Matrimonio in crisi? La causa in comportamento comune.

È una delle quattro spie che segnalano l’imminente epilogo del matrimonio in divorzio.

 

Probabilmente avrai fatto spallucce liquidando le critiche del tuo partner pronte ad abbattere il tuo umore.

Penserai che il tuo atteggiamento critico nei confronti del tuo partner potrebbe essere costruttivo, ma occorre fare molta attenzione al tono che si assume e soppesare per bene le parole. Secondo il celebre ricercatore  John Gottmanun atteggiamento critico costante è il più immediato e serio sintomo di un imminente divorzio e segnale d’allarme rosso per la salute di un matrimonio.  

Per 40 anni, il professore di psicologia ed il suo team di ricercatori al Gottman Institute hanno studiato i comportamenti  e le interazioni all’interno delle dinamiche di coppia per determinare quale fosse la chiave capace di connotarsi come segnale d’allarme per il matrimonio e porsi, dunque, come presagio di un divorzio o, come li chiamerebbe Gottman, per individuare “I quattro cavalieri dell’Apocalisse.”

Il primo segnale è il disprezzo, seguito da un atteggiamento critico, dalla difensiva e dall’ostruzionismo, termine utilizzato per indicare un atteggiamento di presa distanza ed ostacolo nei confronti del proprio partner.

 

L’atteggiamento critico risulta essenzialmente ed inutilmente correlato ad un attacco verbale: in confronto ad un consiglio costruttivo o ad una critica che porta verso il miglioramento, in genere l’atteggiamento critico è volto intenzionalmente a far sentire piccolo il proprio partner, a sminuirlo, ferirlo e fargli provare una forte sensazione di rifiuto. In ciò consiste la differenza tra la sensazione di sentirsi attaccata provata da una moglie che si sente sollecitata a pulire e rassettare e quella provata invece da una moglie che si sente chiedere una mano nel riordinare più spesso ma in maniera cordiale e gentile.

Dunque com’è possibile assicurarsi di ottenere o comunicare ciò che si desidera senza urtare i sentimenti del proprio partner mettendo a rischio il matrimonio?

 

Ecco alcuni consigli da parte degli esperti che lavorano con le coppie per disintossicare definitivamente il proprio matrimonio dagli atteggiamenti critici.

1. Adotta un approccio morbido.

“Invece di lamentarti con il partner accusandolo di pigrizia o di lasciare i piatti sporchi per settimane nel lavabo, prova ad esprimere lo stesso concetto convertendolo in parole più gentili. Ad esempio potresti affermare di sentirti più tranquillo e supportato nelle faccende se i piatti fossero lavati regolarmente, perché avresti proprio bisogno d’aiuto” – consiglia Lydia Kalsner-Silver psicologa a Miami Beach, in Florida 

2. Esprimi le lamentele mostrando un atteggiamento più calmo possibile. Non lasciare che siano le emozioni a guidare i tuoi giudizi.

“Uno degli atteggiamenti più comuni consiste nel lasciare che siano le emozioni a prendere le redini dei nostri giudizi, comportamenti e reazioni. È vero che i sentimenti valgono, ma d’altro canto ciò che si dice i si fa può essere passato sotto esame e messo alla prova. Quando ci si sente frustrati o arrabbiati, risulta cruciale tenere a mente che le proprie azioni e le proprie parole non dovrebbero assolutamente scaturire dai sentimenti. Questo comporta un grosso sforzo ed un grande impegno da parte di entrambe le parti coinvolte nel matrimonio. Occorre una certa maturità emotiva. Ed implica inoltre l’apprendimento dell’autocontrollo sulle proprie emozioni perché si possa evitare la situazione in cui i propri stati emozionali dipendono direttamente dal comportamento del partner. ― LizHiggins, terapista di coppia a Dallas, in Texas

