Infedeltà: quanto il tuo partner è incline al tradimento?

Una nuova ricerca porta nuova luce sulla comprensione dell’infedeltà e del tradimento recidivi.

 

“Tentato dal frutto altrui

tentato, ma la verità è stata svelata

cosa è successo

ora che te ne sei andato?— “Tempted”, Squeeze

 

“Da sempre gli autori hanno scritto di tradimento e infedeltà come argomenti letterari principe. Ed è così drammatico. La cattiveria, la premeditazione e la segretezza, le complicazioni ed il momento in cui si arriva alla consapevolezza di pensare d’essere una persona, ma sei anche l’altra. Quella della vita innocente e quella della colpa .” — Alice Munro

 

Tradimento una volta, tradimento sempre?

Nel loro scritto “Archivi del comportamento sessuale” (Archives of Sexual Behavior), Knopp ed i suoi colleghi hanno intrapreso un percorso di rivisitazione della letteratura prodotta a tema tradimento ed infedeltà. I frutti di questo lavoro sono stati raccolti nel recente saggio che raccoglie i cosiddetti “segnali premonitori delle tresche (Knopp et al., 2017). Il team sottolinea come, nonostante la crescente mole di analisi e ricerche, esistono dei dati già raccolti riguardanti il ruolo delle relazioni primarie nella previsione di tradimento ed infedeltà a lungo termine.

I ricercatori si sono concentrati principalmente sui fattori tipici del tradimento seriale e nella comprensione di quale ruolo l’infedeltà all’interno di una relazione possa giocare nel prevedere il tradimento all’interno di un’altra.

A livello aneddotico, questo è ciò che emerge – quando qualcuno è stato infedele o colpevole di tradimento in passato, si tende a ritenere che sia più propenso a ripetere lo stesso “errore” in futuro. Ma capita spesso di incontrare persone infedeli o colpevoli di tradimento che hanno vissuto esperienze analoghe con i propri genitori. Nonostante non vi siano grandi analisi in merito a questi, appare completamente sensato ritenere che essere abituati ad un comportamento, in generale rende i soggetti più inclini a ripeterlo, attraverso quei processi che vengono scientificamente definiti apprendimento sociale e modellamento. Questo vale per molti altri comportamenti nei quali il passato personale e la storia familiare sono in grado di influire e predire parzialmente i comportamenti futuri, compresa l’inclinazione all’aggressività ed la tendenza al suicidio — sottolineando che non si ha mai la certezza al 100% che il passato si ripercuota sul futuro e che molti individui con fattori di rischio non si dimostrano poi essere recidivi nel comportamento.

Ovviamente, l’infedeltà ed il tradimento giacciono in un’area colma di conflittualità e prospettive differenti. In un contesto nel quale avere più partner rientra all’interno delle norme sociali, l’infedeltà, ammesso che esista all’interno di una relazioni romantiche, potrebbe comportare significati ed interpretazioni differenti.

Gli individui coinvolti possono reagire in maniera differente ed esperire il senso dell’infedeltà solo se il tradimento viene concepito all’interno del contesto sociale come tale, come, cioè, una violazione di specifiche norme. Nelle culture dove la monogamia è la norma, il tradimento sessuale ed emotivo vengono imputati di trasgressione – morale, religiosa, sociale e, talvolta, anche legale, con le derivanti conseguenze che ciò implica.

Il tradimento e l’infedeltà spesso vanno di pari passo con la manipolazione deliberata e comportamenti ambigui, con l’inganno nel far pensare gli altri di essere un certo tipo di persona e, in alcuni casi, più tardi rivelarsi tutt’altro.

Ciò può essere destabilizzante, disorientante come esperienza, in particolare se a viverla è la vittima del tradimento. Ma anche vestire i panni del traditore non è semplice in quanto in quanto in simili circostanze, mettere in dubbio la propria abilità nel riconoscere le persone di cui fidarsi risulta inevitabile. Il tradimento può colpire dritto al cuore dell’ identità, rendendo i soggetti estranei a se stessi ed agli altri. Dubbio e confusione possono influenzare le relazioni future e le scelte all’interno dei rapporti dal momento in cui la triste storia comune ci insegna che fin da piccoli i bambini apprendono dai grandi l’importanza della fiducia fino a prova contraria – e non di rado capita che le persone più leali vengano poi accusate di infedeltà anche quando non dovrebbero. Il radar per la fiducia sembra essere annientato dal tradimento e, spesso, ciò accade fin da giovani.

