Tutti i motivi per cui è meglio un appuntamento con il tuo migliore amico.  

Essere il migliore amico di qualcuno è un grande affare – almeno perché non si rimane legati alla catenina del “migliore amico” per nessuno.

Avere un una relazione con un compagne che è anche in grado di vestire i panni del migliore amico sembra descrivere uno scenario perfetto. Con un compagno che è anche migliore amico si ottiene il meglio di ciò che i due pronomi comportano e descrivono, si ha, insomma, qualcuno con cui ridere, condividere la propria vita e rilassarsi. Se si fa caso alle coppie celebri del mondo dello spettacolo come Ashton Kutcher e Mila Kunis, o Leslie Mann e Judd Apatow, non solo sembrano essere perdutamente innamorate, ma paiono perfino godersi la vita e la quotidianità insieme.

Quante persone hanno provato la sensazione di sentirsi così bene da aver raggiunto questo tipo di vita di coppia ideale? E gli psicologi confermeranno che questo è un nuovo paradigma che si è venuto a creare nella società moderna ed al quale una coppia dovrebbe puntare?

Ciò che si legge di seguito è il risultato di quanto emerso con l’aiuto della Monmouth University Polling Institute in merito alla vita di coppia ed alla bellezza di condividere una relazione romantica con il proprio miglior amico.

Quante coppie hanno una relazione due-in-uno con il proprio partner – migliore amico?

Per darci un’idea di quante coppie che basano la propria relazione sull’amicizia ci siano, è stato condotto un esperimento: a 801 soggetti campione di età adulta, residenti negli Stati Uniti d’America, è stata posta la seguente domanda? “Credi che il tuo partner sia anche il tuo migliore amico o attribuisci tale nome ad un’altra persona?”.

Tra gli adulti attualmente impegnati in una relazione romantica, la grande maggioranza (l’83%) considera il proprio compagno anche come migliore amico. Per coloro che risultano attualmente sposati, la percentuale sembra essere perfino più alta.

Uomini e donne sembrano raggiungere un punteggio paritario, mentre tra i soggetti più giovani la percentuale di coloro che vedono il proprio partner anche come migliore amico appare leggermente inferiore rispetto al campione più anziano.

I numeri totali derivanti dal recente sondaggio hanno oscurato i precedenti risultati sortiti dal test condotto su coloro che reputano il proprio compagno un migliore amico. Nello studio in materia risalente al 1993, solo il 44% degli studenti della scuola superiore avrebbero indicato il proprio partner come migliore amico. La differenza sostanziale tra le il rapporto migliore amico/amante – praticamente raddoppiata nell’ultimo ventennio, potrebbe risiedere semplicemente nei dati pubblicati derivanti dal campione di studenti liceali.

Ma le aspettative attuali rispetto ad una relazione si sono decisamente evolute durante gli anni passati. Rispetto alle generazioni precedenti, le donne e gli uomini eterosessuali sembrano più propensi ad attribuire al proprio compagno un ruolo paritetico e di amicizia, che va oltre il contesto romantico. Una volta instaurata una coppia, si tende a cercare sempre più un rapporto basato sullo spirito egualitario, sulla parità dei ruoli e la divisione dei compiti . Si cerca uno standard più elevato per le nostre relazioni rispetto a quanto non accadesse nei decenni passati.

Nello specifico, nelle attuali relazioni di coppia ci si aspetta che lo stare insieme contribuisca alla crescita ed alla maturazione personale ed aiuti il singolo a raggiungere, insieme al partner, i propri obiettivi.

Ad esempio, il partner dovrebbe fornire supporto al compagno nel renderlo una persona migliore insegnandogli nuove cose come la ricetta perfetta per una creme brulée, portandolo in nuovi posti meravigliosi tutti da scoprire ed aprendo i suoi occhi a nuove prospettive come quelle legate ai benefici di una dieta vegana. Nonostante queste aspettative di crescita possano plausibilmente rendere il peso di una relazione decisamente più oneroso per le responsabilità che comportano, i ricercatori sostengono che le moderne relazioni siano all’altezza del ruolo ad esse attribuito. In effetti, l’idea che una relazione possa aiutare i soggetti a diventare delle persone migliori costituisce ciò che gli studiosi chiamano “il fenomeno dell’espansione di sé”, è di certo aiuto; le relazioni di coppia che consentono ai partner di espandere maggiormente la propria personalità individuale corrispondono anche a quelle che paiono essere qualitativamente più valide.

Per poter raggiungere tutti questi obiettivi di auto-miglioramento, è necessaria la presenza di aspettative (e pretese) maggiori dal proprio compagno rispetto a quanto soleva accadere negli anni passati – e la scelta di un partner che è anche migliore amico potrebbe essere la direzione giusta da intraprendere.

Per meglio comprendere se coloro che considerano un migliore amico il proprio partner si aspettino da lui molto di più, il team dell’Università di Monmouth ha posto ai volontari una precisa domanda: “per una relazione ideale, quanto ci si dovrebbe aspettare che il proprio compagno sia in grado di contribuire alla crescita personale ed all’espansione della propria soggettività?”. I risultati indicano in generale un’aspettativa piuttosto elevata e per coloro che considerano il proprio partner migliore amico risulta essere perfino più elevata.

