A tutti sarà capitato di vivere qualche notte insonne ma non è detto che si tratti di insonnia.

Il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-IV; American Psychiatric Association, 1994), il manuale che lo psicologo di solito usa per fare diagnosi, prevede si possa parlare di insonnia primaria quando il disturbo presenta una durata di almeno un mese e provoca, nell’individuo che ne soffre, disagio significativo e difficoltà nel funzionamento socio-lavorativo a causa delle sue conseguenze diurne (difficoltà di concentrazione, mancanza di energia, irritabilità ecc..).

L’insonnia può essere caratterizzata da difficoltà di addormentamento (insonnia iniziale), da frequenti e prolungati risvegli notturni (insonnia di mantenimento), da risveglio precoce al mattino (insonnia tardiva), o più frequentemente da una combinazione di queste difficoltà (insonnia mista).

Ecco un po di numeri:

  • ne soffre circa 1 adulto su 5 ma oltre i 65 anni la percentuale sale al 40%;
  • le donne che soffrono di insonnia sono circa il doppio degli uomini;
  • un terzo di chi soffre d’insonnia fa uso quotidiano di farmaci mentre il 10% li usa da oltre 10 anni;
  • in Italia vengono spesi per i sonniferi circa 150 milioni di euro all’anno;
  • i disturbi più frequentemente associati sono: ansia per la salute (ipocondria), disturbi d’ansia e depressione;
  • il 74% di chi soffre di insonnia ricorda uno specifico evento associato all’esordio del loro problema (più frequentemente separazione/divorzio, lutto, conflitti familiari o lavorativi, malattia, ospedalizzazione).

Chi soffre d’insonnia e non riceve un trattamento (psicologico, psicoterapeutico o farmacologico) presenta un incremento della vulnerabilità per lo sviluppo di un disturbo depressivo (Ford e Kamerow, 1989), un aumento degli incidenti sul lavoro e dell’assenteismo, ed una generale riduzione dellaqualità della vita (Johnson, e Spinweber, 1983; Kupperman, Lubeck, e Mazonson, 1995; Zammit, Weiner, Damato, Sillup, e McMillan, 1999). Negli anziani con difficoltà cognitive, non ricevere un trattamento relativo all’insonnia è associato ad una più rapida istituzionalizzazione (Pollak, Perlick, Linsner, Wenston, e Hsieh, 1990). Negli studenti universitari invece i problemi d’insonnia si associano ad uno scadimento della performance accademica, ad abuso di alcolici e a un aumento degli incidenti stradali (Jean-Louis, Gizycki, Zizi e Nunes, 1998; Trockel, Barnes e Egget, 2000).

Lo psicologo può valutare la presenza e la gravità dell’insonnia primaria tramite scale standardizzate costruite ad hoc.

 

Dott.Antonio Fresco