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La Psicologia Degli Errori Incredibilmente Stupidi

La Psicologia degli Errori Incredibilmente Stupidi

Recenti Ricerche Scientifiche Dimostrano l’Esistenza di tre Diverse Tipologie d’Errore dopo il quali ti Vorresti Sotterrare

Commettere degli errori è umano. E sempre lo sarà.

Tutti commettono degli errori di tanto in tanto. La storia stessa è colma di esempi che potrebbero confermare questa teoria. La leggenda narra che gli abitanti di Troia accettarono il regalo offerto loro dai Greci: un enorme cavallo di legno che si rivelò fortezza di interi plotoni armati di guerrieri avversari. La torre di Pisa iniziò a cedere inclinandosi ben prima che giungesse al termine la sua edificazione – e non è nemmeno la torre europea più sbilenca. La NASA registrò sopra i video originali dell’allunaggio ed il gruppo di supporto alle elezioni di Richard Nixon venne trascinato nel più grande scandalo politico della storia americana ed internazionale: il caso Watergate. Più di recente il governo francese ha speso 15 miliardi in un equipaggio ferroviario nuovo fiammante salvo poi accorgersi che i treni erano troppo larghi e dunque incompatibili con i binari di circa 1.300 stazioni.

Sbagliare StupidamenteAffermare che si tratti di incidenti stupidi, di errori superficiali, sarebbe tautologico. Sono delle manchevolezze epiche. A livello più concreto, di vita quotidiana, ogni azione umana è volta alla ricerca del successo, dell’approvazione, della scalata sociale: si superano i limiti di velocità, si postano delle frasi o degli status, delle foto compromettenti sui social network e sui propri profili pubblici di cui poi ci si pente. Ma cosa, esattamente fa sì che la percezione che abbiamo della stupidità di tali azioni ci porti comunque a considerarle dicotomiche quando non in conflitto con la cattiva sorte, con il loro inesorabile fallimento? Con la loro cieca ottusità? Con la gravità delle conseguenze? Con le responsabilità nei confronti delle perone coinvolte che possono implicare? La scienza oggi è in grado di fornire delle risposte a queste domande.

Uno studio pubblicato sugli errori stupidi

In uno studio pubblicato di recente sulle colonne della rivista Intelligence, attraverso i termini di ricerca “azioni stupide da fare”, Balazs Aczel ed i suoi colleghi hanno stilato una lista di storie caratterizzate dalla comune caratteristica di avere come oggetto degli errori stupidi raccogliendole da riviste come The Huffington Post e TMZ. Una di queste narrazioni descriveva l’episodio che aveva come protagonista un ladro che fece irruzione in una casa per impossessarsi di una TV, per poi tornare indietro dopo aver realizzato di essersi scordato il telecomando; un’altra raccontava di un delinquente che aveva progettato di rubare dei cellulari, ma li scambiò con dei dispositivi dotati di GPS che fornirono alla polizia la sua esatta posizione e la lista in tempo reale dei suoi spostamenti. I ricercatori si avvalsero poi di un campione rappresentativo composto da studenti perché valutassero in ogni storia la responsabilità gravante sui soggetti coinvolti e la gravità delle conseguenze congiuntamente ad altri fattori.

Tre variabili fondamentali che fungono da caratteristiche primarie e categoriche degli errori stupidi:

Errori stupidi: prima variabile

1) La prima variabile degli errori stupidi si verifica quando un individuo tende a sopravvalutarsi o a sovrastimare le proprie facoltà, come avvenne quando un uomo di Pittsburgh rapinò due banche in pieno giorno senza indossare alcun travestimento nella piena convinzione che il succo di limone sparso sul suo viso lo rendesse invisibile all’obiettivo delle telecamere di sorveglianza. O, per citare quella che probabilmente è diventata il più epocale errore da dilettanti nella storia delle stupidità, come quando Wild Wing degli Anaheim Ducks si buttò a capofitto in mezzo alle fiamme per saltare oltre il muro di fuoco (furono le cheerleaders a salvarlo dalle fiamme e fare in modo di rimetterlo in pista, illeso). “Questa storia di Duck a l’Orange Country non è la storia di un’anatra. s no canard. Un’anatra potrebbe essere licenziata per questo, o subire una retrocessione in rosticceriariporta il New York Times .

