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Basta Procrastinare

Basta procrastinare

Basta procrastinare: il futuro è adesso

Al seguito di una serie di studi, i ricercatori dell’Università della California Meridionale sono pervenuti ad una scoperta che potrebbe cambiare la vita delle persone inclini al temporeggiamento attraverso l’attuazione di una formula comportamentale piuttosto elementare.

La tecnica consisterebbe nel convincersi che “il poi infondo è ora” ed assumere l’attitudine mentale di coloro che vivono il futuro ancorati nel presente.

Daphna Oyserman, Ph.D. e ricercatrice capo della ricerca afferma infatti: “Semplificando potremmo affermare che, da quanto emerso dagli studi, nel momento in cui il futuro non viene percepito come qualcosa di imminente, per quanto importanti possano essere gli eventi che prospetta, il soggetto non è naturalmente portato a impegnarsi seriamente ai fini del raggiungimento dei propri obiettivi”.

La studiosa, avvalendosi della collaborazione del Dott. Neil Lewis Jr. dell’Università di Michigan – anche coautore dello studio – dopo aver proposto una serie di scenari differenti è stata in grado di appurare in che modo la sensazione del futuro come imminente risultasse accresciuta negli individui inclini a pensare ai propri obiettivi e relative scadenze temporali secondo un parametro giornaliero, cosa non altrettanto vera per coloro che proiettavano le proprie deadline in termini mensili o annuali.

I risultati dello studio hanno portato Oyserman a poter asserire che accelerare la percezione del tempo nel qui ed ora non solo porterebbe ad avvertire il futuro come più vicino, ma sarebbe la strategia ottimale per indurre gli individui a portare a termine in meno tempo i propri propositi. Afferma infatti Oyserman: “Quando si pensa in maniera più granulare e frammentata, quando si suddivide il tempo in giorni piuttosto che anni, si è portati a sentire che ciò che dovrà essere è già qui”. E prosegue: “Se si entra nell’ottica della scadenza entro l’oggi piuttosto che in una data indeterminata nel proprio calendario, sicuramente quel dato compito non verrà rimandato“.

Quanto i ricercatori possono oggi confermare è frutto di una serie di studi che nella prima fase d’analisi vide coinvolti 162 individui campione ai quali venne chiesto di immaginare se stessi alle prese con i preparativi di eventi futuri come un matrimonio o una presentazione di lavoro. Nella fase successiva venne loro richiesto il momento in cui prospettavano si sarebbe svolto l’evento programmato in concreto.

Ai partecipanti venne poi avanzata un’ulteriore richiesta consistente nel dichiarare la forma temporale nella quale pensavano alla scadenza, ossia tra giorni, mesi o anni. Dal test emerse una distinzione netta tra coloro che pensavano all’evento basandosi su parametri di scansione temporale giornalieri e il gruppo campione composto da individui che prevedevano il loro evento come avente luogo tra mesi o anni in quanto l’attualizzazione mentale del progetto per i primi avrebbe avuto luogo in media ben 29.6 giorni prima.

Successivamente venne condotta una seconda fase di ricerca che consentì agli studiosi di sondare il senso del tempo ed esaminare se effettivamente quest’ultimo influisse in qualche maniera nella realizzazione di progetti a lungo termine. Per comprendere meglio le dinamiche della percezione temporale umana venne chiesto ad oltre 1.000 soggetti in quale frangente della vita, a loro avviso, sarebbe stato opportuno cominciare a mettere da parte un fondo monetario dedicato agli studi accademici o al pensionamento postulando che l’università avrebbe avuto inizio dopo 18 anni o 6.570 giorni e la pensione sarebbe giunta dopo 30/40 anni o 10.950/14.600 giorni.

Dati alla mano, i ricercatori trovarono che gli individui che pensavano ad una linea temporale scandita in giorni andavano a comporre il gruppo campione di color che avrebbero previsto di risparmiare quattro volte prima il loro denaro per l’investimento futuro rispetto ai soggetti restanti inclini al pensiero temporale suddiviso in mesi o anni.

Come prova inconfutabile di quanto scoperto dalle analisi sul campione vennero poi intrapresi studi dai quali emerse chiaramente come l’importanza dell’investimento a lungo termine risultasse generalmente fondamentale; solo per coloro ai quali venne chiesto di pensare alla data d’inizio università o pensionamento in termini di giorni anziché di anni risultarono più predisposti a risparmiare nell’immediato.

Secondo Oyserman, infatti, il segreto per una pronta iniziativa risiede nella concezione di un tempo suddiviso per giorni, strategia che porterebbe autonomamente il soggetto ad agire, nel caso specifico, preferendo rinunciare alla soddisfazione immediata e superficiale nel presente in favore della creazione di un fondo da investire nel futuro per una soddisfazione a lungo termine.

Lo studio sulla percezione temporale e la relativa risposta comportamentale (per smettere di procrastinare) è stato reso pubblico nella rivista Psychological Science.

Fonte: Università di California

Articolo di Rick Nauert Ph.D, tradotto da Silvia Tramatzu dall’originale visionabile a questo link.

Antonio Fresco

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