Psicologia e amore: come smettere di pensare ad un ex ed uscire dal tunnel dei disturbi ossessivo-compulsivi

Un ex rientra tra le “sessioni di ossessioni” quotidiane, causa dei comportamenti ossessivo-compulsivi e non riesci a liberarti del suo pensiero? La psicologia dell’amore può aiutarti a comprendere perché.

 

Se di recente sei stato lasciato/a da un ex e sembra impossibile liberare la mente dal suo costante pensiero; se ti ritrovi a scrivere messaggi, a contare le chiamate o continuare ad arrovellarti sui momento trascorsi insieme, stai manifestando tutti i sintomi che rientrano a tutti gli effetti in quelli comunemente definiti come disturbi ossessivo-compulsivi. Potresti addirittura soffrire di sintomi post-traumatici qualora la separazione con l’ex sia stata particolarmente repentina ed inaspettata [e ciò corrisponde a verità sia per quanto concerne l’universo femminile, sia per quanto riguarda il corrispettivo maschile].

Tali sintomi di disturbo causati da un ex di certo non costituiscono un buon segnale. In primis perché possono interferire in maniera decisamente negativa sul piano lavorativo o scolastico fino ad arrivare ad insinuarsi nelle relazioni interpersonali e corrodere dinamiche familiari. Probabilmente starai pensando ad affogare il dolore dell’ex nell’auto-terapia, se così può definirsi, che porta inesorabilmente alla distruzione alcol o droghe ed abuso di antidepressivi. Se questo pensiero ha sfiorato la tua mente, lascia perdere, non farà che peggiorare le cose facendo deragliare la tua esistenza.

Sì, è vero che il tempo cura tutte le ferite, ma onestamente, chi ha il tempo di aspettare quando ci si sente precipitare, si soffre o si viene licenziati, si perdono gli amici e forse ci si trova addirittura a dover affrontare degli scompensi fisici come gli attacchi di cuore o crisi di salute a causa della dipendenza da sostanze causata dall’ossessione di un ex?

La buona notizia è che le tecniche di auto-medicazione per gli OCD – disturbi ossessivo-compulsivi potrebbero costituire un valido supporto nel percorso verso la luce dopo il buio della separazione da un ex. Ecco come puoi trovare aiuto in te stesso eliminando i pensieri ossessivo-compulsivi ed i comportamenti ad essi correlati.

Immaginiamo che sia una di quelle persone che manifestano il loro dolore con dei disturbi ossessivo-compulsivi legati al mandare costantemente dei messaggi al proprio ex, al controllo costante del cellulare alla ricerca dei sui segnali, o alla compulsione verso l’aggiornamento dei suoi stati sui social network. In questo caso gli elementi principali dei comportamenti legati disturbi ossessivo-compulsivi (che si aggiungono ai pensieri compulsivi sull’ex) si concretizzano nel computer e nel telefono.

Lasceresti che un amico custodisca il tuo telefono ed il tuo computer per un po’? No. Non sarebbe affatto pratico e in realtà staresti solo aggirando il problema, il che non costituirebbe un grande passo avanti.

Anziché chiedere agli altri di “custodire” le fonti materiali dei tuoi disturbi ossessivo-compulsivi, prova a mantenere sempre in vista sia il computer che il telefono, ma cerca di resistere o almeno procrastina e rimanda l’urgenza di mandare messaggi al tuo ex o controllare qualsiasi cosa ti abbia scritto. Resisti o rimanda anche l’urgenza di monitorare ogni suo aggiornamento sui social network.

È un lavoro duro, assolutamente. Potresti bloccare il numero del tuo ex e rimuoverlo dai social network, ma potrebbe non essere fattibile o qualcosa che non vuoi costringerti a fare.

Puoi, tuttavia, scegliere l’opzione “non disturbare” nel telefono, impostandola solo per alcuni contatti, come il tuo ex. Con un telefono di ultima generazione o se possiedi un iPhone, basta andare su Contatti e cliccare l’opzione “non disturbare” sotto le informazioni riguardanti il tuo ex. Lui o lei non saprà mai che hai abilitato questa opzione. Continuerai a ricevere tutti i suoi messaggi e le sue chiamate, cosa che non si verificherebbe se lo bloccassi. Ma l’opzione “non disturbare” non ti consentirà di ricevere notifiche ed il tuo telefono non squillerà o illuminerà ogni volta che (se accade) ti manderà un messaggio.

