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Benefici Psicologici Del Giardinaggio: Una Ricerca Svedese

Benefici psicologici del giardinaggio: una ricerca svedese

Per le donne che si sono ritrovate a dover ricorrere ad un congedo di lungo periodo dal lavoro per malattia, la giardinaggio terapia può costituire un valido aiuto. Si tratta di una combinazione virtuosa tra le virtù del giardinaggio ed un allenamento alle attività di lavoro che, secondo quanto scaturito da recenti studi, consente di fluidificare ed agevolare il ritorno verso i luoghi di esercizio di una professione.

“Il connubio tra la giardinaggio terapia e assistenza al lavoro risultò benefico ai fini del rafforzamento della salute psicofisica delle donne che si sottoposero al test che riportarono un netto ed incrementale miglioramento nelle capacità di socializzazione ed un’ascesa nei livelli di vitalità. Stando ai dati, dunque, non appare azzardato asserire che la giardinaggio terapia possa rientrare appieno tra le tecniche di riabilitazione rivolte alle donne che desiderano riprendere possesso della loro professione al seguito di un lungo periodo di congedo” afferma Eva Lidén, ricercatrice presso la Sahlgrenska Academy  dell’Università svedese di Gothenburg.

Le donne sono più suscettibili rispetto alle loro controparti maschili e più inclini al rischio di incorrere in malattie croniche che le costringono a richiedere dei periodi di congedo a lungo termine dai luoghi di esercizio della loro professione. Ciò comporta inevitabilmente delle conseguenze negative sia da un punto di vista salutistico sia per quanto concerne l’aspetto economico e professionale. Le ricerche egli studi condotti in merito alle sfide che sempre più donne si trovano ad affrontare e su come possa essere loro fornito un valido sostegno nel fronteggiare queste difficoltà attraverso la riabilitazione al lavoro, allo stato attuale risultano purtroppo pochi e scarsamente approfonditi. Una mancanza sul piano sanitario, questa, che, stando a quanto afferma Lidén, si traduce presto in un vero e proprio problema sotto una prospettiva etica, medica e di parità di diritti.

Per validare la tesi, i ricercatori procedettero con il far convergere due metodi di riabilitazioni di comprovata efficacia: la cosiddetta “riabilitazione verde” (Green Rehab, in inglese) ossia la giardinaggio terapia e quello dell’inserimento al lavoro assistito (Supported Employment).

Una prima constatazione circa l’accrescimento degli standard qualitativi nella vita delle donne prese in esame dimostrò come le donne che si trovano a richiedere un congedo dal lavoro abbiano dei parametri nettamente inferiori rispetto alle loro coetanee all’interno di una determinata comunità. Una differenza ancor più sostanziale che fu riscontrata emerse nel momento in cui si analizzarono il fattore della socialità e quello relativo al benessere psicologico. Ad esempio, prendendo come media standard un indice di 50 per, queste donne arrivarono mediamente a toccare la soglia del 19, rilevazioni e stime che, stando a quanto sostiene Lidén, risultano estremamente basse.

La ricerca coinvolse un campione rappresentativo di donne di età anagrafica tra i 21 e i 62 anni che si sono affidate ad un sostegno economico statale per un arco temporale dall’1 ai 10 anni e la cui diagnosi sullo stato di salute psicofisica riscontrasse qualche forme di invalidità. Il progetto di ricerca fu sostenuto e portato avanti da un gruppo di quattro ricercatori operanti all’interno dell’ambito dei “Green Rehab Gardens”, ossia dei “pollici verdi” e terapisti del giardinaggio che approfondiscono aree terapeutiche attraverso la proposta di percorsi riabilitativi differenti rispetto alla rosa di alternative proposta da professionisti operanti nell’area della terapia fisica, occupazionale e sociale.

Durante un periodo di 114 settimane venne chiesto alle donne coinvolte di lavorare per due giorni o due giorni e mezzo inserite all’interno di diversi progetti sotto la supervisione di un gruppo di psicoterapeuti. Tra gli esercizi che vennero proposti rientrarono esercizi psicologici e allenamento mentale, terapia della riflessione, attività più prettamente fisiche e la pratica del giardinaggio.

Inoltre, all’inizio del processo riabilitativo, le partecipanti incontrarono job coach, ovvero un professionista nell’addestramento alla pratica che preparasse le donne al reinserimento in ambiente lavorativo il quale istruì e supportò le ricerche di impiego delle delle donne offrendo loro un sostegno costante. Per alcune di esse, in effetti, la garanzia di poter usufruire di un mentore guida divenne così fondamentale da protrarsi anche a terapia conclusa.

Il titolo assegnato al documento di ricerca ufficiale fu “Un incontro tra la giardinaggio terapia e l’assistenza al lavoro: un metodo perché le donne in congedo di lungo periodo non smettano di credere in una vita lavorativa” e venne pubblicato dalla rivista scientifica scandinava di terapia Scandinavian Journal of Caring Sciences.

Antonio Fresco

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Fonte: University of Gothenburg, Psychcentral.com

Articolo pubblicato da Traci Pedersen, il 23 ottobre 2015, tradotto da Silvia Tramatzu e consultabile cliccando qui.

Foto tratta da mommaonthemove.ca

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