Possiamo concordare sul disaccordo?

Nelle società miste, quelle come la nostra, con turbolenti cambiamenti a livello di norme e regolamenti societari e di valori, l’infedeltà – come il tradimento – sembra essere un concetto multisfaccettato che richiede un complesso equilibrio tra diverse prospettive –ammesso che un equilibrio sia desiderabile o raggiungibile. Alcuni popoli credono fermamente nella monogamia, altri praticano le relazioni “aperte” o potrebbero identificarsi sessualmente poligami, pansessuali, asessuali e così via. Qualunque sia la situazione, il giudizio non è altro che un serpente attorno al quale ruota il dibattito – coloro che giudicano e coloro che vengono da loro giudicati e coloro che non giudicano e come si inseriscono nel discorso. Un terreno comune appare difficile da raggiungere e le intense emozioni che stanno a latere dell’infedeltà e del tradimento spesso tendono alla polarizzazione.

I ricercatori concordano sul fatto che l’infedeltà ed il tradimento siano fenomeni molto complessi da studiare a causa delle variazioni che si verificano a livello di definizione rispetto all’infedeltà ed al ciò che essa sia in congiunzione al tradimento. Lo stesso avviene per i termini ed essi correlati, “come infedeltà, slealtà, intrigo o relazione extraconiugale o coinvolgimento sessuale extra-diadico generalmente utilizzati in letteratura. Tutti cercano di esprimere lo stesso costrutto si significato che generalmente esprimiamo con tradimento o infedeltà”.

Rimane da evidenziare che – nonostante i cambiamenti a livello di norme che regolano le relazioni romantiche – la maggioranza delle coppie si aspetta un rapporto monogamo. Tuttavia, l’infedeltà ed il tradimento rimangono comuni e diffusi, con un incidenza annua che oscilla dal 2 al 4 per cento per gli uomini e per le donne, come sottolinea un recente rapporto a tema prevenzione dal tradimento. Il tasso di infedeltà nell’arco vitale è stimato al 20% per le coppie sposate. Il tradimento e l’infedeltà colpiscono entrambe le parti della coppia, le persone che gravitano attorno ad essa, compresi gli amanti, così come i bambini ed altri amici e familiari che percepiscono gli effetti del tradimento.

L’infedeltà è spesso esperita come un trauma da tradimento e rappresenta una ferita molto seria che si ripercuote nella capacità di concedere fiducia nella maggior parte delle coppie, così come può sfociare in una forma di rigetto doloroso.

 

Quali fattori sono associati all’infedeltà ed al tradimento?

Tra le varie conseguenze dell’infedeltà ci sono sicuramente le difficoltà e le tensioni all’interno della relazione che spesso portano alla rottura. Il tradimento è una delle cause più diffuse di divorzio ed una delle problematiche più comuni che i professionisti psicoterapeuti si trovano a dover affrontare.

I fattori di rischio per l’infedeltà ed il tradimento scaturiti dalla ricerca includono:

  1. scarso coinvolgimento nella relazione.
  2. declinare la soddisfazione sessuale e l’appagamento relazionale.
  3. tratti della personalità specifici (e.g., freddezza, estroversione, nevrosi e scarsa accondiscendenza, nei termini dei “Grandi 5” tratti della personalità).
  4. atteggiamento permissivo nei confronti dell’infedeltà, del tradimento e del sesso.
  5. vivere all’interno di un contesto sociale nel quale il tradimento è norma e l’infedeltà approvata ed ammessa.

 

Per quanto concerne il tradimento seriale, Knopp ed i suoi colleghi si sono concentrati su due teorie principali, nonostante la letteratura in materia sia corposa, complessa ed, in generale, in crescita: quante alternative di qualità sono accessibili ai partner e le attitudini rispetto alla tolleranza del tradimento.

