“Dottore, mi capita spesso di avere dei sintomi fisici che mi preoccupano ma il mio medico di famiglia mi ha detto che non ho nulla e gli esami che ho fatto sono tutti negativi… ma io sono convinto che ci sia qualcosa che non va!”

“ogni settimana sento formicolii alle mani e alle braccia e temo si possa trattare di qualcosa di grave ma il mio medico, che pensa io non abbia nulla, mi ha mandato da lei… non so neanche perché sono da uno psicologo… a me serve un bravo cardiologo, non uno psicologo”

“…e se il mio medico di base è stato superficiale? Sa in giro se ne vedono di tutti i colori…”

Ansia per la salute o ipocondria: cos’è?

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Capita a molti di noi di aver provato ansia intensa per la propria salute (magari aspettando il referto di un certo esame) o per quella dei nostri cari; sperimentare ansia per la nostra salute è una cosa del tutto normale.

Se però le PREOCCUPAZIONI per la salute, la PAURA di soffrire, di morire o di diventare non autosufficiente arrivano a peggiorare la nostra qualità di vita inutilmente allora questo può rappresentare un problema in più da risolvere e si può definire ansia per la salute o ipocondria.

Per il prof. Adrian Wells (1998), esperto in disturbi dell’ansia e pioniere della psicoterapia metacognitiva, la caratteristica principale dell’ansia per la salute o ipocondria è che chi ne soffre ha la credenza, basata sull’interpretazione erronea di segni o sintomi fisici, di avere o di stare sviluppando una grave patologia, senza che un’accurata valutazione medica abbia identificato motivi sufficienti per giustificare questi timori; si è preoccupati costantemente ed eccessivamente che sintomi come, mal di gola, sensazioni fisiche non ben definite o cervicali rappresentino i primi segnali di una grave malattia.

no sportPer fare un esempio, possiamo immaginare un uomo che interrompe l’attività sportiva portata avanti per anni, in assenza di un divieto da parte del medico curante, per la paura che un dolore muscolare di lieve entità possa essere il di un problema più importante che, aggravandosi, può diventare invalidante.

Oppure una donna che avverte un pizzicorio alla gola da qualche giorno e che, pensando di stare sviluppando un tumore all’esofago, nonostante le rassicurazioni del medico e la bontà degli esami clinici, spende una fortuna in visite specialistiche senza nessun risultato.

Attualmente si preferisce parlare di ansia per la salute invece di “ipocondria”, termine prevalente medico che è stato lungamente frainteso generando un significato negativo poiché associato all’immagine del “malato immaginario”: nulla di più falso!

La persona che soffre di ansia per la salute soffre davvero, anche in assenza di una diagnosi medica, e pertanto il suo disagio va ascoltato e accolto.

Fattori predisponenti e precipitanti per l’ansia per la salute o ipocondria

Esistono dei fattori predisponenti all’ansia per la salute come fattori genetici e biologici, un ambiente familiare stressante (conflitti frequenti, alti livelli di tensione, abuso), genitori o caregiver con ansia per la salute, esperienze (nostre o di altri) di malattia e morte.

La presenza di preoccupazioni eccessive possono tuttavia insorgere in seguito a fattori precipitanti quali uno grosso spavento, l’assistere alla malattia o alla morte di un caro, la lettura sui giornali di notizie che riguardano malattie (lo stesso vale per internet e tv) o l’andare a trovare un amico in ospedale. Solitamente il problema inizia o peggiora durante un periodo particolarmente stressante.

Gli errori più comuni di chi soffre di ansia per la salute o ipocondria

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I comportamenti che, come psicologo, mi è capitato più spesso di vedere da parte delle persone che si presentano nel mio studio con ansia per la salute sono:

  • concentrarsi totalmente sulla necessità di ottenere una diagnosi attraverso infinite visite specialistiche ed esami che da un lato costano in termine di tempo e denaro e dall’altro, in assenza di una diagnosi certa, non sono mai sufficienti a rassicurare la persona che cerca certezze: spesso l’assenza di una diagnosi viene interpretata come un segno di non salute;
  • body checking, ovvero monitoraggio continuo e frequente sul proprio corpo per cercare segni, sintomi o segnali di inizio di una malattia,
  • incremento della ricerca di informazioni sui media; internet è senz’altro un’utilissima fonte di informazioni ma spesso tale ricerca porta ad aumentare i livelli d’ansia a causa della presenza di un’enorme mole di informazioni spesso tra loro contraddittorie;
  • frequenti ricerche di rassicurazioni da parte dei familiari o amici
  • rinuncia a certe attività con il risultato di comportarsi come se si avesse davvero una malattia
  • evitamento dell’attività fisica

Purtroppo tali comportamenti o tentate soluzioni finiscono per lo più per dare un sollievo momentaneo e per contribuire a mantenere ed accrescere il problema.

Allo stato attuale, i risultati delle ricerche scientifiche indicano con forte evidenza che la psicoterapia cognitivo comportamentale è efficace nel trattamento dell’ansia per la salute.

Gli studi suggeriscono che 8-16 sessioni settimanali di psicoterapia cognitivo comportamentale, nella gran parte dei casi, sono in grado di:

  • ridurre le preoccupazioni ipocondriache in modo significativo;
  • aumentare il tono dell’umore;
  • aumentare i gradi di libertà ed il raggio d’azione;
  • aumentare il livello di qualità di vita.

In più tali studi mettono in evidenza che i benefici ottenuti sono mantenuti almeno dopo un anno (Clarck et al., 1998; Greeven et al., 2007; Sorse net al., 2010; Warwick, 1996).

Inoltre la percentuale di chi decide di abbandonare il trattamento per questo tipo di intervento è di circa 10%, indice che tale approccio è ben accettato dai pazienti (Clark et al., 1998; Speckens et al., 1995).

 

Dott. Antonio Fresco – Psicologo a Milano

foto tratte da radiomirchi.com, squidoo.com e 7cupsoftea.com