Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi (lavarsi le mani, riordinare, controllare), o azioni mentali (pregare, contare, ripetere mentalmente delle parole), il cui obbiettivo è quello di prevenire o ridurre l’ansia o il disagio, e non quello di fornire piacere o gratificazione.

Le compulsioni più comuni comprendono il lavarsi e pulire, contare, controllare, richiedere o pretendere rassicurazioni, ripetere azioni e mettere in ordine.

Nella maggior parte dei casi, la persona si sente spinta a mettere in atto la compulsione per ridurre il disagio che accompagna un’ossessione o per prevenire qualche evento o situazione temuta.

Ad esempio, gli individui con ossessioni di contaminazione possono ridurre il proprio disagio mentale lavandosi le mani finché la pelle non diventa ruvida; gli individui afflitti dall’ossessione di avere lasciato una porta aperta possono essere spinti a controllare la porta numerose volte ad intervalli di pochi minuti; gli individui afflitti da pensieri blasfemi involontari possono trovare sollievo contando 10 volte indietro e 100 volte in avanti per ogni pensiero.

Ossessioni e compulsioni nella quali totalità dei casi sono di per sé innocue ma possono estendersi fino ad occupare gran parte della giornata e mobilitare la maggior parte delle risorse della persona, o interferire significativamente con la sua routine normale, con il funzionamento lavorativo, con le attività sociali, o con le relazioni con gli altri.

In tali casi, la psicoterapia cognitivo comportamentale (e se necessario la terapia farmacologica) risulta un intervento efficace sul quale è stata fatta molta ricerca scientifica identificando protocolli affidabili e replicati in tutto il mondo.

 

Dott. Antonio Fresco