Di certo, mentre i soggetti possono aspettarsi di più, ciò non di traduce automaticamente in migliori risultati. Poniamo questo paragone: desiderare semplicemente uno stipendio migliore, non significa ottenerlo come diretta conseguenza.

Un compagno – migliore amico è un partner migliore?

Abbiamo analizzato se una relazione basata su compagni che considerano il partner migliore amico siano effettivamente migliori. Per farlo è stato chiesto ai volontari quanto fossero soddisfatti della propria relazione – decisamente, molto, abbastanza, non tanto o per niente. Sono stati poi comparati i risultati di coloro che affermano che il proprio partner è anche il migliore amico con le risposte fornite da coloro che considerano tale qualcun altro.

I soggetti che considerano il proprio partner un migliore amico, si considerano decisamente più soddisfatti rispetto a coloro per i quali il migliore amico è qualcun altro.

Tali risultati sembrano avvallare la tesi secondo cui le relazioni basate su un amore più complice – con fondamenta sull’amicizia, sentimenti di affetto, benessere ed interessi condivisi – durino più a lungo e siano decisamente più soddisfacenti. In effetti, l’amore complice è maggiormente associato alla soddisfazione di coppia rispetto a quanto non avvenga nelle relazioni passionali, ossia nel tipo delle relazioni romantiche basate su sentimenti di forte attrazione e coinvolgimento emotivo con il partner.

Un’altra ricerca dimostra come i soggetti impegnati in questa tipologia di relazioni di coppia basate sulla complicità e sull’amicizia sentano di avere un partner molto gradevole e come questa condivisione costituisca una parte integrante se non fondamentale del proprio amore reciproco. Uno studio condotto su 622 individui sposati ha rivelato come coloro che ottennero punteggi più alti nella scala dell’amore basato sull’amicizia riportassero anche una maggiore soddisfazione di coppia, più importanza percepita rispetto al peso della relazione, più rispetto per il proprio o la propria consorte e più stretto legame con quest’ultimo/a.

Più di recente, due studi condotti su circa 400 soggetti impegnati in una relazione, dimostrarono come coloro che attribuiscono più importanza all’aspetto dell’amicizia nella relazione evidenzino anche maggiore coinvolgimento, amore e gratificazione sessuale. Inoltre, porre grande attenzione sull’aspetto legato all’amicizia riduce le possibilità di rottura. L’amore per il proprio migliore amico sembra confermarsi sempre meglio.

Tutti questi benefici sono corroborati dai risultati ottenuti da un esperto di un certo tipo di relazioni: quello delle coppie felicemente sposate da oltre 15 anni. Quando i ricercatori chiesero ad oltre 350 di queste coppie una descrizione dei segreti alla base del successo e della longevità della propria relazione, quante furono le motivazioni? Semplice: al proprio compagno venne attribuito anche il ruolo di migliore amico. La seconda ragione più comune parve essere l’amore per il proprio compagno come persona, un altro aspetto chiave dell’amore basato sull’amicizia.

Perché un compagno migliore amico offre così tanti benefici?

Quanto emerge dagli studi precedentemente esposti dimostra i benefici dell’avere una relazione o sposare il proprio migliore amico perché il rapporto possa acquisire un senso perfino maggiore se si pensa ala bellezza del rapporto che si condivide proprio con un migliore amico. Gli amici amano trascorrere del tempo insieme, prendersi cura vicendevolmente l’uno dell’atra, concedersi fiducia reciproca e sentirsi legati a vicenda. Non è una coincidenza che lo stesso accada anche nelle relazioni romantiche di maggiore successo.

Riconoscendo il parallelo tra il migliore amico ed il partner romantico, è possibile trarre il meglio dall’avere entrambi i tipi di relazione allo stesso livello. In tutto ciò, spesso sembra che gli individui siano inclini a perdonare i malintesi o gli errori del proprio compagno nella relazione, cosa che invece non accadrebbe se si trattasse semplicemente di amicizia. Ad esempio, se un amico si comporta in maniera sgradevole, rozza, ignora i messaggi a lui inviati, è costantemente scontroso, fastidioso, disonesto, polemico, emotivamente instabile, usa nomi offensivi o si rifiuta di avere delle conversazioni costruttive, quanto si sarebbe disposti a rimanergli amico? Se non si è disposti affatto a perseverare nel rapporto di amicizia, dovrebbe essere altrettanto per un partner.

Occorre prendersi del tempo per decidere e ponderare chi sia degno di essere un compagno degno di essere chiamato migliore amico.

Per essere chiari, il punto non è riuscire a convertire un migliore amico in compagno. È lecito non voler correre il rischio di compromettere un’amicizia. Piuttosto i risultati delle ricerche mettono in luce l’importanza di cercare nel proprio partner lo steso standard qualitativo e le medesime aspettative che si ricercherebbero in un migliore amico.

In ultimo, la strada migliore per raggiungere il vero amore, quello che dura per sempre, potrebbe risiedere proprio nell’essere sempre un migliore amico per primo.

 

Antonio Fresco – Psicologo a Milano

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Fonte: Science of Relationships

Articolo pubblicato su The Conversation consultabile qui , dal Dr. Gary Lewandowski  il 14 Febbraio 2017,   tradotto e adattato da Silvia Tramatzu.

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