skip to Main Content
Il Sonno: Il Nostro Medico E Psicologo Personale

Il Sonno: il nostro medico e psicologo personale

Come funziona il sonno?

Il sonno rappresenta un bisogno primario per l’essere umano almeno quanto l’alimentazione; permettere di ricaricare le batterie, di ristabilire un equilibrio psico/fisico, di accelerare i meccanismi di guarigione fisica e promuove l’elaborazione di esperienze ad alta emotività percepita e la loro integrazione nella nostra storia narrativa.

Quest’ultima caratteristica del sonno è tipica della fase REM durante la quale nascono i sogni e che è riconoscibile grazie ad un lieve ma frequente movimento oculare che può essere facilmente osservato nel soggetto dormiente.

Infatti la tecnica psicoterapeutica EMDR, riconosciuta universalmente come la più efficace per la cura del disturbo post-traumatico da stress e per intervenire sul disagio provocato da intense e/o frequenti esperienze traumatiche, consiste proprio nella promozione di movimenti oculari volontari simili a quelli spontanei generati durante il sonno REM.

Ma come funziona il sonno? Procede per stadi:

Ipnogramma-normale

–      Stadio 1: quando avvertiamo quella piacevole sensazione di torpore e sonnolenza prima di addormentarci.

–      Stadio 2: l’inizio del sonno vero e proprio.

Durante i primi due stadi l’attività psicofisica si riduce progressivamente, i muscoli si rilassano, il battito cardiaco diminuisce come la frequenza respiratoria ma risulta ancora facile essere risvegliati, per esempio da un rumore; per questo tale periodo è denominato sonno leggero.

–      Stadio 3 e Stadio 4: denominati stadi del sonno pesante a causa del fatto che un risveglio per agenti esterni è meno probabile, prevedono la riduzione al minimo delle funzioni vitali; si differenziano per una diversa produzione di tipologie di onde cerebrali.

Giunti allo Stadio 4 si comincia a risalire fino a tornare al sonno leggero e alla fase REM (quando sogniamo) dove il cervello si riattiva quasi a livello di quando si è svegli. Questo ciclo dura circa 90 minuti (per la persona anziana la durata e il processo variano maggiormente) e si ripete diverse volte durante il sonno.

Il passaggio dalla veglia al sonno e viceversa è promosso da differenti segnali fisiologici ed ambientali che funzionano come un orologio che ci fa aver voglia di addormentarci o di svegliarci in modo automatico e spontaneo.

Tale orologio è sincronizzato con la diminuzione della temperatura corporea (che avviene intorno alle 23:00) e con il tramonto e la conseguente oscurità. Quando si ha problemi d’insonnia solitamente l’orologio interno non funziona più bene e sia il sonno che la veglia avvengono in momenti non adatti, come quando si ha problemi a causa di un diverso fuso orario, con la differenza che in quest’ultimo caso tale disfunzione è temporanea.

E’ bene tenere a mente che ogni persona è differente e che durata e qualità del sonno variano da persona a persona. Infatti, se mediamente l’essere umano necessita di circa 7 ore di sonno al giorno, esistono persone che vengono denominate “brevi dormitori” che necessitano di un numero inferiore di ore di sonno; tra di loro si annoverano anche persone famose come Leonardo da Vinci (15 minuti di sonno ogni 3-4 ore), Napoleone (3-4 ore al giorno) e Rita Levi Montalcini (circa 5 ore al giorno); più rari i casi di persone che necessitano 9-10 ore al giorno di sonno. Infine esistono differenze individuali rispetto ai tempi di addormentamento e ai tempi di passaggio tra i vari stadi.

napoleone rita-levi-montalcini-al-microscopio Leonardo-da-Vinci

Il sonno cambia anche con l’età per una sua normale evoluzione. Se un neonato dorme 18 ore al giorno perché è nel pieno del suo sviluppo mentale e fisico, nell’anziano il sonno diventa più corto e leggero poiché generalmente si consumano durante il giorno meno energie fisiche e mentali e si ha pertanto meno necessità di “ricaricare le batterie”.

Nonostante tali modifiche rappresentino la normalità, alcune persone le vivono con preoccupazione e proprio le eccessive preoccupazioni in merito al sonno rappresentano alcuni dei fattori predisponenti all’insonnia.

Nel prossimo articolo fornirò alcuni consigli tratti dalla ricerca scientifica per favorire e agevolare il sonno.

Antonio Fresco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top