Da queste prospettive, i seguenti fattori generali assumono particolare rilevanza:

  1. quando le persone conoscono altri soggetti attraenti e liberi, sono più tentati a lasciarsi andare al tradimento.
  2. le persone che hanno avuto relazioni clandestine in passato sono consapevoli che si possano verificare.
  3. le persone che hanno ceduto al tradimento in passato, sono più inclini a trovare l’infedeltà accettabile (per qualsivoglia ragione – sociale, di educazione, di personalità ecc…).
  4. le persone che hanno tradito sono più avvezze all’autopersuasione, fino a convincersi che le relazioni clandestine siano tollerabili al fine di abbassare il livello di conflitto interiore chiamato dissonanza cognitiva.
  5. tradire una volta rende i partner più inclini ad essere recidivi, come lo sforzo di alleviare la dissonanza cognitiva può concludersi con la tolleranza nei confronti dell’infedeltà, per fare in modo che il comportamento infedele venga integrato all’interno di una prospettiva normale sui soggetti.
  6. per alcuni, il comportamento infedele può condurre a rimettere in gioco diverse questioni fino ad alterare comportamenti e distorcere convinzioni come quella ri ritenere il tradimento inaccettabile.

Ma non sono solo i fattori del tradimento a poter predire, in qualche modo, l’infedeltà seriale. Esistono anche fattori relativi ai partner.

Ad esempio, in alcune popolazioni le persone tendono ad avere appuntamenti con soggetti che si sono macchiati di tradimento in passato o che sono impegnati in relazioni. Sono, in effetti, più avvezzi ad avere un partner altrettanto incline al tradimento e spesso anche irraggiungibili. Quando si frequenta una persona con la consapevolezza che sia stata colpevole di tradimento, vorremmo la sicurezza che ciò non si verifichi più e generalmente si vuole prendere coscienza di ciò che è accaduto in passato prima di buttarsi in un rapporto troppo stretto.

Talvolta l’altro nasconde la propria relazione clandestina, o aspetta il momento giusto nel quale rivelarla, o la si scopre da qualcun altro. La relazione si basa sull’inganno, ma si è già troppo coinvolti e si vorrebbe evitare la perdita salvaguardandola. Se questo, a volte, può funzionare, altre si finisce con il prendersi gioco di se stessi ed avere un forte rigetto. Quando le relazioni cominciano con il colpo di fulmine e s’incendiano con la passione, si finisce con un coinvolgimento troppo veloce perché si possa raggiungere la distanza analitica per poter comprendere la persona con la quale si ha a che fare.

Prendiamo, ad esempio, la “monogamia seriale”. Quanti monogami seriali cominciano una relazione nuova prima che quella precedente sia finita? Nessuna, ma è decisamente comune. Talvolta entrambe le persone sono ancora coinvolte in un rapporto con qualcuno eppure decidono di concludere la relazione, ma molte volte è un partner o l’altro a chiuderla – e ci potrebbero essere molte ragioni per questo all’interno delle quali non possiamo addentrarci, ma che sono state ampiamente analizzate altrove.

Inoltre, i ricercatori affermano che, se si è stati coinvolti in una relazione clandestina o in un tradimento in passato, si tende a diventare più sospettosi rispetto alla fedeltà del partner. Tali sospetti agiscono come fattori tossici per il rapporto che possono condurre alla gelosia infondata, alla diffidenza, a covare dei sentimenti negativi ed a ricordare sempre la brutte avventure con le relazioni precedenti. E diventa difficile raccontare o esprimere esattamente cosa sia vero e cosa no, perché senza la fiducia, ogni tipo di comunicazione diventa sospetta ed il relativo significato dubbio. Il tradimento, dopotutto, infetta dei lunghi periodi di bugie, ambiguità, intrighi ed omissioni.

