La rabbia è un’emozione utile

La rabbia è un’emozione primaria (esistono 7 emozioni primarie secondo P.Ekman) provata ed espressa fin dai primi giorni di vita in tutte le culture.

La sua importanza nella sopravvivenza della nostra specie è ben illustrata dalla teoria evoluzionistica (un modello molto usato dallo psicologo) e tutt’oggi si rivela un’utile strumento per aiutarci a raggiungere un obiettivo, superare un ostacolo o riconoscere le cose da cui difenderci.

Allora perché la rabbia, per alcune persone, rappresenta un problema?

Esistono persone che provano rabbia più spesso e più intensamente di altre e che, per questo motivo, pagano un alto prezzo spesso in modo inconsapevole:

  • La rabbia spesso rovina i rapporti, solitamente i più importanti (Kassinove et al., 1997; Averill, 1983)
  • La rabbia deteriora il rapporti in ambito lavorativo o scolastico
  • Provare rabbia oltre una certa soglia diminuisce il livello di performance
  • Provare rabbia frequentemente può generare aggressività e violenza
  • La rabbia può provocare cardiopatie (Sapolsky, 1994)
  • La rabbia, alla lunga, può portare a sperimentare disturbi emotivi, depressione, senso di colpa, perdita del controllo, insicurezza nei rapporti personali e bassa tolleranza alle frustrazioni

Nonostante tali conseguenze negative, paradossalmente l’eccesso di rabbia frequente raramente viene percepito come un problema da risolvere dalla persona che lo sperimenta e solitamente sono le persone che stanno intorno che lo fanno notare e che consigliano un colloquio con uno psicologo.

Migliorare la gestione della rabbia è possibile e porta con sé diversi vantaggi

Esistono numerosi luoghi comuni su come gestire la rabbia, si tratta di consigli poco efficaci e spesso in contraddizione tra loro: per un approfondimento, leggi l’articolo I 5 Falsi miti della rabbia su psicologo Milano.

La psicoterapia cognitivo comportamentale (leggi l’articolo psicoterapia cognitivo comportamentale su psicologo Milano) ha strutturato diversi protocolli, alcuni dei quali molto efficaci, per aiutare chi ha difficoltà nella gestione della rabbia.

rabbia psicologo milanoAlbert Ellis, psicologo e ricercatore, pioniere della psicoterapia cognitivo comportamentale e fondatore della REBT (terapia razionale emotiva comportamentale) ha accumulato numerosi anni di esperienza clinica nell’aiutare chi ha difficoltà nella gestione della rabbia e ha lasciato in eredità un corposo armamentario di tecniche psicoterapeutiche cognitive, emotive e comportamentali.

Tali tecniche sono state inserite nei protocolli cognitivo comportamentali di gestione della rabbia solo dopo averne dimostrato l’efficacia grazie alla ricerca scientifica.

Ecco un elenco di alcune tecniche psicoterapeutiche che si sono rivelate piuttosto efficaci:

  • ABC della rabbia o diario della rabbia per scoprire le convinzioni che promuovono la rabbia
  • Osservazione dei risultati concreti della rabbia
  • Ristrutturazione cognitiva per contrastare le convinzioni che stanno alla base della rabbia
  • Sfida alle attribuzioni rabbiose
  • Intenzioni paradosse
  • Immaginazione razionale emotiva (REI di Maultsby Jr.) e trasformazione delle emozioni negative
  • Training emotivo di Ramsay
  • Training assertivo
  • Tecniche di rilassamento
  • Misure di distrazione non aggressiva
  • Riduzione dei comportamenti che promuovono il mantenimento del problema
  • Assegnazione di compiti comportamentali
  • Gestione dei rinforzi
  • Esposizione all’ostilità (in gruppo)
  • Coinvolgimento in attività costruttive
  • Problem solving
  • Accettazione incondizionata di sé stessi come persona che convive con la rabbia

La psicoterapia cognitivo comportamentale per la gestione della rabbia e le tecniche appena elencate condividono 3 principi fondamentali:

  1. Nonostante i traumi infantili e alcune esperienze del passato rappresentino i presupposti per l’attuale difficoltà a gestire la rabbia, sono le convinzioni (sistema di credenze) attuali che generano il problema attuale ed è su queste che è più utile intervenire.
  2. La rabbia non è generata dalle situazioni ingiuste ma è la persona stessa che, involontariamente, perpetua e ripropone nel presente le convinzioni del passato rinforzandole in vari modi, comportandosi di conseguenza e rifiutandosi di metterle in discussione.
  3. Essere consapevoli dell’origine della rabbia e della natura delle dinamiche che la alimentano è utile e necessario ma senza impegno ed esercizio non si otterranno i risultati desiderati.

Antonio Fresco – Psicologo a Milano 

Foto tratte da tuttejiorg.wordpress.com, youtube.com