Per prima cosa è necessario definire il termine “stress”. In fisica, per stress, si intende uno sforzo o una tensione a cui è sottoposto un certo materiale. In psicologia si intende per stress una risposta mentale e fisica ad uno “stressor”, ovvero ad uno stimolo interno o esterno (positivo o negativo). Qualche esempio:

  • sollecitazioni mentali quali preoccupazioni, pensieri negativi, noia, incertezza, ecc.
  • stimoli ambientali fastidiosi come il rumore, tipi di illuminazione, lo smog di Milano, un cambio di abitudini nella routine, odori sgradevoli, ecc.
  • reazioni fisiologiche o biologiche (fame, sete, traumi fisici, malattie, ecc,)
  • problemi relazionali familiari, lavorativi, sentimentali, ecc.
  • eventi traumatici come un grave incidente, la morte di un caro o il subire violenze
  • cambiamenti di vita e eventi positivi 

Stress-1024x1024Gli stressor promuovono l’attivazione del meccanismo di attacco/fuga (per approfondire, visionare l’articolo “Ansia: psicologo o farmaco?”), causando reazioni regolative neurologiche, locomotorie, ormonali e immunologiche al fine di fronteggiare le condizioni ambientali o interne all’organismo da cui origina lo stress. E’ quindi importate evidenziare che lo stress non ha solo valenza negativa, esso infatti permette l’adattamento dell’ambiente all’ambiente circostante. Diventa un problema quando, attivate le condizioni di preallarme, non esiste la possibilità di “attaccare” o “fuggire” dal problema. Esistono due termini che chiariscono le idee per distinguere le due tipologie di stress:

  • eustress: stress gestibile poiché si ha le risorse per fronteggiare un problema risolvibile; in questo caso, ad un’iniziale attivazione ansiosa, segue, una volta messe in campo strategie risolutive, una distensione psichica e fisica (un abbassamento dei livelli di ansia)
  • distress: stress ingestito poichè mancano le risorse (strategie, competenze, energie, ecc) per fronteggiare un problema che sembra insormontabile; in tale caso la permanenza degli stressor tiene in continua attivazione i sistemi regolativi dell’organismo che, per farla breve, rimane in un costante stato di attivazione ansiosa.

Nel primo caso (fig. 1) basta pensare a quando si torna a lavoro dopo un periodo di vacanza. L’individuo è stressato a causa del repentino cambiamento delle condizioni ambientali (per esempio sveglia preso, aumento della richiesta di performance e quindi dei livelli di attenzione e concentrazione giornalieri) e delle eventuali preoccupazioni legate al lavoro. Quasi sempre, una maggior attivazione dei sistemi regolatori riportano l’individuo all’equilibrio precedente alla vacanza nel giro di pochi giorni.

Stress da rientro dalle vacanze

fig.1

Mobbing

fig. 2

 

 

 

 

 

 

 

Nel caso di distress  (fig. 2) si può prendere da esempio una situazione di mobbing lavorativo dove si è impossibilitati a lasciare il lavoro per motivi economici e contemporaneamente non si può risolvere il problema all’interno dei processi gerarchici aziendali. In tali casi, a volte, la persona non riesce a trovare le risorse per risolvere il problema e rimane in un continuo stato di attivazione che, alla lunga, puo dare avvio a sintomi fisici (come mal funzionamento della apparato digestivo, malattie della pelle, asma, ipertiroidismo, disturbi cardiovascolari, ecc.) o psicologici (come alti livelli di ansia, depressione, ecc.).

In più, il distress può essere caratterizzato da attivazione eccessiva o da scarsa attivazione. Possono infatti manifestarsi comportamenti guidati da rabbia o collera di fronte ad eventi oggettivamente non importanti o, viceversa, comportamenti di vittimismo o depressivi di fronte ad eventi che invece richiederebbero di prendere in mano la situazione ed intervenire prontamente.

Come per l’ansia, lo psicologo può insegnare a gestire lo stress e a trasformare il distress in eustress grazie ai training e alle tecniche sviluppate all’interno della psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Per un maggior approfondimento, si consiglia di visionare l’articolo “gestione dello stress” all’interno della sezione training specifici.

 

Dott. Antonio Fresco – Psicologo a Milano

Immagine tratta da gqitalia.it e da tantasalute.it