Voglio eliminare l'ansia!

Voglio eliminare l’ansia!

Spesso i pazienti che giungono nel mio studio di Milano chiedono: “Dottore, io non voglio più sentire l’ansia, quest’ansia che mi viene ogni volta che faccio un esame… che vado dal dentista… che devo parlare in pubblico…”.

E’ necessario chiarire che l’ansia è una reazione fisiologica che si attiva in modo naturale e automatico di fronte a tutto ciò che identifichiamo come pericolo sia consapevolmente che inconsapevolmente.

Una delle ipotesi più scientificamente fondate, che descrive il ruolo dell’ansia, è quella “evoluzionistica”, che rappresenta l’ansia come una risposta automatica di attacco o fuga.

Nel corso della nostra evoluzione tale meccanismo ha permesso alla specie umana di reagire prontamente ai pericoli (un tempo più concreti e quindi consapevoli quali: bestie feroci, fuoco, condizioni climatiche particolari) senza sprecare tempo prezioso in elaborazioni cognitive particolarmente approfondite o energia in altri processi fisiologici quali per esempio la digestione (in seguito si spiegherà in dettaglio il funzionamento fisiologico).

Se per esempio ci si trovava di fronte al pericolo di essere sbranati da un lupo, si aveva solo il tempo di decidere se fosse possibile fuggire oppure se non restasse che attaccare; il corpo rispondeva automaticamente preparandosi ad entrambe le possibilità in pochissimi secondi.

Infatti, l’identificazione da parte del cervello di un determinato pericolo da avvio, ancor prima di qualsiasi azione, ai seguenti cambiamenti fisiologici che hanno origine dall’attivazione del sistema nervoso autonomo e dal conseguente rilascio di adrenalina:

  • aumenta la frequenza respiratoria e si espandono i polmoni per permettere una maggiore disponibilità di ossigeno per i muscoli;
  • il battito cardiaco si fa più frequente con un conseguente aumento della pressione sanguinea in modo da trasportare più velocemente l’ossigeno (il principale nutrimento dei muscoli);
  • viene liberato più zucchero nel sangue per fornire immediata energia;
  • il sangue viene dirottato ai muscoli (soprattutto ai muscoli degli arti inferiori) e meno sangue affluisce agli organi interni (provocando il blocco delle funzioni digestive ed il conseguente “nodo allo stomaco”) al viso (si diventa più pallidi) e alle mani (la temperatura di queste si abbassa rispetto all’ambiente esterno causando diffusa sensazione di “sudare freddo”);
  • aumenta la sudorazione generale per contrastare il generale surriscaldamento corporeo dovuto all’intensificarsi dell’attività;
  • i muscoli si preparano a contrarsi velocemente (non solo quelli delle gambe);
  • aumenta la capacità coagulante del sangue per perderne il meno possibile in caso di ferite;
  • il sistema immunitario rallenta e il corpo si concentra tutti i suoi sforzi per prepararsi ad attaccare o fuggire.

Nella società moderna è sempre meno necessario sopravvivere ad un lupo e l’ansia può essere attivata da pericoli fisici, quali evitare di essere investiti da un tram e la paura di avere una malattia, o psico-sociali quali la paura delle conseguenze di un esame non passato o di fare una brutta figura.

L’ansia, ha rappresentato uno dei meccanismi più protettivi per la specie umana, ma oggi è più spesso vista come un problema o un peso da togliersi.

Può quindi risultare necessario introdurre un modello, la curva di Yerkes-Dodson, che spiega come l’ansia (nell’immagine “Arousal”), a certi livelli, non rappresenti un problema  ma, al contrario, sia necessaria per ottenere migliori performance in caso di attività che richiedano impegno, concentrazione e attenzione, come nel caso, per esempio, di un colloquio di lavoro o di un esame da sostenere. Chi infatti risultasse totalmente rilassato durante un esame un incontro sportivo o una discussione importante non sarebbe in grado di dare il meglio di sé.

Curva di Yerkes-Dodson, l'ansia, se non eccessiva, aumenta la performance; se l'ansia supera certi livelli la performance diminuisce

Al contrario, l’ansia eccessiva, anche senza arrivare al panico, finisce per compromettere ogni tipo di performance poiché la persona è concentrata sui sintomi dell’ansia, sente l’esigenza di fuggire e sbaglia più facilmente.

Ne consegue che l’ ansia non può essere eliminata, ma, grazie alla psicoterapia cognitivo-comportamentale, si può imparare a gestirla in maniera molto efficace per affrontare anche i compiti più difficili che richiedono un maggior grado di capacità di gestione proprio perché necessitano di un alto livello di vigilanza, attenzione e concentrazione.

Gestire l'ansia senza psicofarmaci

Gestire l’ansia senza psicofarmaci

Negli Stati Uniti, in nord Europa, in Oceania e in Asia, la psicoterapia cognitivo comportamentale è considerata  la terapia più efficace ed economica per i disturbi d’ansia (a volte basta una decina di incontri). Essa infatti non solo interviene a livello sintomatologico, ma permette sia di aumentare il benessere soggettivo e la capacità di cogliere le occasioni che la vita ha da offrire, che di ridurre il disagio psicologico e relazionale e i rischi per la salute,  prevenendo l’abuso o la dipendenza psicologica da psicofarmaci.

 

Dott. Antonio Fresco – Psicologo a Milano