 

La ricerca sull’infedeltà ed il tradimento ricorrente

In “Tradimento una volta, tradimento sempre? L’infedeltà seriale tra le relazioni successive”, Knopp ed i co-autori hanno optato per la definizione dell’ “infedeltà” come “ESI” — o “coinvolgimento sessuale extra-diadico“. Il team è giunto a comprendere come ciò che riteniamo “sessualità” possa variare e come manchi di alcuni comportamenti come il baciare ed il tradimento emotivo. Inoltre, i ricercatori sottolineano come l’ESI possa comprendere individui che tollerano le relazioni con altri senza per questo considerarle “infedeltà” o tradimento, nonostante, ammettono, si tratti di un campione inferiore al 2% della popolazione che ha preso parte all’analisi definendosi coinvolta in una “relazione aperta”. Il gruppo si avvalse di soggetti provenienti da un ampio gruppo di persone che presero parte allo studio sulle relazioni romantiche. Tutti provenienti dagli Stati Uniti, in relazioni romantiche esterne al matrimonio per almeno due mesi e facenti parte di un campione di 484 partecipanti che sono stati invitati a completare dei questionari da 3 a 4 volte l’anno, consegnando almeno 10 degli 11 questionari totali inviati durante un lasso temporale di circa 5 anni. Il campione comprendeva 329 donne e 155 uomini appartenenti a diverse etnie e di un’età compresa tra i 15 e i 35 anni, con una media di 1.6 relazioni, ma capaci di variare da 1 a 7 durante il periodo in analisi.

Ai partecipanti della ricerca ESI veniva chiesto: “hai avuto relazioni sessuali con qualcuno oltre al tuo compagno da quanto ti sei impegnato in una relazione seria?” e si richiedeva anche di valutare le proprie risposte, no, sì ma con una sola persona e sì con più di una persona – il 44% del campione si dichiarò coinvolto nell’ESI e dunque colpevole di tradimento.

Il 38% dichiarò di sapere di essere vittima di tradimento ed il 18% di essere sospettoso. I dati raccolti sul campione demografico, attraverso l’utilizzo della regressione logistica, vennero utilizzati per individuare le analogie esistenti tra dati comuni. Una delle domande poste era relativa alla possibilità di legame tra un tradimento passato e la sua capacità di influenzare ciò che si sarebbe verificato in una relazione futura, se le persone sospettose di tradimento fossero propense a mostrarsi diffidenti anche in relazioni nuove e così via.

Tra i dati più interessanti, gli studiosi riscontrarono come le persone siano più inclini ad avere una prima relazione duratura piuttosto che una seconda, 38.8 mesi contro i 29.6, e gran parte della popolazione vive con il proprio partner durante la prima relazione, 65% contro il 19%. Il fenomeno ESI si dimostrò decisamente più basso su tutti i parametri nei soggetti con un’educazione più alta ed il sospetto di ESI si rivelò maggiore nei soggetti più anziani e disoccupati. Il genere e il reddito non parvero invece associati con l’ESI.

Nei termini dell’associazione ESI, coloro che hanno dichiarato il proprio tradimento durante la prima relazione risultarono 3.4 volte più propensi (34%) a dichiararne un altro durante la seconda relazione (18%) rispetto a coloro che non si macchiarono di tale colpa durante la prima.

Manifesti e sospetti, gli ESI vennero inoltre associati a relazioni sequenziali. I partner che dichiararono di essere a conoscenza durante la prima relazione, risultarono 2.4 volte più inclini (22%) a dichiarare altrettanto durante la seconda (9%). Allo stesso modo, i partner che sospettavano di tradimento durante la prima relazione risultarono 4.3 volte più propensi (37%) a sospettarlo nella seconda to (6%). Non parve esistere alcuna associazione tra l’essere coinvolti in un tradimento durante la prima relazione e l’alto tasso di dichiarazioni relative a manifesta o sospetta infedeltà durante la seconda. Non parve esserci nemmeno correlazione tra genere o età nei tradimenti tra la prima e la seconda relazione. Si trattava, in questo caso, di un campione di popolazione più giovane, più di rado sposata che poteva apparire decisamente più incline al tradimento rispetto ad altri risultati dei questionari, così come si rivelò essere per altre specifiche scoperte correlate al livello di istruzione ed al genere nel quali non sono state trovate, nemmeno tra esse, uniformità.

A prescindere dalla modesta correlazione esistente tra il tradimento passato e futuro, la maggioranza dei coinvolti nel test non dichiarò infedeltà.