3. Non porre domande paternalistiche o con tono di superiorità.

“È importante non cominciare mai una frase con una domanda retorica. Nonostante possa sembrare innocua, infatti, tale tipologia di domanda cela una presupposizione, come se il partner dovesse essere rimproverato per qualcosa che, nonostante sia al corrente della sua importanza, non ha rispettato. In altri termini, le critiche per non essere stati abbastanza brillanti, non aver saputo dimostrare abbastanza competenza o impegno, per non aver ponderato al meglio, sono, nella maggior parte dei casi, nascoste dietro a domande retoriche che mettono in discussione l’intelligenza stessa del partner. Quando si chiede perché è stata fatta qualcosa, si sta essenzialmente domandando al partner di leggere la propria mente per risalire a ciò che avremmo voluto facesse in maniera diversa. Lascia che il prossimo prenda le sue decisioni in maniera autonoma. Non è necessario criticare il proprio partner per le decisioni che ha preso, nonostante possano essere di dubbia efficacia. ― Aaron Anderson, Terapista matrimoniale e familiare a Denver, in Colorado 

4. Esordisci le tue discussioni con la prima persona anziché con la seconda.

“Questa tecnica è anche conosciuta come le ‘frasi dell’io’ e consente di mettere a freno il biasimo nei confronti del partner e focalizzare l’attenzione sul motivo per cui il suo comportamento ci sta infastidendo. Ciò aiuta inoltre a ridimensionare l’atteggiamento critico, il biasimo e la difensiva. Potrebbe, per esempio, funzionare confessare al partner di sentirsi ignorati quando non viene a prenderci al lavoro anziché rimproverarlo perché non ci saluta mai quando torniamo a casa.” ― Chelli Pumphrey, consulente di coppia n Denver, in Colorado

5. Riconosci che i problemi all’interno del matrimonio sono responsabilità di entrambe la parti.

“Quando nel matrimonio si assumono atteggiamenti critici, spesso ci si trova a mettere in discussione l’intera persona alla quale si sta accanto. Ma la verità è che per ballare il tango bisogna essere in due. Riconoscere il proprio ruolo all’interno delle dinamiche che hanno causato un problema comporta un alto livello di autocoscienza, ma rende decisamente più semplice ragionare in termini di questioni matrimoniali anziché personali. Lascia che il tuo partner sappia in che maniera pensi da aver contribuito allo scatenarsi di una crisi. Ciò aiuterà a rallentare, prendersi una pausa e ricordare le altre volte nelle quali si è vissuta una situazione analoga. Ti rende infelice il fatto che il tuo compagno non abbia nemmeno lavato i piatti? Prova a ricordare quando il tuo coinquilino se l’è presa con te per ragioni di organizzazione domestica. Ricorda le volte in cui hai assunto un atteggiamento simile, aiuterà a sviluppare empatia e comprensione.” ― Elizabeth Earnshaw, terapista a Philadelphia, in Pennsylvania

6. Elimina parole come “sempre e mai” dal tuo vocabolario.

“Accusare il partner di fare ‘sempre’ o ‘mai’ qualcosa non avrà altro effetto al di fuori di istigare in lui un atteggiamento di difensiva. Ciò convertirà la tua lamentela in un’accusa nei confronti del carattere dell’altro tout court. Sarebbe bene, invece, lamentarsi di un avvenimento specifico perché l’interlocutore risulti più reattivo e partecipe alla questione.” ― DanielleKepler, terapista a Chicago, in Illinois 

7. Lascia cadere le difese e dimostrati vulnerabile con il partner.

“L’atteggiamento critico è una forma di auto-protezione che comunemente si manifesta in forma di rabbia. Oltre la maggior parte degli atteggiamenti critici, si nasconde una forma latente e persistente di rabbia, spesso derivante da sentimenti quali paura, dolore, tristezza o vergogna. Mostrare il proprio lato vulnerabile e lasciar cadere le difese in presenza del proprio partner mostra un atteggiamento di apertura anziché una barriera che lo allontana. Spesso si è spaventati all’idea di mostrare sintomi di vulnerabilità, talvolta perché si è consapevoli di ciò che si sta provando, talvolta perché si teme che il partner approfitti della situazione. Ma come afferma  Jim Rohn said, ‘I muri che costruiamo attorno a noi per tenere lontana la tristezza, sono gli stessi che bandiscono la gioia’” ― Kari Carroll, terapista di coppia a Portland, in Oregon. 

 

Fonte: Huffington Post

Articolo pubblicato da  BLACK VOICES – Brittany Wong il 17 Ottobre 2016, tradotto e adattato da Silvia Tramatzu e consultabile qui.

Antonio Fresco – Psicologo Milano

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