Sbagliare è UmanoLa sovrastima immotivata e fuorviante nei confronti di se stessi raddoppia i suoi effetti distorsivi da quello che viene definito come effetto Dunning-Kruger al seguito dello studio effettuato dai sociologi David Dunning e Justin Kruger. Dunning e Kruger chiesero ad alcuni studenti dell’università di sottoporsi ad un test dell’umore, uno di logica, uno di grammatica per poi stimare quale, a parer loro, fosse stato il livello della propria performance rispetto a quello dei propri colleghi. Coloro che ottennero i risultati peggiori collocandosi nel 12° percentile, stimarono le loro prestazioni come appartenenti al 62°. Dal bilancio dei risultati Dunning potè notare come, “i peggiori – e tutti siamo i peggiori in qualcosa – non dimostrarono affatto di essere in possesso di quella lucidità necessaria a comprendere i deficit nelle proprie conoscenze o nelle domande poste loro”. È proprio quando pensiamo di dare il meglio che spesso otteniamo i risultati peggiori.

Errori stupidi: seconda variabile

2) Come dimostrano le cifre attinte da qualsiasi scandalo politico, la seconda variabile degli errori stupidi implica l’impulsività nell’agire e si verifica quando i comportamenti umani sembrano fuori controllo. Nello scandalo tristemente noto come Weinergate, il rappresentante ufficiale degli Stati Uniti Anthony Weiner mandò degli scritti corredati da autoscatti osceni ad una donnaErrore Stupido conosciuta su Facebook. (Dopo aver rassegnato le dimissioni, Weiner non desistette dall’essere coinvolto in faccende virtuali di dubbio gusto ritenendo che sarebbe bastato lo pseudonimo Carlos Danger a proteggere la sua immagine, ma come spesso avviene, divenne preda dell’effetto Dunning-Kruger e la sovrastima delle sue capacità di cybernauta venne tradita numericamente quando alle primarie elettoriali a sindaco di New York ottenne un misero 5%). Più di recente, nel Michigan, il rappresentante di stato Todd Courser, un conservatore del Tea Party, ammise di aver mandato una e-mail anonima ai membri del partito Repubblicano ed ai media in cui dichiarava di essere stato colto in flagrante mentre faceva sesso con un transessuale, con l’intento di creare un’aspettativa circa le possibili rivelazioni su una presunta relazione con la sua collega Cindy Gamrat, tutto in funzione di una campagna di corruzione. Nella registrazione della conversazione segreta effettuata da un membro dello staff, Courser descrisse la sua strategia di corruzione come un “emanazione controllata del mio essere” congegnata per “indottrinare le masse” contro le già minate alleanze.

Errori stupidi: terza variabile

3) L’ultima variante degli errori stupidi prende vita ogni qualvolta si vada incontro a dei lapsus di attenzione – durante quei tipici momenti in cui Homer Simpson esclamerebbe “D’oh”. Probabilmente uno dei peggiori momenti dello sport ed al contempo uno dei migliori esempi tra gli errori stupidi di terzo tipo è quello che ha visto protagonista, nel 1929, la star delle università americane Rose Bowl, dei Roy Riegels che dopo un faticoso recupero di palla corse per 65 yard in direzione opposta rispetto allaErrore meta della vittoria. L’errore di Riegel riuscì a conquistare il vittorioso match che diede la salvezza ai Georgia Tech, segnando una partita decisiva per la squadra. Jim Marshall dei Minnesota Viking, due volte campione di bowling e capitano della squadra, nel 1964 replicò l’errore durante una partita game contro i San Francisco 49ers, portando l’allenatore dei Vikings Norm Van Brocklin ad affermare, dopo partita: “Jim, hai intrapreso l’azione più interessante della partita oggi”.

Le analisi di Aczel e i suoi colleghi inseriscono in questa categoria di errori quelli che generalmente vengono reputati come “meno stupidi”.

Questo è di certo dovuto al fatto che l’errore fa parte dell’essenza stessa dell’uomo ed è dunque, per sua natura, ineliminabile.

Finché continueremo a commettere degli errori saremo umani. Tuttavia una simile ricerca riesce a fornire una panoramica più chiara rispetto ai nostri errori ed alle nostre debolezze, invitandoci a riflettere su quelle che potrebbero essere le vie di intervento che potrebbero aiutarci a sbagliare meno. Inoltre questo studio ci ricorda che sono proprio gli errori ad accomunare, indistintamente, gli esseri umani. Tutti siamo portati a sovrastimare le nostre capacità, a prendere decisioni impulsive ed a commettere delle distrazioni. Una maggiore consapevolezza fa in modo che gli errori sembrino un po’ meno stupidi ed un po’ più umani.

Fonte: The New York Times

Articolo pubblicato da David Z. Hambrick, il 23 febbraio 2016,  tradotto e adattato da Silvia Tramatzu e consultabile cliccando qui.

Antonio Fresco

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