E che dire dell’istinto di controllare i suoi aggiornamenti di status sui social network con un semplice tap sul telefono? Se non riesci proprio a resistere, prova a ridurre il numero di sessioni di controllo sul tuo ex. Ogni volta che ci riuscirai proverai una piacevole sensazione di padronanza di te stesso/a.

Come sarà possibile ridurre il numero delle volte nelle quali ti ritrovi ad assolvere ai riti legati ai disturbi ossessivo-compulsivi?

Provando a focalizzare l’attenzione verso un’attività alternativa, ad esempio — qualsiasi cosa va bene, ad eccezione dell’abuso di sostanze: naviga nel web (ma non cercare “come far tornare in dietro un ex”) gioca con un video game, scrivi una e-mail ad un amico, riordina i cassetti. Fallo per almeno dieci minuti prima di concederti il beneficio di riavvicinarti al telefono o al computer. Allo scadere dei dieci minuti, prova a fare un esame di coscienza e capire se l’urgenza di chiamare, mandare un messaggio o monitorare gli status del tuo ex è ancora impellente quanto prima. Potrebbe essersi affievolita o addirittura svanita.

Allunga ogni giorno di un po’ i tempi del rimando. O riduci il numero dei messaggi che mandi al tuo ex quotidianamente. Puoi cominciare poco alla volta. Se riesci a rimandare di dieci minuti oggi, fai che domani siano undici. Se hai mandato cinque messaggi al tuo ex, domani mandane solo quattro.

Inoltre, presta attenzione alle circostanze nelle quali ti trovi più incline a cedere alla tentazione di cadere nei disturbi ossessivo-compulsivi legati all’ex. Succede più spesso quando sei fuori o quando stai con gli amici? Quando ti trovi al lavoro? Quando sei solo/a a casa? Quando bevi un bicchiere di vino? Tieni nota mentalmente delle occasioni nelle quali l’urgenza si fa più intensa. Fatto ciò, prevedi ed anticipa le tue stesse mosse e fai del tuo meglio per focalizzarti su n’attività alternativa, o per rimandare l’urgenza o resisterle.

E quando i disturbi ossessivo-compulsivi si fanno più pressanti, scrivi i tuoi pensieri – esattamente per come sono. Se i pensieri compulsivi sul tuo ex sono ripetitivi, scrivili, anche se dovessi ritrovarti ad annotare venti volte la stessa cosa. Continuare a scrivere la stessa cosa costantemente, può realmente costituire un grande aiuto nel rendere i pensieri sull’ex meno invasivi. Non condividere con nessuno ciò che scrivi – e fallo con carta e penna, non digitando, così la tentazione di mandare quanto scritto al tuo ex sarà meno prepotente.

Se riuscirai a fare tutto questo, sarai pronta a programmare le “sessioni delle ossessioni”. Trova un momento di libertà e conserva tutti i comportamenti legati ai disturbi ossessivo-compulsivi sul tuo ex per quel preciso istante – ad esempio, ogni giorno dalle 7 di sera alle 7:30 o anche di più quando sei a casa (l’unico consiglio è quello di evitare che questi momenti siano troppo vicini all’ora del sonno). Le sessioni per le ossessioni dovranno essere interamente dedicate ai pensieri ricorrenti, alle preoccupazioni ai dolori ed a nient’altro. Una volta conclusa la sessione, lascia che tutto scorra fino alla prossima.

Quando un pensiero legato ai comportamenti ossessivo-compulsivi si manifesta fuori dall’orario previsto, convinciti di dover rimandare il momento nel quale verrà preso in causa fino alla prossima sessione. Puoi mantenere attive queste sessioni finché non sentirai di poterne fare a meno.

Nessuno di questo consigli costituisce una cura per un cuore infranto, ma potrebbe ridurre il tempo necessario ad uscire dal tunnel dei comportamenti ossessivo-compulsivi legati ad un ex.

 

Antonio Fresco – Psicologo a Milano

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Fonte: BBC

Articolo pubblicato da Berit “Brit” Brogaard, il 21 ottobre 2016, tradotto e adattato da Silvia Tramatzu e consultabile qui.

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