Scatena la lingua: l’effetto del sesso nella scoperta di sé

Il sistema comportamentale legato al sesso si è evoluto con la specie per assecondare gli atti riproduttivi.

La strategia principale per raggiungere tale obiettivo consiste nella fase di approccio ad un partner potenzialmente fertile. Ciò implica anche un passaggio fondamentale, quello della persuasione affinché quest’ultimo si convinca a fare sesso e ad intraprendere una relazione basata sull’unione anche genitale.

Tuttavia, gli umani specialmente durante il periodo infantile e di sviluppo possono essere molto vulnerabili. Proprio per questa ragione, nei contesti ancestrali, i potenziali partner avevano la necessità di trascorrere un lasso temporale insieme che potesse essere sufficiente a coprire il periodo di sviluppo, in particolare durante la fase di massima vulnerabilità in modo tale da aumentare le possibilità di sopravvivenza sia durante la fase di sviluppo che, conseguentemente, la percentuale positiva di successo durante la fase riproduttiva.

Durante il corso dell’evoluzione umana, la pressione dovuta alla selezione naturale, ha prodotto dei meccanismi capaci di mantenere l’attaccamento reciproco tra partner sessuali per un frangente temporale più o meno esteso, fornendo delle motivazioni necessarie a mantenerli impegnati ed attivi nella relazione e spingendoli ad investire la propria esistenza in comportamenti di cooperazione genitoriale al seguito della messa al mondo della prole.

Molte caratteristiche della sessualità umana suggeriscono come il sistema sessuale sia stato “sfruttato” dal processo evoluzionistico proprio per favorire questa funzione.

Gli umani, ad esempio, mostrano la tendenza a fare sesso privatamente ed a dormire insieme subito dopo l’atto. Gli esseri umani, inoltre, praticano sesso molto spesso nella posizione “del missionario” che, al contrario della posizione sessuale più tipicamente associabile al resto del mondo dei mammiferi (ad esempio canina), consente ai partner di mantenere il contatto visivo durante il rapporto.

Questi ed altri comportamenti simili comportano un contatto molto stretto con il partner sessuale perché possa crearsi un clima di intimità più profondo tra gli attori, così da caldeggiare un attaccamento duraturo e creare dei legami solidi tra loro.

Nonostante dalla letteratura si evinca nel sesso un ruolo contributivo a livello di attaccamento tra partner e relativo mantenimento del legame, solo pochissimi casi di studio possono essere ricondotti a quella categoria di analisi sul sesso che si focalizzano sulla possibilità che l’attivazione del sistema sessuale influisca sulla motivazione che spinge gli esseri umani a impegnarsi in relazioni non legate al sesso basate su comportamenti non sessuali. Uno studio pubblicato di recente sulla rivista Bollettino della personalità e psicologia sociale (Personality and Social Psychology Bulletin) ha indagato sul legame tra qualità del sesso o la predisposizione ad esso e la possibilità di aumentare l’uso di strategie che siano in grado di favorire lo sviluppo relazionale.

Tre studi differenti, inoltre, hanno esaminato la connessione tra l’esposizione di alcuni soggetti a degli stimoli sessuali (impliciti o espliciti) e la motivazione che avrebbero instillato nel rivelare informazioni personali ad un potenziale partner romantico ed hanno esplorato il tema della scoperta di sé legato all’incremento del desiderio dei potenziali partner di avere interazioni future con la stessa persona. In tutti gli studi i partecipanti vennero esposti a stimoli di rimando al sesso (Vs stimoli neutri) ed istruiti alla scoperta di sé verso un estraneo di sesso opposto proposto come opzione potenzialmente romantica.

Nel primo studio i partecipanti eterosessuali vennero esposti in maniera subliminale (senza fare appello alla loro coscienza vigile) a stimoli sia legati al sesso che neutri. In maniera più specifica, per verificare i livelli di compatibilità con il resto dei partecipanti, ai tester venne chiesto di indicare le proprie preferenze in termini di venne detto di cibo, abbigliamento e luoghi d’incontro per un appuntamento con lui o con lei (ad esempio relative al colore dei vestiti: blu o nero; al luogo: bar o ristorante). Prima di ogni coppia di opzioni, i partecipanti vennero sottoposti sia a degli stimoli legati al sesso (un nudo attraente, un uomo sdraiato mostrato verso l’alto per le partecipanti donne; una donna attraente, nuda ed in ginocchio fotografata di schiena per i partecipanti uomini) sia a stimoli neutri, almeno in apparenza, che vennero presentati in maniera subliminale. A questo punto, i tester scoprirono attraverso un messaggio, di essere invitati ad un appuntamento con uno sconosciuto di sesso opposto. I giudici ed i partecipanti valutarono il livello con il quale le informazioni personali venivano rivelate durante l’interazione. I risultati rivelarono come il solo fatto di pensare al sesso, anche senza esserne pienamente coscienti, fungesse da facilitatore nella scoperta si sé.

Nel secondo studio vennero replicate gli stessi risultati in condizioni relativamente realistiche e naturali. I partecipanti guardarono sia filmati di natura erotica legati al sesso (una scena del film Peccato Originale – Original Sin nella quale gli attori Antonio Banderas e Angelina Jolie fanno sesso) sia un film più neutro sul comportamento dei gatti. In seguito, ai partecipanti venne chiesto di rivelare un episodio imbarazzante della propria vita personali ad un altro tester durante un’interazione faccia a faccia.

Lo studio numero tre venne allestito per corroborare e supportare con delle prove empiriche il fatto che puntare sul sesso piuttosto che sulle relazioni costituisce un sistema capace di incrementare la scoperta di sé con uno sconosciuto e, a sua volta, la motivazione necessaria a spingere i partner ad intraprendere un rapporto basato sul comportamento relazionale. Per far ciò, i partecipanti guardarono dei video nei quali comparivano delle coppie impegnate ad interagire sia sessualmente o in intimità, ma non con scene di sesso esplicito e vennero invitati a rivelare attraverso un messaggio un episodio imbarazzante della propria vita ad uno sconosciuto di sesso opposto facente parte del gruppo di tester. Al seguito di questa interazione, i partecipanti valutarono il livello di auto-rivelazione nei confronti dell’altro partecipante e riportarono se e come sarebbe stato loro gradito avere un primo appuntamento con lui o lei.

In generale, i risultati degli studi indicarono come l’attivazione del sistema sessuale incoraggi la scoperta di sé, una strategia legata al sesso che consente alle persone di diventare unite e di conoscersi e scoprirsi e diventare più legati ad un partner potenziale.

La scoperta di sé, a sua volta, incrementa ulteriormente il desiderio dei confronti del partner potenziale e pone le basi per lo sviluppo di una relazione. La condivisione di aspetti di sé privati con un altro individuo è una maniera ben documentata nelle interazioni tra adulti per incrementare l’intimità interpersonale e corroborare lo stabilirsi di solide basi per una relazione. La presente ricerca suggerisce che l’attivazione sessuale facilita questo processo, come accade quando due sconosciuti si incontrano, l’interesse legato al sesso determina il livello con il quale le informazioni personali saranno rivelate durante la loro interazione: un interesse sessuale destinato ad accrescersi nei confronti di un potenziale partner è direttamente proporzionale alla propensione verso la scoperta di sé, laddove una mancanza di interesse sessuale la disinibisce.

 

Antonio Fresco – Psicologo a Milano

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Fonte: Science of Relationships

Articolo pubblicato da Prof. Gurit Birnbaum, pubblicato il 28 marzo 2017,   tradotto e adattato da Silvia Tramatzu e consultabile qui.

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