudersi all’interno di un singolo gruppo chiuso, Hyde sostiene che potrebbero allargarlo e renderlo impermeabile a nuove influenze consente all’autostima di consolidarsi ed accrescersi.

Quando Hyde era uno studente al secondo anno delle superiori faceva parte di un gruppo molto ristretto ed elitario in cui non era consentito alcun accesso agli esterni. Lui ed i suoi amici erano molto popolari, tuttavia, nonostante gli piacesse trascorrere il so tempo in loro compagnia, nutriva un forte desiderio di interagire anche con gli altri.

“Ad un certo punto presi una decisione: fare amicizia con chiunque – i duri, i simpatici, specialmente i solitari, i secchioni, gli sfigati… e da quella presa di posizione avvenne una svolta nella mia vita” confessa Hyde. “Se mi capitava di incontrare qualcuno che passava da solo, sentivo come l’istinto di andarci a parlare ed essere gentile con lui”.

Fu molto sorpreso dei risultati ottenuti alle elezioni che lo videro trionfare come rappresentante di istituto, potevano apparire contrari a tutti i pronostici dal momento che il suo avversario era un ottimo atleta molto popolare, per giunta. Ma Hyde era a amico di tutti e questo lo premiò.

7. Impara a gestire gli interlocutori più ostili e superbi

Talvolta potrebbe sembrare che la gentilezza non sia una qualità molto apprezzata dagli altri adolescenti. Dopo aver trionfato alle elezioni d’istituto, una delle sue amiche si rivolse a lui domandandogli: “E allora? Hai ancora intenzione di rimanere mio amico adesso?”. Fu in quell’istante che realizzò come potesse sentirsi spaventata dalla sua improvvisa popolarità “formalizzata” e dall’idea di poter perdere la sua amicizia. Hyde capì allora come fosse necessario comportarsi con lei, in quel momento, comprese quanto fosse importante riuscire ad essere perfino più gentile con lei per infonderle sicurezza ed aiutarla ad affrontare la sua scarsa autostima.

Hyde sottolinea che quando ci si prodiga in sinceri complimenti verso il prossimo, non sempre si riceve un riscontro altrettanto positivo. Anzi, spesso si stenta addirittura a ricevere un ringraziamento. Ma demordere non serve a nulla.

“Il Salvatore curò 10 lebbrosi e da 9 di loro non ricevette alcun un ringraziamento… uno tornò in dietro per dirgli grazie. A volte bisogna fare certe cose solo perché è giusto farle, perché consentono di crescere e migliorare” conclude Hyde.

Fonte: KSL.com

Articolo pubblicato da Becky Blackburn, KSL, il 10 novembre 2014,  tradotto da Silvia Tramatzu e consultabile cliccando qui.

Antonio Fresco

 

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Foto tratta da huffingtonpost.com

 

This Post Has One Comment
  1. Mio nipote di 14anni ha sempre frequentato le scuole con ottimi risultati ,ma scegliendo il liceo lui si è chiuso in se stesso al punto da apparire per i suoi docenti un ragazzo imbranato !.Mia figlia a suo parere dice che il tipo di scuola non è adatta per lui è da qui lui non dialoga più con nessuno ( nemmeno con i nonni che l’hanno cresciuto) lui non vuole cambiare scuola è come ammettere una sconfitta da parte sua .Premetto che alle medie aveva tantissimi amici ed era molto considerato dai prof.( Scuola privata cattolica ) ma l’ambiente nelle scuole pubbliche e’ molto diverso nn c’è dialogo con i genitori . Mia figlia è preoccupata .
    Cordiali saluti

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