Comprendere quali fattori siano in grado di prevedere il tradimento oltre le tre volte per traditori seriali non venne misurato da questo studio, ma sarà di certo oggetto di successive indagini. Determinare questi fattori risulta importante per poter comprendere le dinamiche del tradimento all’interno di una relazione romantica ed anche per riuscire ad identificare le situazioni a rischio (e prendere delle strade alternative) così come definire delle linee giuda per coloro che desiderano evitare il tradimento seriale – a prescindere dal fatto che si tratti di “traditori” o “traditrici”.

Appare degno di interesse il fatto che la partecipazione all’ESI non risultò affatto associata con un partner ESI in una relazione futura, al contrario di quanto il senso comune potrebbe portare a credere e cioè che i traditori siano meno degni di fiducia di altri. Tuttavia, i soggetti che sospettavano il tradimento continuarono a perseverare nel dubbio, come suggeriscono dei fattori di personalità.

Ciò che è importante consiste nel fatto che i soggetti consapevoli del tradimento del proprio partner durante la prima relazione risultarono due volte più inclini a dichiarare stati di infedeltà anche nella successiva, confermando l’idea, ma non riuscendo a fornire della prove consistenti di causalità, che alcune persone desiderano e scelgono di intraprendere delle relazioni con traditori. Posta la possibilità di sviluppo delle questioni correlate alle varie forme di negligenza, a partire dalle famiglie con relazioni distorte (e probabili conseguenze) e dai palesi fattori di personalità ed attaccamento, risulterà utile analizzare anche le potenziali relazioni causali più nel dettaglio.

Ulteriori considerazioni

Per ora è possibile solo concludere che alcune correlazioni esistano e fare un augurio informale che esista una possibilità sull’inesistenza di un legame deterministico tra un episodio di infedeltà vissuto durante la prima relazione e quanto si vivrà nelle successive, come il fatto di cercare un partner infedele le prossime volte, ma entrambe le scelte sarebbero influenzate da fattori relativi legati alla percezione che il soggetto possiede di sé e degli altri ed s fattori di scelte e decisioni molto intime. Nonostante tutto ci sarebbe davvero tanto da dire circa l’attrazione per amori malati e l’interesse nel come fare delle scelte migliori. Può sembrare strano tutto questo perché anche quando le persone si impegnano con tutte le forze nel trovare un partner migliore, spesso si finisce per giocare con se stessi fino a trovarsi con qualcuno che si rivela (almeno per certi aspetti) decisamente troppo familiare.

Nonostante “il cuore abbia le sue ragioni che la ragione non conosce… conosciamo la verità non solo con la mente, ma anche attraverso il cuore” (Pascal), appare sensato procedere con cautela quando si tratta di investire in una relazione seria – in particolare se si tiene in considerazione che si stanno prendendo dei rischi emotivi e ci si sta votando ad un ideale colmo di segnali di pericolo. Essere aperti nel porre domande relative alle attitudini rispetto al tradimento e cercare vie per aprire dei dibattiti sui fattori di rischio dell’infedeltà – compresi i tratti individuali specifici ed i fattori relazionali qui descritti, così come la presenza di una storia passata di infedeltà – può rivelarsi fondamentale. Se si manifestasse la tendenza a frequentare persone avvezze al tradimento, allora sarà una buona idea rallentare nella relazione e comprendere cosa sta accadendo.

Quando si è agli albori di una relazione, si può essere acciecati dai sentimenti e dall’amore passionale con le sue fantasie di perfetta unione, talmente ciechi da perdere il controllo delle aree di tutela e da finire per trovarsi in situazioni sconvenevoli. Ma mostrarsi prudenti oltre il necessario può chiudere le porte all’opportunità di approfondire la conoscenza con coloro che potrebbero, invece, diventare parte di una relazione piena ed appagante. È importante ricordare che la fiducia non è un obiettivo così come non è in bianco e nero – la fiducia è un processo che cresce e si coltiva con il tempo e può sbocciare in forme differenti a seconda delle tipologie di relazione.

Ma al di là di tutto dovremmo sentirci al sicuro con le persone che ci stanno accanto, ma non così al sicuro da stringere e chiudere le nostre relazioni.

 

Antonio Fresco – Psicologo a Milano

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Fonte: BBC

Articolo pubblicato da Grant H. Brenner M.D.ExperiMentations, il 14 Agosto 2017, tradotto e adattato da Silvia Tramatzu e consultabile qui.

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